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Milano: L’altra America di Paolo Pellegrin

L’America è un paradosso. Almeno secondo Paolo Pellegrin, fotografo dell’agenzia Magnum, che dal 2006 è tornato più volte nel Sud degli Stati Uniti per raccontare l’altro lato degli Stati Uniti. Quello violento, povero e spesso disperato. Quello della frontiera con il Messico assaltata dai migranti che cercano un futuro e vigilata dai poliziotti a difesa della fortezza americana. Quello delle periterei che diventano teatro di violenze e tristezze, gang che non esistono solo nei testi delle canzoni rap e nelle serie tv ma sono affare quotidiano nelle strade che Pellegrin ha battuto, tra Rochester, Fresno, Tucson, El Paso e la Florida.
 
Quest’altro lato degli Stati Uniti è raccontato nella mostra di Paolo Pellegrin Another Country, alla galleria Leica di Milano fino al 31 gennaio (via Mengoni 4, ingresso gratuito). Una trentina di immagini raccolte da Pellegrin in oltre dieci anni di viaggi. «Questi temi mi hanno affascinato, e dopo quel primo viaggio a sud-ovest sono tornato in America quasi ogni sei mesi. Non ero alla ricerca di una storia particolare, ma del tentativo di dare un senso a un ethos. Ho cercato di arrivare al nocciolo di qualcosa sull'America, il suo spirito e i suoi ideali, e i paradossi che contengono» spiega Pellegrin. Ci sono fotografie che acquistano una vita propria sulle pagine di una rivista o magari incorniciate e sistemate su una parete bianca, magari ancora a disposizione via internet. «Posseggono una vita autonoma e nel loro tragitto trasportano le intenzioni, il carico iniziale di domande che ha indotto a realizzarle» sosteneva Pellegrin parlando in occasione di un'altra sua mostra. Queste immagini sono esattamente così: piantano un seme che poi lo spettatore completa..