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L'Avaro al Carcano

Uno dei lavori più celebri di Moliere diretto e interpretato da Arturo Cirillo, capace di attualizzare il testo senza forzarne i contenuti. A cura del teatro Stabile di Napoli e del teatro Stabile delle Marche, lo spettacolo, dal 2 al 13 aprile, va in scena al Teatro Carcano di Milano.
 
LA TRAMA. Arpagone è un vecchio taccagno. Pur di tenere per sé i suoi soldi, sceglie di far sposare al figlio Cleante una vedova molto ricca e alla figlia Elisa un marchese (Anselmo) che, ricco com'era, aveva rinunciato alla dote di lei. Per sé vuole invece una ragazza (Marianna), bellissima e con molte virtù, seppure senza dote. Purtroppo quello che vuole il padre non corrisponde ai sentimenti dei figli: infatti Elisa è innamorata del valletto Valerio, che ha perduto la famiglia in mare, mentre Cleante è innamorato di Marianna, la giovane che suo padre vorrebbe sposare. Mentre Arpagone discute con i figli, un cameriere del figlio, chiamato Freccia, decide di rubare i suoi scudi d'oro. Venuto a sapere del furto, Arpagone è distrutto e arrabbiato, e quasi impazzisce, non riconoscendo neanche se stesso. Alla fine il suo cuoco, stanco della preferenza che Arpagone riserva a Valerio, decide di mettere quest'ultimo nei guai, incolpandolo del furto. Valerio (il valletto), appena incontra Arpagone, non sapendo del furto del denaro, crede che il padrone abbia scoperto l'amore segreto fra lui ed Elisa, così si giustifica, facendo pensare ad Arpagone che, non solo gli abbia rubato il denaro, ma abbia anche avuto il coraggio di firmare una promessa di matrimonio alla figlia. Arrabbiatissimo, Arpagone va da Don Anselmo. Alla presenza di Anselmo e Marianna, Valerio confessa le sue origini, svelando a tutti di essere figlio di Don Tommaso d'Alburci. Don Anselmo ribatte, ma alla fine Marianna conferma il racconto, dimostrando l'innocenza di Valerio che si è dimostrato essere suo fratello. Quando anche Marianna racconta la sua versione della storia, Don Anselmo si rivela, dicendo a tutti di essere Don Tommaso D'Alburci. Dopo che la famiglia si è felicemente riunita, però, Arpagone rivuole il suo denaro: il figlio allora confessa di sapere chi ha rubato i soldi, ma gli ridarà gli scudi solo se lui acconsentirà a fargli sposare Marianna. Da buon taccagno, Arpagone si tiene i suoi soldi e lascia la giovane Marianna. (Fonte: Wikipedia)

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