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Milano: "Gianni Piacentino"

La ricerca di Piacentino si avvia in un contesto culturale e artistico caratterizzato da un crescente distacco dall'enfasi posta sulla dimensione soggettiva che aveva animato l’Action Painting e l’Informale e dallo sviluppo di un nuovo linguaggio visivo tra l’attenzione all’immaginario popolare e consumistico e l’apprezzamento per forme geometriche e primarie. Il suo fare non s’inscrive però in nessuna delle due tendenze allora dominanti – Pop art e Minimal art – ma opera, secondo la lettura inedita di questa mostra, un’osmosi tra le due.
 
Piacentino ritrova il punto di incontro fra le due correnti sfruttando la velocità dei mezzi di trasporto come l'automobile o l'aereo, testimonianza di un'estetica industriale pur non essendo considerabili arte pura. L'artista si avvicina ad artisti californiani come Billy Al Bengston, Craig Kauffman, John Mc Cracken o John Good, e alle loro fantasie aerodinamiche, in una "continua oscillazione fra arte e design, fra artigianato e industria, fra utile e inutile, fra unicità e serie", per citare Germano Celant.
 
Sin dal 1965 le sue sculture approdano a un risultato che trascende l'oggetto funzionale, sebbene quest'ultimo rimanga riconoscibile come possibile entità industriale e dalle caratteristiche decorative, perchè derivate da una cultura intrisa di scienza applicata, di esperienza artigianale, di precisione meccanica e di processi strumentali di alta ingegneria.
Ad esempio, i suoi primi oggetti monocromatici sembrano essere esperimenti di ricerca delle forme primarie, quando in realtà si tratta di elementi come tavoli e portali non funzionali al vivere quotidiano ma strumentali ad una configurazione possibile sul piano visivo e plastico. 
Sia nella produzione dei propri veicoli, sia in quella successiva si barre decorate e tele ispirate al mondo dell'aeronautica, Piacentino dimostra un'attrazione per la disciplina costruttiva che unisce perfezione ed eleganza con il controllo assoluto delle proprietà fisiche e cromatiche dei materiali. Per citare nuovamente Celant, Piacentino vive la propria avventura artistica come "un'uscita assoluta dall'imperfezione, dall'istantaneità e dalla casualità del fare arte, per accedere ad un universo di perfezione, calcolo e concentrazione, così da poter competere, sul piano del sublime e dell'assoluto, con un veicolo da corsa o da volo". Per questa ragione, Piacentino per tutta la durata del proprio percorso artistico si è posto alla guida del processo creativo, seguendo tutte le fasi inscritte nello schema di produzione industriale.
Altre informazioni utili: 
BIGLIETTI:
Intero 10€
Ridotto 8€ (studenti fino ai 26 anni, possessori tessere FAI, accompagnatori visitatori diversamente abili, gruppi 15-25 persone)
Gratuito (visitatori sotto i 18 e sopra i 65 anni, visitatori diversamente abili, giornalisti accreditati o in possesso di tessera stampa in corso di validità). 
 
COME ARRIVARE:
Metropolitana: M3 fermata Lodi T.I.B.B.
Mezzi di superficie: Tram 24 - via Ripamonti/via Lorenzini; Bus linea 65 - fermata Largo Isarco. 
 
PARCHEGGIO:
I visitatori della Fondazione e i clienti del Bar Luce possono usufruire di un parcheggio gratuito, situato in Largo Isarco 1. Il parcheggio dispone di 75 posti macchina e 10 posti bici. 
 
BIKE MI:
E' disponibile una postazione Bike Mi mobile situata all'incrocio fra via Lorenzini e via Adamello. 
 
VISITE GUIDATE:
Tutte le visite guidate (di gruppo e individuali) devono essere prenotate con un preavviso minimo di 48 ore tramite il Servizio Visitatori della Fondazione:
02.56662612; visit.milano@fondazioneprada.org . 
 
Un gruppo è costituito da un minimo di 15 ad un massimo di 25 persone.
Il costo della visita guidata è di 80€ oltre il prezzo del biglietto.
Il servizio è offerto in lingua italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola.
E' possibile richiedere visite guidate in altre lingue con un preavviso minimo di 7 giorni.