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Milano: Biciclette ritrovate 2017, Rossignoli e il Tci al Fuorisalone

Dai grandi bicicli dell’Ottocento alla bici del pompiere, dell’arrotino, del lattaio. Le bici dei campioni Alfredo Binda, Fausto Coppi, Gino Bartali, Eddy Merckx e le biciclette più curiose e innovative. Foto, musica, quadri, filmati, cimeli e giochi? Sì, tutto questo si ritroverà nei cortili dello storico negozio di biciclette Rossignoli, a Milano, in corso Garibaldi 71.
 
 
Dai mezzi del passato alle due ruote del futuro. Ma non è tutto, anzi. Come nella scorsa edizione a costruire un'ideale geografia d'antan nel cortile Rossignoli saranno le storiche targhe Tci, "quegli speciali indicatori ai crocivii" che al debutto del '900 il giovane Touring Club Ciclistico Italiano posizionava sulle strade italiche "onde evitare inconvenienti e disgrazie".
 
Erano segnali pensati per i ciclisti, con indicazioni per dossi e cunette, distanze e altimetrie. Ma alla fine divennero al servizio di tutti. 
 
 
Nei primi dieci anni ne posizionarono oltre 2mila, nel 1910 erano 5mila. Allora in Italia circolavano 250mila biciclette, 5mila motociclette e “solo” 4mila automobili, la motorizzazione e di là da venire. Lo Stato italiano iniziò a occuparsi della faccenda solo con l’entrata in vigore del codice della strada, nel 1933. Fino ad allora il Touring ne aveva posizionati oltre 155mila, grazie anche all’aiuto di sponsor come Fiat e Pirelli. E oltre ai cartelli fin dal 1895 il Tci posizionava cassette di riparazione e pronto soccorso medico lungo le strade più battute dai ciclisti 
 
Per ritrovare quella geografia da pionieri a circondare biciclette di ieri e di oggi fate un salto (in bici?) in corso Garibaldi e... occhio alla cunetta!