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MAJA WOLF da Wolksburg a Palena

È l’Artista Morena Antonucci, tramite la sua mostra personale Il lupo di Maja, che ha rappresentato la sintonia che lega l’Abruzzo, in particolare il suo Parco Nazionale della Majella, con la città basso sassone, sede della Volkswagen. Essi, infatti, sono accomunati dallo stesso simbolo, personaggio principale del ciclo pittorico dell’Artista: il lupo. L’animale, quale emblema di animosità, libertà e coraggio, diventa metafora dei temi portanti del decennale (2004-2014) percorso artistico della pittrice, quali il concetto di “sostenibilità culturale” e la tesi di “Arte come Bene Relazionale”.
Il primo tema, infatti, è stato rappresentato proprio dall’artista che nel 2003, con il suo passaggio da Latina, città natale in prossimità di Roma, al Parco Nazionale della Majella, ha voluto ritrovare una dimensione esistenziale a “misura d’uomo”, capace di governare il senso di spaesamento e di disagio associato a una società globalizzata, e di ridare senso al proprio processo creativo. Ella, in questo modo, ha verificato la sua ipotesi che l’artista, provando un senso d’inadeguatezza dovuto alla sua impossibilità di essere rappresentante e testimone di uno spazio-tempo globalizzato, avesse la necessità di “ritrovarsi” in un contesto, locale, più appropriato alla propria dimensione umana, che gli concedesse allo stesso tempo di riappropriarsi di azioni funzionali e significative per la società, anche morali, simboliche e educative, orientate alla costruzione di un capitale sociale teso alla crescita, alla fiducia e alla reciprocità.
Così viene inserito anche il secondo tema, strettamente legato al primo, poiché la seconda ipotesi sostenuta dalla pittrice è che l’arte debba ritrovare la propria valenza “relazionale”, come strumento che consenta di mettere in atto quel sistema d’interazioni sociali, teso alla formazione dell’identità e della cultura dell’uomo e del territorio di cui fa parte.
Nello specifico l’arte di Morena Antonucci si è espressa nel Parco Nazionale della Majella e, considerato il contesto di riferimento, il lupo, simbolo del Parco stesso, diventa perciò la metafora del senso del luogo; di una dimensione autoctona e atavica del territorio. Così come metafora di radicamento e libertà di rispetto e difesa dell’originaria identità del luogo.
La mostra, resa possibile grazie all’ospitalità e all’importante invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg, ha compreso venti opere, acrilici su tela, alcune delle quali non hanno come tema il lupo, ma sono denominate afflati, tese a cogliere quell’energia che spontaneamente, di getto, si coglie dall’incontaminata natura del Parco Nazionale della Majella.
Nel mese di Agosto 2014 l’intera collezione di opere d’arte esposte a Wolfsburg, denominata Majas wolf – Il lupo di Maja, verrà ospitata dal Comune di Palena (CH), presso i locali del Castello Ducale.
L’inaugurazione è prevista per il giorno 03 agosto 2014 alle ore 17,30.
Presentazione ed intervento a cura della dott.ssa Mariangela LANNUTTI.
L’esposizione, che gode del Patrocinio Culturale dell’Ente Parco Nazionale della Majella e del supporto dell’Associazione Culturale DiAdeArte, rimarrà allestita fino al giorno 25 agosto 2014.