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Montevarchi: “Scultura & Mosaico. Da Lucio Fontana a Pietro D’Angelo.”

Scultura & Mosaico. Da Lucio Fontana a Pietro D’Angelo. Tra XX e XXI secolo le metamorfosi della tessera nella scultura italiana”: questo il titolo della mostra, in programma dall’8 giugno al 21 settembre presso il Museo Civico il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento di Montevarchi. Parte del progetto “Sculpture relay…al Cassero! Linguaggi e approfondimenti sulla scultura italiana contemporanea sul filo della formazione accademica”. La mostra è realizzata dal Comune di Montevarchi, Assessorato alla Cultura, curata dal direttore scientifico de “Il Cassero” Alfonso Panzetta e finanziata insieme alla Regione Toscana nell’ambito di “Toscanaincontemporanea 2013”.
 
Due linguaggi artistici che fondendosi insieme hanno dato vita ad una nuova declinazione della scultura per la prima volta indagata scientificamente a partire dalla sua nascita. Un percorso di 50 opere che, dalla fine degli anni Trenta del secolo scorso arriva alle sperimentazioni neo-pop e neo zen dei più giovani artisti contemporanei, non tralasciando di indagare le differenti e metamorfiche elaborazioni del concetto di “tessera” da parte degli scultori italiani del XXI secolo.

LA MOSTRA si apre con un’impugnatura di coltello sacrificale azteca mosaicata, detto “La piccola Sfinge”, vero e proprio pezzo di scultura, uno tra i soli tre esemplari noti al Mondo, proveniente dal Museo Nazionale Etnografico “L. Pigorini” di Roma, che dimostra come in questo tipo di manufatti sia da riconoscere la fonte originale da cui prende spunto la nuova declinazione della scultura. Partendo dai cosiddetti “precursori”, Mirko Basaldella e Lucio Fontana, provenienti da importanti Collezioni pubbliche come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e Il Museo della Scuola Romana a Villa Torlonia, la mostra documenta le sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta dei maestri più anziani come Riccardo Licata e Nane Zavagno.

La sezione successiva riguarda il fiorire del mosaico nella scultura a partire da Athos Ongaro e dalla Transavanguardia di Sandro Chia e Mimmo Paladino negli anni Ottanta. A seguire alcuni designer come Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass jr. Il nucleo più consistente della mostra si focalizza su gli artisti di area ravennate che, più di altri, hanno fatto evolvere il linguaggio della scultura con il mosaico: Giuliano Babini, Marco De Luca, Francesca Fabbri, Stefano Mazzotti, Felice Nittolo.

Tra XX e XXI secolo la “metamorfosi” della tessera e la sua differente declinazione è documentata dagli ultimi lavori di Giuliano Babini, da quelli di Dusciana Bravura, dalle vanitas in cristalli Swarovski di Nicola Bolla e dall’utilizzo di materiali “industriali” come graffette, puntine da disegno e viti nei lavori di Pietro D’Angelo. Il percorso poi si chiude con un occhio attento sulle nuove sperimentazioni di Roberta Grasso, del collettivo CaCO3 e di Silvia Naddeo, vincitrice del PNA 2010, la cui opera proviene dalle collezioni del Ministero dell’Università e della Ricerca
 
LE SEDI. Allestito in due sedi, lo Spazio Espositivo Ernesto Galeffi e le sale della collezione permanente del Museo Civico, l’evento è accompagnato da un catalogo scientifico edito da Aska Edizioni. La mostra è patrocinata dal Comune e dall’Accademia dei Belle Arti di Ravenna e vede la collaborazione della Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.
 
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