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Maxxi di Roma: Gianni Berengo Gardin al festival "Nel baule"

I libri irrompono nella piazza del MAXXI con il ciclo di incontri “Nel baule. Ricordi e autobiografie” a cura dello scrittore e giornalista Roberto Ippolito. Da luglio a ottobre si alterneranno scrittori, stilisti, fotografi e protagonisti dello spettacolo e dell’arte: da Gianni Berengo Gardin a Dacia Maraini, da Lina Wertmuller a Pupi Avati e tanti altri. Otto appuntamenti dall’atmosfera familiare in cui i protagonisti racconteranno, pescando nel proprio passato, episodi, incontri, fasi particolari della propria vita personale e professionale, fornendo una chiave di lettura per i propri libri.
 
Si comincia giovedì 10 luglio alle 19.00 (nella piazza del Maxxi, Spazio YAP) con uno degli storici fotografi del Touring Club Italiano, Gianni Berengo Gardin che racconterà ricordi legati alla sua carriera (e non solo), presentando  il suo “Libro dei libri”, volume appena pubblicato da Contrasto.
 
IL LIBRO DEI LIBRI, curato da Bruno Carbone con un testo di Peter Galassi, presenta un’ampia scelta della produzione editoriale del maestro della fotografia italiana Gianni Berengo Gardin. Oltre 250 volumi in oltre 50 anni di carriera: un patrimonio unico di immagini, voci, sguardi, visioni. I libri che Gianni Berengo Gardin ha realizzato, dal primo, Biagio Rossetti Architetto ferrarese (1960), fino all’ultimo, Storie di un fotografo (2013), testimoniano la passione dell’autore per la fotografia e il suo amore per i libri, questi strani oggetti in grado di racchiudere storie, suscitare dibattiti, indicare strade da percorrere.
 
GIANNI BERENGO GARDIN è stato uno dei fotografi storici del Touring. Dal 1962, anno in cui collabora a un volume su Venezia, al 1983 Berengo ha realizzato svariate campagne fotografiche per conto dell’Associazione e ha collaborato alla realizzazione di diversi volumi delle collane Attraverso l’Italia e Attraverso l’Europa (foto in gallery). Risalgono a questi vent’anni di collaborazione alcuni dei suoi scatti più celebri, come la fotografia che ritrae un uomo e una donna rifugiati in una macchina per ripararsi dal vento dell’oceano, scattata a Brighton (foto in gallery) nel 1977 per il volume sulla Gran Bretagna. È questo il volume nel quale il fotografo si è riconosciuto maggiormente, perché occasione di approfondimento del suo interesse per il paesaggio e per l’archeologia industriale. 
 
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