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LA CHIESA DI SANTA MARIA IN ARACOELI

Accanto alla piazza, in posizione dominante, si innalza la chiesa di Santa Maria dell'Aracoeli, dove si ergevano gli antichi templi di Giunone Moneta e di Virtus e dove, secondo la tradizione, la Sibilla avrebbe predetto ad Augusto la venuta del Figlio di Dio: "Haec est ara filii Dei" (… da cui il nome di Aracoeli). Già esistente nel VII secolo, nel X secolo abbazia benedettina, fu ricostruita nel 1300 nelle forme romanico-gotiche che ancora vediamo. Nel Medioevo vi si riunivano spesso i consiglieri per discutere della cosa pubblica. Racchiude celebri opere d'arte, come la cappella Bufalini affrescata dal Pinturicchio. Il nome Ara Coeli, l’altare del cielo, è quindi legato alla leggenda popolare dei misteriosi segnali che preannunciarono in età augustea l'avvento del Cristo. Ed è proprio Augusto, il più illustre degli Imperatori Romani, ad avere una visione mentre è nei pressi del tempio sul punto più alto del Campidoglio: si squarcia il cielo ed appare tra le nuvole una bellissima ragazza seduta su un altare con un bimbo in grembo. "Ecco l'altare del figlio di Dio!" esclama; ed Augusto, si racconta, cade in ginocchio.
Per ricordare questo prodigio i Francescani nel 1200 costruirono la Chiesa sul Tempio di Giunone Moneta, dove era avvenuto l'evento prodigioso, che fu dunque chiamata Santa Maria in Aracoeli. Consacrata nel 1291 la scalinata trecentesca è un omaggio alla Vergine per aver fatto cessare la peste nera; fu inaugurata nel 1348 da Cola di Rienzo. La scalinata è qualcosa di più di un modello architettonico, ci tramanda il senso che ha la vita spirituale per molti uomini del Medioevo, un duro pellegrinaggio, gradino dopo gradino, verso un mistico altare celeste.

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