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La dinastia Brueghel

Brueghel: quando gli artisti diventano imprenditori

La famiglia di pittori fiamminghi, con le sue discendenze dirette e le parentele acquisite, ha segnato 140 anni di gusto in Europa

 

Il primo fu Pieter Brueghel (1520/25-1565), detto il Vecchio – o Pieter Bruegel I – quando il suo omonimo figlio si affacciò alla scena dell’arte e divenne noto come Pieter Brueghel il Giovane, o II. L’ultimo fu David Teniers il Giovane (1610-1690), marito di Anna Brueghel, nipote del capostipite (figlia di Jan il Vecchio, fratello di Pieter il Giovane). In mezzo, 140 anni di quadri rappresentativi di uno stile così inconfondibile da divenire in effetti, alla fine, confondibile: con stilemi tanto omologati da costituire un autentico marchio di fabbrica, identificabile sotto un’unica firma, «dipinto da Brueghel », in realtà condiviso da una dozzina di artisti. E non fu solo l’imporsi di una scuola quanto il risultato di un’aggressiva strategia di marketing, che prevedeva la presenza di agenti in diversi Paesi per procacciare commissioni e studiare i generi più in voga cui uniformarsi. Un caso quasi unico in cui l’avanguar dia artistica è rappresentata solo dall’iniziatore della dinastia, Pieter il Vecchio, mentre i discendenti, pur non privi di capacità tecniche, furono prevalentemente imprenditori. Perché Pieter il Vecchio, seppur ritenuto un omologo di Bosch, come aiuta a capire un suo dipinto in mostra, geniale lo fu davvero, nel rappresentare corpo e spirito delle Fiandre contemporanee; una specie di demiurgo, secondo il geografo Ortelio, in grado di uguagliare la natura dipingendo cose che non potevano essere dipinte. E i successori, per quanto abili nel rendere paesaggi e nature morte, soprattutto floreali, non furono altrettanto innovativi. DORON J. LURIE, CONSERVATORE CAPO DEL TEL AVIV MUSEUM OF ART (che ospiterà la seconda tappa della mostra) e curatore con Sergio Gaddi, assessore alla Cultura del Comune di Como, sottolinea come l’arte dei Brueghel costituisca una linea parallela a quella di Rubens nel definire un’epoca. E anche quanto questa rassegna sia un’opportunità unica per ammirare opere provenienti per la maggior parte da collezioni private, difficilmente visibili altrimenti. Opere delle quali l’allestimento suggestivo, in sale buie con luci dirette sui quadri, esalta anche le caratteristiche tecniche; come le pennellate, le curvature delle tavole, le ondulazioni delle lastre di rame.

 

Elena Del Savio
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