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Modena: Axel Hütte. Fantasmi e realtà

La fondazione Fotografia Modena presenta la nuova personale del fotografo tedesco Axel Hütte, organizzata in collaborazione con la fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

LA MOSTRA raccoglie il lavoro realizzato dal fotografo a seguito della residenza d’artista svolta nel 2012-13. Il paesaggio dell’Appennino modenese, ricoperto di neve e immerso in un’atmosfera rarefatta e nebulosa, è raccontato attraverso la dicotomia con un altro paesaggio, quello alpino degli alti passi sul confine tra Austria, Svizzera, Germania e Italia, antiche tappe del Grand Tour verso il nostro Paese. A queste immagini si aggiungono altre visioni – dalle acque del Rio Negro ai ghiacciai norvegesi – che conducono l’osservatore in un viaggio tra nature incontaminate, luoghi sublimi e quasi stranianti in cui la percezione stessa della realtà sembra essere messa in discussione.
 
 
REALTÀ O FANTASMI?
(Estratto dal numero di aprile di Touring – Il nostro modo di viaggiare)
 
Prendendo alla lettera ed estremizzando l’arcinota massima secondo cui «La bellezza sta negli occhi di chi guarda», ogni realtà finisce soggetta a interpretazioni che definiamo, appunto, sogget tive. Quella visiva in primo luogo. È l’approccio per leggere le fotografie di Axel Hütte. Che a proposito delle sue immagini di paesaggi naturali, sostiene: «La verità risiede nello sguardo dell’osservatore». Come dire che non è vero ciò che è posto davanti all’obiettivo ma ciò che “appare” a chi guarda: sia costui l’autore che scatta l’immagine, sia colui che successivamente la contempla.
Figlio della cosiddetta Scuola di Düsseldorf, che ha prodotto intellettuali della fotografia quali Thomas Struth e Candida Höfer, Alex Hütte (Essen, 1951) esplora da decenni le strutture grandiose e naturali delle montagne, dei ghiacciai, delle grotte, spingendo la sua ricerca nei luoghi più lontani, dalle Hawaii all’Alaska: luoghi che spesso nessun fotografo ha mai ripreso prima. Il suo sguardo si esprime con una sorta di neopittorialismo, a metà fra il romanticismo alla Friedrich e l’informale di Rothko. E le sue foto, sfumate da nuvole, nebbie, vapori, giochi di luci e ombre, raramente si aprono in inquadrature panoramiche: quel poco della realtà che si riesce a vedere – in modo parziale anche nel senso dell’ampiezza di orizzonte – sollecita la fantasia di chi guarda a completare una propria visione... attraverso i fantasmi che il soggetto ritratto fa nascere nell’immaginazione individuale. Sono volutamente immagini “provocatorie”, perché sanno sempre suscitare una reazione partecipativa nell’osservatore: un po’ come i serbatoi, i silos e i gasometri ritratti – lungo le pianure tedesche, negli anni Sessanta – da Bernd e Hilla Becher, la coppia di fotografi iniziatori della scuola di Düsseldorf di cui Hütte è stato allievo. Elemento di particolare interesse della mostra sono le immagini, mai esposte prima, realizzate fra le montagne dell’Appennino modenese fra il 2012 e il 2013 per la serie New mountains, che si affianca alle già note Glaciers, Water reflections, Caves.
(Elena Del Savio)
Altre informazioni utili: 
Biglietto d’ingresso
€ 5,00 (valido per tutte le mostre in corso)
- Gratuito per bambini under 12, disabili con accompagnatore, stampa accreditata, possessori di tessere “Amici di Fondazione Fotografia”
- Ingresso libero tutti i mercoledì, escluso i festivi