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Monselice e Fratta: ville di Scamozzi e di Palladio, alla scoperta del paesaggio Veneto - Visita guidata Tci

 

Le iniziative del Corpo Consolare di Venezia

Visita guidata TCI n. 17/16

 

sabato 24 settembre 2016

 

Visita TCI a ville di Scamozzi e di Palladio: alla scoperta del paesaggio Veneto

 

Scheda a cura del Console TCI di Venezia: Donatella Perruccio Chiari.

 

Alla fine della guerra della Lega di Cambrai, nel 1517, inizia per il Veneto un lungo periodo di pace, i cui benefici effetti si riflettono direttamente sul territorio.

Le campagne, da aree paludose e incolte, diventano vivaci centri produttivi grazie a imponenti opere di bonifica; le ville abbandonano le loro fortificazioni per aprirsi verso i campi e i vigneti circostanti. L’élite veneziana e di terraferma trasforma le case in campagna in macchine per amministrare e gestire il lavoro agricolo e, allo stesso tempo, in cornici privilegiate per fare musica, studiare, respirare un’area più salubre di quella in città.

 

Nasce così la “civiltà delle ville” per la quale Andrea Palladio penserà ad architetture in cui la dimora del signore, le barchesse e gli annessi per i contadini hanno la monumentalità di templi antichi.

Alla fine del Cinquecento, l’idea di villa muta ulteriormente: sulla spinta di nuove condizioni sociali ed economiche, diviene prevalentemente centro per l’otium del signore, sostituendo il  brolo e gli spazi produttivi con ricchi giardini all’italiana. 

 

Le architetture di Vincenzo Scamozzi, allievo di Palladio, sono espressione di questo cambiamento e raccontano di quella “rivoluzione galileiana” che porta a una nuova maniera di vivere la villa, fare cultura e concepire il mondo.

 

Nell’arco della giornata visiteremo due ville di Vincenzo Scamozzi a Monselice: Villa Duodo e Villa Emo e una delle ville più iconiche di Palladio: villa Badoer a Fratta Polesine.  Confronteremo le due ville di Vincenzo Scamozzi con quella di Palladio, così da scoprire come nell’arco di una sola generazione si modifichi profondamente lo sguardo verso il paesaggio veneto.

 

Villa Duodo a Monselice (PD)

Alla fine del percorso delle Sette Chiese, a metà della collina, si situa Villa Duodo, voluta dalla omonima famiglia veneziana. Il complesso, costruito sopra i resti dell’antico castello di San Giorgio, è formato da due ali. Verso la pianura vi è l’ala più antica, disegnata nel 1593 da Vincenzo Scamozzi. Il corpo ortogonale è, invece, del 1740, su progetto di Andrea Tirali. Verso la sommità della collina si trova infine l’esedra, dedicata a San Francesco Saverio.

 

Villa Emo a Monselice (PD)

Villa Emo, progettata da Vincenzo Scamozzi nel 1588, situata in località Rivella vicino a Monselice, sorge nella campagna ai piedi dei colli Euganei. Sino agli anni sessanta intorno ad essa si estendevano frutteti e campi coltivati, per cui il suo giardino, che unisce elementi tipicamente veneto-rinascimentali ad una grande varietà floreale, contrariamente a ciò che si può pensare, non è un vero giardino storico. Ancora nell’ultimo decennio del XIX sec. l’area attorno alla villa era in stato di abbandono, e solo a partire dal 1966, il conte Andrea e la contessa Giuseppina Emo Capodilista iniziarono i lavori di sistemazione.

 

Il piccolo giardino formale, che doveva esistere in origine con la funzione di raccordo tra l’accesso dalla riva e l’ingresso dell’edificio, venne risistemato in un bel parterre ovale con siepi di bosso. Nell’area antistante il complesso furono ritrovate due lunghe peschiere, prima internate, che ora sono bordate di calle e di ireos. Le vasche sono colme di ninfee e sono affiancate da strisce adibite alla sola coltivazione di rose di ogni specie e colore. Seguendo un percorso che costeggia il perimetro del giardino ci si incammina in un viale bordato di pioppi, che prosegue costeggiando un acquitrino abbellito da hemerocallis arancioni, aceri ed eucalipti, conducendoci in un altro viale, di magnolie stavolta. Sul retro della villa si apre un ampio prato rettangolare, ai cui lati saltano all’occhio due lunghe e colorate bordure di piante perenni.

Riconosciamo margherite lillà, pervinca, lavanda, garofani, peonie, lupini…

 

Villa Badoer a Fratta Polesine (RO)

La villa fu commissionata da Francesco Badoer, al grande architetto vicentino Andrea Palladio.

La data di costruzione non è certa, ma nel 1557 doveva esistere già il corpo padronale, inserito nella mappa redatta nel medesimo anno raffigurante le valli di San Biagio e di Valdentro.

La celebre villa compare nei Quattro Libri del Palladio del 1570, dove è rappresentata con alcune differenze rispetto alla configurazione odierna.

Al centro di un verde prato chiuso da rustici si erge l'edificio residenziale dalla semplice volumetria con monumentale pronao a frontone preceduto da una larga, articolata scalinata; ai lati si protendono a semicerchio le barchesse su colonnine (la "barchessa" nella villa veneta è un'ala laterale adibita ad abitazione o servizi).

Sono queste che, con la loro ampia curva intesa a racchiudere lo spazio, caratterizzano l'edificio e ne fanno una delle realizzazioni palladiane più alte.

La villa venne decorata, e lo ricorda il Palladio stesso in uno dei suoi libri, dal Giallo Fiorentino che vi dipinse, nel pronao e negli interni, fantasiose grottesche recuperate durante i lavori di restauro compiuti dall'Istituto Regionale Ville Venete.

La villa dichiarata monumento patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, è proprietà della provincia di Rovigo, che ha provveduto ad un intelligente restauro conservativo, per cui è ora possibile visitarla completamente.

Rappresenta il naturale contenitore per l'organizzazione di riunioni e convegni, mostre, rappresentazioni teatrali, liriche, di balletto; mentre le barchesse sono  il contenitore del Museo Archeologico Nazionale, con l'esposizione di reperti archeologici unici, di grande rilevanza europea.

 

 

 

 

Profilo del arch. prof.ssa Damiana Paternò

Laureata in architettura allo IUAV di Venezia con il massimo dei voti, ha conseguito presso il Politecnico di Milano il dottorato in Conservazione dei Beni Architettonici (2013). E’ attualmente titolare di un assegno di ricerca riguardante lo studio delle tecniche costruttive utilizzate da Andrea Palladio presso il Dipartimento di Culture del Progetto dello IUAV. Dal 2010 collabora con il Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio” nell’attività di ricerca e nell’organizzazione di mostre e seminari.

Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali e scritto saggi e articoli relativi alla consistenza fisica delle opere palladiane e ai relativi restauri; nel 2015 ha pubblicato la monografia “Andrea Palladio; trasformazioni, autenticità, mito tra Ottocento e Novecento”.

Altre informazioni utili: 

Console   TCI accompagnatore: Donatella Perruccio Chiari  tel. 348 2660404

 

Visita condotta da: arch.  prof.ssa Damiana Paternò

 

Prenotazioni: 

 

Tempi di prenotazione: non  prima di tre settimane dallo evento (fino esaurimento posti)

 

Quota individuale di partecipazione (n° max partecipanti:  30):

  • Soci :           € 18,00
  • Non soci :    € 21,00
  • La quota è comprensiva della radioguida.
  • I biglietti d’ingresso alle ville, si pagano in loco.

 

Informazioni  utili:

 

luogo : si veda scheda allegata

ora   dell’evento: 0re 10,00

durata  della visita: la visita si svolge nell’arco della intera giornata

rivolto  a: soci  e  non soci

 

pranzo: opzionale in trattoria rustica (prezzo di 20,00/25,00  €)  

ora/luogo del ritrovo: ore  9,45 all’ingresso del Castello di Monselice, via del Santuario 11

accesso ai disabili:  si

 

recapito   tel. x emerg.: fino  al  giorno prima dell’evento 041 987744, poi 348 2660404

 

come arrivare al punto di ritrovo: si vedano le indicazioni nella sezione "Ritrovo"

 

Accesso disabili: 

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club