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Milano, mostra "Salvador Dali'. Il sogno si avvicina"

Visita alla mostra "Salvador Dalì. Il Sogno si avvicina", in particolare i suoi ritratti e autoritratti dagli anni giovanili fino agli anni Ottanta.

Dopo la personale che si tenne nell’ottobre del 1954 nella Sala delle Cariatidi, il genio surrealista di Dalì ritorna a Palazzo Reale. La mostra, prodotta dal Comune di Milano e da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, è stata inaugurata il 22 settembre 2010 e terminerà il 30 gennaio 2011. L’esposizione, curata da Vincenzo Trione, è resa possibile grazie alla straordinaria collaborazione della Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueres e si avvale di importanti prestiti provenienti da musei nazionali e internazionali. L’allestimento è a cura dell’architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore di Salvador Dalí: autore, insieme con il Maestro surrealista, della sala Mae West nel museo di Figueres e del famoso sofà Dalilips. Per la prima volta la sala di Mae West verrà realizzata all’interno del percorso espositivo così come fu ideata dallo stesso Dalí: una sorprendente installazione contemporanea. Chiude il percorso il cortometraggio Destino di Salvador Dalì e Walt Disney, mai proiettato in Italia. La mostra “Salvador Dalì. Il sogno si avvicina” intende approfondire il rapporto tra l’artista spagnolo e il tema del paesaggio. Si tratta di un aspetto poco conosciuto dal grande pubblico, che offre inattesi spunti di riflessione in merito al legame di Dalí con la pittura rinascimentale italiana, il surrealismo e la metafisica, in un processo che porta il pittore dal caos dell’inconscio al silenzio. Quadri che vogliono documentare un “altro” Dalì: mistico, religioso, spirituale. Ad esempio nella prima Stanza dedicata alla Memoria sono accostate le opere che illustrano il rapporto dell’artista con il passato come La Venere di Milo con tiretti, proveniente dal museo Boymansvan Beuningen di Rotterdam, o le tele dedicate a Velàzquez. Nella Stanza del Male è illustrato il rapporto dell’artista con la contemporaneità: in particolar modo il tema affrontato è quello legato alla guerra, mentre nella Stanza dell’Immaginario sono presenti le opere più legate al periodo surrealista. Ogni sezione è accompagnata da ampie sezioni documentarie dove lo stesso Dalí, attraverso interviste e apparati video, racconta il suo rapporto privilegiato con alcuni dei luoghi e dei paesaggi a lui più cari, come gli stessi paesi della Catalogna, che diventano il suo rifugio e sede della Fondazione a lui intitolata, l’Italia e l’amata Parigi.

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