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Il viaggio dell'anima. Ernesto Solari

“Certo, platonicamente, miticamente inteso, il viaggio dell’anima conduce dal buio alla luce: ma può accadere che in pittura il sole lo si veda veramente solo attraverso le sue ombre.” – con queste parole il critico Roberto Borghi conclude la sua prefazione al catalogo della mostra di Ernesto Solari “Il Viaggio dell’Anima” in programma al Palazzo del Broletto di Como dal 22 marzo al 27 aprile 2014.

La mostra antologica di  Ernesto Solari, “Il Viaggio dell’Anima” è un percorso ben distinto che segna l’evoluzione e il pensiero prima dell’uomo e poi dell’artista Solari che attraverso le sue opere dà voce agli interrogativi dell’anima. E’ anche la sintesi di cinquant’anni di attività dell’artista dedicati all’arte, alla pittura, alla scultura, senza dimenticare gli studi e gli omaggi interpretativi di opere d’arte di grandi maestri del Rinascimento.

L’anima, il sogno e l’eros” sono il mood della rassegna con i numerosi spunti di interesse culturale legati alle esperienze artistiche di Solari: un unico filo conduttore che trova riferimenti sia nella cultura rinascimentale sia in quella di epoche più vicine a noi che hanno ispirato e contaminato la produzione dell’artista, in particolare le pirografie e le sculture in legno. Queste ultime opere sono esposte per la prima volta al Broletto, partendo dalle esperienze plastiche più giovanili fino ad arrivare alle recenti sculture in legno pirografate, ai totem, ai dolmen e ai labirinti, percorsi di verità.
“La linea che va dall’Optical al Concettuale è stata forse per Solari ciò che l’Impressionismo – ovvero il progenitore di queste due tendenze – è stato per il Simbolismo. Ma probabilmente ciò non è che lo sfondo della questione: la figura su cui si staglia è invece la percezione della «preminenza» – su tutto, direi – della «vita interiore», della «passionalità viscerale» e della «contemplazione visionaria». – commenta ancora Borghi nel suo testo che apre il catalogo della mostra di Solari.

E’ un mondo complesso, quello di Solari, che può essere spiegato soltanto attraverso le opere, le linee-forza, i pieni e i vuoti, i punti luce materici, e i solchi creati nella materia che fanno combaciare gli opposti, i complementari. All’artista non interessano i due momenti isolati della creazione, ma piuttosto il processo che, per esempio, porta la ricerca esoterica (o kabalistica) a diventare parente della pittura, così come la materia lavorata, modellata o scolpita diventa pittura. (www.museosolari.net)