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Jim Goldberg

Non bastano le immagini, a Jim Goldberg, per spiegarci la realtà che ha scelto di raccontare.

Spesso, a rafforzare il messaggio contenuto nella stampa fotografica, compaiono testi – dei soggetti ritratti o dell’autore stesso –, sottolineature con il pennarello, commenti, annotazioni, che spiegano come, per il fotografo americano del Connecticut (nato nel 1953), l’immagine possa “parlare”. E, nel suo caso, narrare storie a volte in altri modi inenarrabili.

 

Ha scelto subito l’impegno sociale, Goldberg. Da quando, poco più che ventenne, nel 1977, avvia il primo progetto di ricerca sulla società americana, Rich and poor: nel corso di otto anni documenta le condizioni di vita delle classi disagiate e della borghesia della costa occidentale. Il lavoro finisce al Moma di New York e diventa un volume pubblicato da Random House.

Intanto è già partito il secondo progetto, Raised by wolfes, che dal 1985 al 1995 documenta in presa diretta la drammatica situazione del disagio giovanile, con interviste e riprese sulle strade della California, dove segue passo dopo passo le vicende di un’adolescente scappata da casa che vive ai margini della società.

Dal 2003 mette in cantiere un altro lavoro di ricercaOpen sea, che narra l’esperienza di quanti, in fuga dalla guerra, dalla fame, dalle epidemie e da ogni genere d’oppressione, dall’Africa, dall’Asia, dal Medio Oriente e dall’Europa orientale, intraprendono ogni giorno i terribili “viaggi della speranza”.

 

Con oltre 300 immagini la mostra, a cura di Valerie Fougeirol e Marco Minuz, inaugura il nuovo Parco, spazio espositivo dedicato all’arte moderna e contemporanea, e rende omaggio all’attività di Goldberg: al suo impegno che a quasi 40 anni di distanza fa di questo fotografo Magnum, vincitore del premio Cartier-Bresson, un continuatore del lavoro d’indagine sociale condotto per volontà del presidente Roosevelt dalla Farm Security Administration, che attraverso le immagini di Walker Evans e Dorothea Lange raccontò negli anni Trenta al Paese e al mondo la miseria dell’America della grande depressione.

Accesso disabili: