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MEMORANDUM FESTIVAL DI FOTOGRAFIA STORICA

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IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

 

Museo Regionale di Scienze Naturale

Via Giolitti 36 - Torino

Inaugurazione: 22 marzo 2012 dalle ore 18.00

Esposizione: 23 marzo – 29 aprile 2012

 

Museo del Territorio Biellese

Chiostro di San Sebastiano

Via Quintino Sella - Biella

Inaugurazione: 23 marzo 2012 dalle ore 18.30

Esposizione: 24 marzo – 29 aprile 2012

 

Spazio Cultura - Fondazione Cassa di Risparmio

Via Garibaldi, 14 - Biella

Apertura al pubblico: 23 marzo 2012 dalle ore 18.30

Esposizione: 24 marzo – 29 aprile 2012

 

Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione

Via di San Michele, 18 -  Roma

Inaugurazione: 11 maggio 2012 dalle ore 18.00

Esposizione: 12 maggio – 15 giugno 2012

 

Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”

Piazza Guglielmo Marconi, 14 - Roma

Inaugurazione: 12 maggio 2012 dalle ore 18.00 visita guidata con i curatori

Esposizione: 13 maggio – 15 giugno 2012

 

 

MOSTRE

 

Gli album di Giulio Grazioli Lante della Rovere: Cina e America

Archivio di provenienza: Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

Un insieme di fotografie della seconda metà dell’Ottocento relative alla Cina e al nord America,  raccolte in quattro dei tredici album appartenenti alla serie  degli Album Grazioli venduta  nel 1995 dal collezionista Piero Becchetti, che ne era entrato in possesso acquistandoli a Roma da un libraio antiquario di via del Babuino, all’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione . Gli Album narrano di esperienze, luoghi, colori, atmosfere, usi e costumi di paesi collocati geograficamente agli antipodi gli uni dagli altri. La scelta dei temi proposti, selezionati tra tanti altri presenti negli album,  mira a tracciare un parallelismo tra Cina e America, tutto interno al mondo della fotografia, che fin dagli albori della sua scoperta si esprime come strumento della modernità, con modalità diversificate e tuttavia efficacissime, rispondendo a ragioni - di pubblico e mercato - assai distanti nei due contesti geografici.

 

 

La collezione Rolando Lattanzi

Archivio di provenienza: Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Ministero per i Beni e lel Attività Culturali

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali

ROMA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBAC  

Rolando Lattanzi comprò alla fine degli anni ’70 da un venditore inconsapevole del valore della merce venduta, un blocco di antiche stampe fotografiche ottocentesche da negativo. Nel 1984 Ando Gilardi selezionò le immagini più importanti,  di Roger Fenton, James Robertson, Felice Beato, Felix Bonfils, James Anderson.  In mostra sono presenti 15 di queste foto, tra le quali alcune molto celebri, vere icone della storia della fotografia, come “The valley of the Shadow of death” (1856), di Roger Fenton, e il “Forte Taku” (1860) di Felice Beato. Paragonarle tra loro può essere utile per comprendere come fotografi, contemporanei e in stretto rapporto, abbiano adottato metodi espressivi diversi per rappresentare la guerra.

 

F. G. Eyton-Walker. Un fotografo alle Hawaii

Archivio di provenienza: Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”, MiBAC

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”, MiBAC

La  passione di Eyton-Walker per la fotografia compare accanto alla sua attività professionale, prima di ufficiale di marina, successivamente di agente di rappresentanza nei paesi asiatici dell’estremo oriente. I suoi primi scatti fotografici sembrano essere quelli fatti, nel 1891, durante l’imbarco come primo ufficiale sullo shooner Kaalokai per la crociera tra le piccole Hawaii settentrionali, finalizzata alla raccolta di specie ornitologiche da parte di Henry Palmer per conto di Lord Lionel Walter Rothschild.

 

Vittorio Besso tra Biellese e Valle d’Aosta

Archivio di provenienza: Archivio fotografico Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali

ROMA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBAC 

Il fondo è di grande rilievo sotto diversi profili: storico, tecnico e iconografico: infatti, non solo rappresenta un documento insostituibile delle origini della fotografia, particolarmente di montagna e di paesaggio, ma costituisce una testimonianza dello sviluppo tecnico e della diffusione della fotografia nel Biellese agli albori di quest’arte.

 

Fotografi vercellesi al Museo Borgogna: la pinacoteca “mignonne” di Pietro Masoero e le “istantanee” di Andrea Tarchetti

Archivio di provenienza: Archivio fotografico Museo Borgogna

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali

ROMA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBAC 

Il fondo fotografico storico del Museo Borgogna di Vercelli è uno tra i maggiori patrimoni visivi di documentazione dell’arte, della società e del territorio, non solo vercellese, tra Otto e Novecento. Il corpus più consistente è il patrimonio di lastre e stampe pervenuto dal lascito dei due fotografi, Pietro Masoero (1863-1934) e Andrea Tarchetti (1854-1923). Masoero ha un ruolo di primo piano ed è tra i protagonisti del perfezionamento tecnico, delle implicazioni teoriche e dell’applicazione in campo artistico della fotografia tanto da farsi promotore instancabile, con le sue lastre, del patrimonio storico artistico del Rinascimento piemontese. Parallelamente Andrea Tarchetti, notaio e fotografo dilettante, scatta numerose istantanee di vedute della città di Vercelli e di alcuni momenti di vita quotidiana, quasi un campionario esemplare per un museo etnografico insieme a paesaggi lacustri e montani avvicinabili alle coeve ricerche pittoriche degli artisti.

 

L’invasione di Libia

Archivio di provenienza: Archivio del Touring Club Italiano

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali  

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

L’Archivio fotografico del Touring Club Italiano conserva un patrimonio di circa 400.000 stampe fotografiche bianco/nero e 300.000 diapositive colore. L’interesse per la fotografia nasce pochi anni dopo la fondazione del sodalizio (1894): già nel marzo 1899 Luigi Vittorio Bertarelli, tra i fondatori e vera ‘anima’ del Touring, presenta il programma di ‘raccogliere migliaia di fotografie, fonderle insieme e ricavarne della categorie che siano vere e proprie monografie’, esplorando e documentando il nostro Paese. Da allora La raccolta e la catalogazione delle foto continuò anche grazie ai diversi concorsi fotografici promossi dal TCI  e all’uso della fotografia via via sempre più ampio nella rivista. In mostra una selezioni di 30 immagini conservate dall’Archivio del Touring sull’invasione della Libia nel biennio 1911/1912 in un viaggio a ritroso alle origini del fotoreportage di guerra in Italia.

 

Randolfo Fauci. Diario di Calabria

Archivio di provenienza: Archivio Randolfo Fauci

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali 

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

In esposizione una selezione di immagini tratte da lastre fotografiche scattate negli anni ’20 e ‘30 del novecento da Randolfo Fauci, medico di Isola Capo Rizzuto. Nato nel 1900, laureatosi in medicina presso l’Università di Napoli, fu ufficiale medico presso l’aeronautica Militare. In Calabria esercitò la sua professione fino alla morte sopraggiunta improvvisa a soli 40 anni. Dopo la usa morte i fratelli lasciarono il suo studio intatto. Oggi i nipoti lo hanno riaperto scoprendo che era stato anche “giornalista, storico, scrittore, e ….. fotografo”. Uomo d’altri tempi, dotato di grande curiosità intellettuale, nel suo archivio fotografico è conservato un eccezionale spaccato di vita di Napoli e della Calabria dell’epoca.

 

Memorie della fabbrica-città. Gli album della Manifattura di Lane in Borgosesia (1907-1920)

Archivio di provenienza: Archivio storico Zegna Baruffa Lane Borgosesia S.p.A.

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

I tre album fotografici conservati nell’archivio storico della grande azienda sesiana nata nel 1850 restituiscono con nitidezza di tratti e ottima qualità iconografica una realtà complessa e viva dove gli apparati produttivi si intersecano con le dinamiche sociali di inizio Novecento e dove le infrastrutture industriali e socioassistenziali connotano sempre più il paesaggio urbano.

 

I convegni Alpini della Pietro Micca

Archivio di provenienza: Archivio fotografico Associazione Polisportiva Dilettantistica Pietro Micca

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

I convegni alpini rappresentano l’appuntamento più significativo dell’anno per la vita sociale della “Pietro Micca” ed anche il più documentato dal punto di vista fotografico, il ricco archivio della Società ritrae diversi altri aspetti. Si tratta indubbiamente di un patrimonio inestimabile, che solo poche società sportive in Italia possono vantare, utile a ricostruire la storia associativa nelle sue numerose sfaccettature, dove la montagna è spesso protagonista sia come meta di gruppi numerosi e festosi come nei convegni alpini, che come impresa di pochi nelle immagini che raccontano le gite individuali.

 

Viaggio in Ladakh e Kashmir, Mario Piacenza

Archivio di provenienza: Fondazione Sella; Fondazione Famiglia Piacenza; Centro Documentazione - Museo Nazionale della Montagna - CAI-Torino

Sedi espositive:

TORINO, Museo Regionale di Scienze Naturali 

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

La spedizione in Himalaya parte il 1° aprile 1913 dal porto di Trieste e approda a Bombay. Mario Piacenza e i suoi compagni di viaggio sono costretti a diverse settimane di attesa per ragioni burocratiche e climatiche. Incapace di rimanere ad aspettare Mario Piacenza decide di spingersi da solo nel Ladakh, qui egli raggiunge dapprima la città di Leh e successivamente il centro buddista di Himis, dove ottiene di farsi ricevere dal Gran Lama, la terza autorità religiosa del buddismo. Egli rimane colpito dalla dimensione sacrale che connota l’intera regione, “dall’impronta religiosa che assume un’importanza assolutamente enorme, trasformatrice del paesaggio stesso e dominatrice continua di tutta la vita indigena”.

 

Gianfranco Moroldo. Professione Fotoreporter

Archivio di provenienza: Archivio RCS / L’Europeo

Sedi espositive:

BIELLA, Museo del Territorio Biellese

ROMA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Ministero per i Beni e le Attività Culturali

La mostra espone una sintesi dei migliori reportage realizzati da Gianfranco Moroldo. Nato a Milano il 16 settembre 1927, inizia la sua attività con la celebre agenzia Giancolombo e si occupa di cronaca per l’Unità. Legato a L’Europeo dalla fondazione, è celebre per i suoi fotoreportage sui fronti più caldi. Indimenticabili quelli sulla guerra del Vietnam, dove è inviato con Oriana Fallaci. Con lei viaggia anche in Iran, Etiopia, India, Pakistan e Grecia. Si reca in Libano e in Giordania nei campi profughi palestinesi. Nel 1980 è in Eritrea al seguito dei guerriglieri indipendentisti; documenta le guerre in Jugoslavia e Somalia. Segue, inoltre, il terremoto in Sicilia e in Friuli e l’alluvione di Firenze. È autore di Passaporto n. 953647H. Professione: a rischio (Rizzoli, 1992). Muore a 74 anni, a Milano.

 

Dopo la Grande Guerra: ricostruire la normalità

Archivio di provenienza: Fondo Pantalena Volpe, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Sedi espositive:

BIELLA, Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

Composto di 354 stampe positive, il fondo fotografico Pantalena Volpe documenta l’opera di ricostruzione intrapresa dall’Arma del Genio, soprattutto in Veneto, all’indomani della prima guerra mondiale da novembre 1918 a novembre 1919. Molte immagini documentano la messa in sicurezza del territorio dalle acque dei fiumi soprattutto a seguito della piena improvvisa che ai primi di gennaio ‘19 rompe in parecchi punti l’argine sinistro del Piave allagando le campagne circostanti.

 

Vista del Paraguay por M. San Martin

Archivio di provenienza: Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini

Sedi espositive:

BIELLA, Museo del Territorio Biellese

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

Non si conoscono né la data di nascita né la città d’origine di Manuel de San Martin: le prime notizie su di lui sono quelle che lo danno arrivato nella capitale Asunciòn tra il 1865-70. La sua notorietà sembra cominciare con lo stabilirsi in questa città. Diventa il fotografo sia dei politici sia dell’alta borghesia locale. Nel 1890 era proprietario del migliore studio fotografico di Asuncion. Particolare diffusione ebbe il sua album “Vistas del Paraguay” che comprende anche le foto scattate a diversi gruppi indigeni del Gran Chaco Paraguaiano, scattate tra il 1878 e il 1880.

 

Viaggio in Australia tra ‘800 e ‘900

Archivio di provenienza: Archivio fotografico Società Geografica Italiana

Sedi espositive:

BIELLA, Museo del Territorio Biellese

ROMA, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, MiBAC

L’Archivio fotografico della Società Geografica Italiana custodisce circa 200.000 fototipi (tra positivi, negativi, diapositive e cartoline). Si tratta per lo più di materiali rari, spesso inediti, relativi a contesti molto diversificati: l’arco temporale di riferimento è di circa 150 anni, poiché la collezione più antica risale al 1866 (spedizione francese nella valle del Mekong), mentre i fotoreportage di Franco Lubrani, tra le acquisizioni più recenti, raccontano la contemporaneità; la vasta gamma dei contenuti consente di trovare significativi rimandi all’Italia e a ciascuno dei cinque continenti; anche la tipologia delle fotografie spazia da quelle paesaggistiche a quelle antropometriche, dalla ritrattistica alle immagini che documentano i resoconti di esploratori o responsabili di missioni scientifiche. Per il festival Memorandum è esposta la mostra Viaggio in Australia tra ‘800 e ‘900 realizzata con una selezione di immagini scattate tra il 1878 e il 1908 tratte dagli album di Désiré Charnay e Charles Henry Kerry.

 

Le fotografie dell’Archivio Storico della Città di Biella

Archivio di provenienza: Archivio storico della città di Biella presso Archivio di Stato di Biella

Sedi espositive:

BIELLA, Museo del Territorio Biellese

ROMA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBAC 

Nell’ultimo secolo la fotografia si è dimostrata anche un formidabile strumento di rappresentazione e di memoria tecnica delle attività svolte dalle comunità civili nella gestione del proprio patrimonio territoriale, architettonico e urbanistico. In altre parole, le immagini fotografiche sono diventate spontaneamente e inaspettatamente una testimonianza importante dell’evoluzione del “paesaggio umano” inteso come interazione sempre più complessa tra la vita dell’uomo e l’ambiente circostante. L’esempio della Città di Biella riguarda un contesto di tipo urbano tipico di un centro di provincia di forte connotazione industriale che ha registrato una significativa espansione economica, demografica, edilizia e infrastrutturale dalla fine dell’Ottocento al secondo Dopoguerra.

 

Ritratti speciali di gente comune

Archivio di provenienza: DocBi-Centro Studi Biellesi

Sedi espositive:

BIELLA, Museo del Territorio Biellese

ROMA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBAC 

I  “ritratti” compresi nel fondo iconografico ordinato presso il Centro di Documentazione dell’Industria Tessile, disomogenei per acquisizione, per cronologia specifica, per area geografica e per caratteristiche intrinseche sono in gran parte raggruppati in un fondo di accorpamento denominato “La stanza della gente” costituito con l’intento di illustrare l’universo privato, quasi domestico, dei biellesi del passato attraverso una sorta di “album di famiglia” generalizzato e condiviso. Questo insieme di “ricordi” sfuma quasi del tutto i tratti dei singoli individui ma offre un ampio panorama sociale e antropologico di un periodo particolare nel quale la posa in studio era un piccolo evento e dove il risultato artigianale dal fotografo diventava un oggetto da custodire gelosamente come elemento importante nella costruzione delle memorie comuni.