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Milano: mostra fotografica "I marinai baciano e se ne vanno"

 
Nessuno più dei marinai è stato fotografato e si è fotografato esaltando, con il vento favorevole della giovinezza, il mito maschile dell’avventura, della libertà e del coraggio più seducente. Sono tante le immagini della storia della fotografia dedicate agli uomini del mare, primo fra tutti il bacio sorpreso da Alfred Eisenstaedt a Time Square, nel 1945. Ma sono tantissime e splendide a ogni latitudine del mondo, in ogni oceano, in ogni porto, in ogni bar, su ogni spiaggia le fotografie scattate dagli stessi marinai. Un capolavoro di naturalezza, innocenza e intimità che nessun maestro dell’obiettivo ha mai potuto vantare. E queste migliaia e migliaia di scatti formano oggi l’immenso tesoro della photo trouvée. 
 
Seguendo l’esempio di importanti gallerie e musei, Alidem ha voluto dedicare nuove energie a questo magnifico tema del collezionismo internazionale, presentando nella sua galleria di Milano una mostra sul mito dei marinai, raccontato attraverso i piccoli, straordinari capolavori della photo trouvée, o snapshot, o ancora photographie vernaculaire. 
 
 
In una selezione di duecento immagini, dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento, provenienti dall’Europa all’America, dall’Indocina al Giappone, i marinai-fotografi, armati delle prime snapshot camerasprodotte da Kodak e Agfa, hanno documentato con freschezza e sincerità ogni momento della loro vita. Sono singoli ritratti da spedire alla fidanzata lontana. This is me, I hope you like me, I love you, scrive un marinaio sul retro della foto. E sono ritratti di coppia, tra compagni, simbolo della più affascinante amicizia maschile.
 
Sono passeggiate in libera uscita, sui risciò di Saigon e tra le braccia di una hula girl delle Hawaii. E sono straordinarie bevute e ricordi di una notte d’amore, perché i marinai baciano e se ne vanno, come scriveva Pablo Neruda in una poesia del 1923, Farewell. E ancora queste immagini sono una mano di poker, uno scherzo tra i cannoni di una nave da guerra, un finto arrembaggio, una parata, un’ora di sole sul ponte di unaportaerei, un ritorno a casa per salutare moglie e figli, e poi di nuovo il giro del mondo, le onde, le burrasche, la schiena bruciata dal sole e l’infinito del mare negli occhi e nel cuore.
 
“O marinai si è o non si è”, sentenziava Joseph Conrad dopo averpercorso tutte le acque del globo e tutti i gradi della vita marinara, da mozzo a capitano. E su questo assoluto, su questa unicità spavalda e struggente che non smette di far innamorare uomini e donne, rifletteva anche Lev Tolstoj: “Ormai sono convinto che con la nostra cultura ci proteggiamo dall’enorme vastità del vero sapere e, affaccendandoci entro un piccolo cerchio magico, spesso arriviamo a scoprire con grande sforzo e soddisfazione cose che i marinai sapevano da sempre”. 
 
La mostra presenta inoltre un’ampia selezione di photo trouvée, dedicata alla diffusione del mito dei marinai nella moda, anche femminile, e nel cinema. 
 
Tutte le immagini sono in vendita. L'ingresso è libero.