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La notte fucsia di Brisighella

Sabato 23 luglio "Brisighella Vintage", la notte fucsia del Sogno d'Estate del borgo medievale di Brisighella (RA), una serata glam dove il vintage non è la nostalgia del passato, ma un divertente modo per mescolare gli stili che hanno connotato qualche decennio fa…

 

Per tutto il centro storico, a partire dalle 19.30, si potrà passeggiare fra cene open air, degustazioni di vini e bancarelle con mostra-mercato vintage ascoltando le musiche dei Nadimobil (ore 21 in piazza Marconi) per in un viaggio tra melodie popolari dell'Italia degli anni ‘30 fino al boom economico degli anni ‘60.


Una sfilata – ore 20.30 piazza Carducci - animerà la prima parte della serata ricordando in modo festoso gli anni ’70, quando crescevano nuove idee e nuove sperimentazioni, insieme ai pantaloni a zampa d'elefante e ai vestiti a fiori coloratissimi, le minigonne e gli "hot pants". Sono anche gli anni delle zeppe alte e dei capelli ondulati e voluminosi, ma soprattutto gli anni della musica che sarà rievocata con il concerto disco Live anni 70 dei Joe Dibrutto, in Piazza Carducci alle ore 22.

 

Fra le mostre spiccano due momenti molto belli e interessanti per gli appassionati dello sport.
Nella galleria comunale si potrà ammirare la mostra “Bologna Fc: chi è stato grande, lo sarà per sempre!”, esposizione di cimeli, maglie storiche, palloni, gagliardetti, giornali, fotografie e filmati che raccontano la storia del Bologna Football Club, dalla fondazione (1909) a oggi, appartenenti al collezionista rossoblu Luciano Brigoli. Il percorso espositivo è diviso per sezioni, ognuna delle quali è dedicata ai personaggi e agli avvenimenti più significativi di un determinato periodo. L’inaugurazione è fissata per le 19.30.
Nella sala mostra della memoria storica di Brisighella, gli amanti della Formula 1 sapranno riscoprire un giovane pilota italiano scomparso 30 anni fa: Elio De Angelis, il campione gentiluomo. Elio de Angelis era una ragazzo gentile ed educato. E un pilota terribilmente veloce. Elio aveva appena compiuto 28 anni. Era nel pieno della sua maturità. Come uomo e come pilota. Romano, figlio di una famiglia decisamente benestante (il padre Giulio, costruttore e campione di motonautica, fu uno dei primi rapiti in Italia), aveva cominciato coi kart, proseguito con le formule minori (campione italiano di F3) poi era arrivato in F1 con la Shadow, era passato alla Lotus che ai tempi era quella vera di Colin Chapman, per poi approdare alla Brabham, di un certo Bernie Ecclestone, dove faceva squadra con Riccardo Patrese. Con la Lotus vinse due gare (108 Gp) in Austria nel 1982 e a Imola nel 1985. Era veloce. Troppo ingombrante per il giovane rampante che in quegli anni stava emergendo con la Lotus: Ayrton Senna. Così Elio preferì cambiare e accettare l’offerta di Ecclestone. Era della generazione di Andrea De Cesaris e Alessandro Nannini, un po’ più giovane di Patrese e Alboreto. Erano comunque anni di grandi piloti italiani.