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Lungo l'Appia (3): da Bisaccia (Av) ad Aquilonia

Giornata lungo l'antica direttrice dell'Appia. 
Bisaccia: splendida la cornice disegnata da testimonianze storiche di grande pregio: il Castello Ducale, dimora di Federico II e Torquato Tasso, il Museo Civico Archeologico, espone preziosi reperti di età preistorica (XI-VII sec. a.C). Emerge per ricchezza di corredo ed importanza la “Principessa” di Bisaccia. La Cattedrale con la bellissima facciata in pietra e il portale decorato da bassorilievi, la Chiesa del Convento presidiata da due tigli di cui uno secolare. Alcuni palazzi storici come Palazzo Capaldo che nel 1875 ospitò Francesco De Sanctis. Castello di Bisaccia. Il primo borgo che incontriamo nel nostro viaggio è quello di Bisaccia. Arrivando verso la città, attraversando le verdi colline ormai punteggiate da pale eoliche, si intravede il maestoso castello che domina la città su uno sperone del monte Calvario. La città si trova a 860 metri sopra il livello del mare, per questo in inverno il clima è abbastanza rigido, mentre in estate le temperature si mantengono moderate. La città in realtà oggi è divisa in due, da un lato il centro storico, con le sue stradine che si inerpicano fino al castello e la parte nuova, costruita in seguito ai terremoti del 1930 e del 1980. Oltre al castello le altre cose da vedere sono il Convento, la Cattedrale in piazza Duomo e la chiesa dei Morti. Ritornando a “lu Castieddr”, il Castello Ducale, luogo simbolo della città, fu costruito dai Longobardi intorno alla seconda metà dell’VIII secolo in una posizione privilegiata al centro di altri castelli. I Longobardi lasciarono il castello all’arrivo dei Normanni guidati da Roberto d’Altavilla, fino al 1158 quando un sisma distrusse buona parte di esso. Ma la vita del castello continuò, infatti Federico II di Svevia lo fece ricostruire e diventò la sua riserva di caccia. Poi fu la volta degli Aragonesi e nel 1462 Bisaccia passò a Isabella, moglie di Federico d’Aragona. Ma i residenti celebri del castello non finiscono qui, la fortezza fu anche la dimora di Torquato Tasso. Verso la fine del 500 infatti il Castello ducale appartenne a Giovan Battista Manso, che ospitò il suo amico Tasso.
Ma la storia del castello che lo rende ancor più affascinante è legato ad una misteriosa principessa. La sua tomba oggi è conservata all’interno del museo che occupa un’ala della fortezza. La cosa che più colpisce è la ricchezza del suo corredo funerario, impreziosito di ceramiche di valore e gioielli, come i bracciali, sempre in numero dispari, ed il bastone, tutti elementi che indicavano una persona di alto rango che deteneva il comando. Nel museo, oltre a questa tomba di pregio, sono conservati altri reperti provenienti dagli scavi della grande necropoli che si trovava in zona cimitero vecchio e che sono collocabili tra l’età del bronzo e quella del ferro. Dal castello si inerpicano varie strade che formano il centro storico, ricco di palazzi e dimore storiche. Tra i vicoli, quasi inaspettatamente si apre la piazza, dove sorge la Cattedrale. Durante la visita in Irpinia un altro edificio sacro da vedere è la Chiesa di Sant’Antonio, che si trova in una posizione molto suggestiva. Salendo sulla rupe dell’Andreone ci si trova davanti all’intera valle dell’Ofanto con lo sguardo che si perde fino alla Puglia con un panorama da far perdere il fiato. Anche la natura è stata generosa con questo luogo, infatti la zona rientra nell’area naturalistica del Bosco di Zampaglione, Sito d’Importanza Comunitaria. 
Carbonara, l'antica Aquilonia
Aquilonia: il Parco archeologico, con i resti della vecchia Carbonara, presenta intatto l'originario tracciato urbano; all'interno del Parco vi è il Museo delle Città Itineranti. Imperdibile una visita al Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia".  Nelle sue vicinanze è situata la Abbazia di San Vito, di età altomedievale. Nei pressi dell'Abbazia troneggia una quercia plurisecolare detta "quercia di S. Vito", uno degli alberi monumentali della Regione Campania. Spostandoci più ad est si arriva all’abitato di Aquilonia, dal quale nelle giornate più limpide si riesce a vedere fino al Gargano. Aquilonia in realtà non si è sempre trovata qui, ma è l’esempio di una città che si è dovuta spostare a causa di evento catastrofico. Il 23 luglio del 1930 ci fu un grande terremoto che distrusse il vecchio centro, quindi il regime trasferì il paese in questo luogo. L’antico nome di Aquilonia era Carbonara, il cui simbolo è l’araba fenice a testimonianza della capacità di risollevarsi dalle difficoltà che ha affrontato questa terra. La storia narra che il giorno del plebiscito dell’Unità d’Italia, dopo anni di vessazioni, una parte della borghesia aizzò i contadini contro i borghesi legati ai Borbone. Durante uno scontro nel 1860 ci fu un incendio che causò 9 morti. Dopo il processo il podestà chiese di cancellare il nome di Carbonara poiché rappresentava una negatività dell’Unità. Il nome Aquilonia è di una città fantastica di cui non si conosce la sua collocazione storica. In città, sono sopravvissuti alcuni resti dell’epoca tardo – medievale che si sono nel tempo fusi con l’architettura settecentesca, come portali in pietra e muri in tufo. 
Uscendo dalla città moderna di Carbonara – Aquilonia si giunge alla vecchia città che oggi è diventato un Parco Archeologico.
Il grande numero di reperti trovati in questa zona ha portato Aquilonia più di una volta ad essere paragonata a Pompei, il sito archeologico più grande del mondo. Nel Parco Archeologico di Aquilonia, grazie ad un grande lavoro, è stata recuperata la pavimentazione originale, come quella dell’antica piazza del Municipio, alcuni dei vecchi edifici di un tempo e la zona dove sorgeva la prigione. In questo modo durante la visita è possibile camminare per le stradine che un tempo furono devastate dai Goti, in un’alternanza di reperti autentici ed oggetti riprodotti dalla mano fedele dell’uomo. All’interno del parco è stato creato un Museo delle città itineranti che ha l’obiettivo di unire tutte le città accomunate dalla stessa esperienza di vita. Riunisce infatti le città che hanno avuto la necessità di spostasi a causa di un evento tragico, costringendo la popolazione a reinventarsi una vita altrove, cercando di non dimenticare mai il proprio passato. Nei mesi estivi questo parco si anima ospitando spettacoli e manifestazioni culturali, queste occasioni sono un’ottima opportunità per visitare l’Irpinia. La ricostruzione di tutta la zona è stata molto importante al fine di riconsegnare alla comunità un luogo dove ricollegare i ricordi. Altro luogo da visitare ad Aquilonia è la badia di San Vito con la quercia secolare che nei mesi estivi sarà protagonista di un grande evento all’interno della manifestazione “Le città itineranti”.
Un vero vanto della città è il Museo Etnografico, non una semplice area espositiva ma una vera esperienza di viaggio nella storia. Nel museo si respira la vita della civiltà contadina, passando tra antichi mestieri ed oggetti che ci riportano in un’epoca passata. Il museo, il più grande in Europa nel suo genere, espone circa 13000 oggetti raccolti in 1500 metri quadrati espositivi.
Nel museo si può trovare davvero di tutto, dal falegname al ciabattino, dal veterinario alla classe di una scuola, dal barbiere ad una vera abitazione contadina riprodotto così come era allora. L’aspetto interessante è che il museo si basa sulla logica della donazione e l’allestimento è in continua evoluzione, vale a dire che gli stessi cittadini hanno donato e continuano a donare oggetti che avevano nelle loro case, poiché hanno capito l’importanza di condividere il proprio passato con tutta la comunità e soprattutto con le nuove generazioni. Una volta finita la visita si può anche portare a casa un pezzo del museo, come i giocattoli di un tempo reinterpretati e realizzati dai nonni del paese.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 10.00: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) al Castello ducale di Bisaccia via P. Colletta - 83044 Bisaccia (AV); 
- ore 10.15: inizio della visita guidata al centro storico di Bisaccia: la Cattedrale, il Castello Ducale, il Museo Civico Archeologico; 
- ore 13.00: pranzo libero o presso il ristorante Divino & Food - Contrada S. Angelo 83044 Bisaccia - al costo di 25,00 euro a persona -prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti - per prenotare occorre contattare il console Donato Cela (377.1603172) - con il seguente menù: Antipasto (Antipasto all’italiana + bruschette), Primi (Cavatelli salsiccia e ricotta, Orecchiette cime di rapa e taralli), Secondo (Scaloppina grana e rucola con contorno di insalata e patatine), Dessert (Dolce), acqua minerale, vino, caffè. 
- ore 15.00: trasferimento con mezzi propri ad Aquilonia; 
- ore 15.30: arrivo ad Aquilonia e visita guidata al Parco Archeologico dell’Antica Carbonara, al Museo delle Città Itineranti, alla Badia di san Vito e al Museo Etnografico; 
- ore 18,00: termine della manifestazione.

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia” inviando una email a: 
donato.cela@libero.it 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci. 
Pranzo libero o presso il ristorante Divino & Food - Contrada S. Angelo 83044 Bisaccia - al costo di 25,00 euro a persona -prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti - per prenotare occorre contattare il console Donato Cela (377.1603172). 
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia” del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.