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Il cammino di Guglielmo: dalle Mephite al Goleto (Av)

Ritorna l’appuntamento annuale atteso da pellegrini e viaggiatori a piedi.
Si parte dalle Mephite della valle d’Ansanto (candidatura UNESCO), si visita il borgo medievale di Rocca San Felice e, nel pomeriggio, dopo la sosta per il pranzo, si raggiunge l’Abbazia del Goleto.
Manifestazione in collaborazione con il Club Alpino Italiano - sezione di Avellino.

Rocca San Felice, piccolo paese dell’Alta Irpinia, situato a 750 m slm si trova adagiato ai piedi di una rocca in mezzo ad un’ampia conca. 
Mephite: "Vi è un luogo al centro dell'Italia circondato da alte montagne, famoso e celebre in ogni posto: la valle d'Ansanto” -Versi 563-565 del VII Canto dell'Eneide di Virgilio. La Mefite è un laghetto di origine solfurea situato tra il territorio dei comuni di Villamaina, Torella dei Lombardi e Rocca San Felice. Tale denominazione ha origine dalla popolazione degli Hirpini che, accasatesi nei pressi del lago, chiedevano alla Dea Mefite, venerata dalla maggior parte delle popolazioni dell'Italia meridionale, ricchezza e protezione. Il laghetto, invece, è costituito da una pozza d'acqua profonda non oltre due metri per 40 metri di perimetro che ribolle a seguito delle emissioni di gas del sottosuolo, costituite principalmente da anidride carbonica e acido solforico. A causa di ciò il territorio circostante è quasi privo di vegetazione e popolazione animale, ad eccezione di una piccola pianta legnosa rarissima, la Genista anxantica, a suo tempo scoperta e classificata dal botanico Gussone e riportata nella Flora Napoletana dal Tenore.
Il Castello: è l’area fortificata che comprende tutto il pianoro che si trova sulla sommità della rocca. Sono ben visibili le mura di cinta del castello ed è ben riconoscibile l’ingresso all’area munita il cui portale si trova, oggi, all’ingresso del palazzo De Antonellis - Villani in P.za S. Felice.
Il Santuario di Santa Felicita: la chiesa fu costruita per sostituire il culto pagano della dea Mefite con le celebrazioni cristiane. Della primitiva e piccola chiesa risalente al IV secolo d.C. non resta traccia perché fu distrutta completamente dai terremoti del 1688 e del 1694. Il sacerdote Giovanbattista Santoli la fece ricostruire alla fine del 1600. Più di un secolo dopo fu inserito un magnifico portale per merito dell'arciprete di Rocca San Felice Vincenzo Maria Santoli. Il Santuario fu completamente ricostruito dopo la prima guerra mondiale. Quella ricostruzione ebbe vicende molto sfortunate e andarono anche distrutti molti pregevoli materiali archeologici. Nel 1928 il Santuario fu innalzato nelle forme che si notano oggi.
Abbazia del Goleto: il complesso della cittadella monastica del Santissimo Salvatore al Goleto sorse a partire dal 1133 ad opera di Guglielmo da Vercelli. Per volontà del fondatore, il vasto fabbricato primitivo era destinato ad ospitare una comunità mista di monache e monaci, dove l’autorità suprema era rappresentata dalla Badessa, mentre ai monaci era affidato il servizio liturgico e la cura della parte amministrativa. Con ogni probabilità già alla morte del santo fondatore, avvenuta nella notte tra il 24 e il 25 giugno del 1142, fu iniziato un primo rifacimento della chiesa che ne avrebbe ospitato le spoglie.
Per circa due secoli la comunità monastica esercitò una forte influenza in special modo sull’Irpinia, la Puglia e la Basilicata. A partire, però, dal 1348, anno della peste nera, iniziò una lenta ed inesorabile decadenza che determinò, il 24 gennaio 1506, la soppressione, ad opera del Papa Giulio II, della comunità monastica che, di fatto, avvenne con la morte dell'ultima abbadessa nel 1515. Con la fine della comunità femminile goletana, il monastero fu unito a quello di Montevergine, che provvide ad assicurare la presenza di alcuni monaci.
Iniziò così una lenta ripresa che culminò, verso la metà del XVIII secolo, a seguito degli ingenti danni subiti dal complesso a causa del terremoto del 29 novembre 1732, con il restauro completo del monastero e la costruzione della chiesa grande, opera di Domenico Antonio Vaccaro. Nel 1807 il sovrano di Napoli, Giuseppe Bonaparte, soppresse l'Abbazia. Il corpo di San Guglielmo fu traslato a Montevergine e le suppellettili del Goleto furono divise tra i paesi vicini. Dal 1807 al 1973 il monastero restò abbandonato e gli appelli di alcuni per il recupero del venerato monumento risultarono vani. Nel 1973 si stabilì tra i ruderi dell’abbazia P. Lucio Maria De Marino (1912-1992), un monaco benedettino proveniente da Montevergine, che riportò con tenacia l’attenzione sull’esigenza del recupero materiale e spirituale del Goleto. Dal 1990 sono i Piccoli Fratelli della Comunità Jesus Caritas, ispirata a Charles De Foucauld, che si prendono cura della guida spirituale del complesso goletano, divenuto punto di riferimento per tutti coloro che sono desiderosi di assoluto.
Link consigliati 
http://www.roccasanfelice.net/default.htm
https://www.goleto.it

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- ore 10.00: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) in località Mephite - Rocca San Felice (Av) e visita guidata del sito archeologico -naturalistico - geologico a cura del prof. Michele Sisto;
- ore 11.00: camminata lenta di circa 1 ora fino al Castello di Rocca San Felice - 4 km - con sosta all’antico Santuario di Santa Felicita - percorso su stradine sterrate con prevalenza asfaltate;
- ore 12.30: arrivo al Borgo di Rocca San Felice e visita guidata fino al castello a cura dell’arch. Alfonso Forgione;
- ore 13.30: pranzo al sacco o presso il ristorante “La Ripa”, unico ristorante- museo nel cuore del borgo di Rocca San Felice - tel 0827.215023 - prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti;
- ore 15.30: spostamento in auto da Rocca alla località “Bivio Martinelli” (Sant’Angelo dei Lombardi), parcheggio e ripresa della camminata lenta di circa 1 ore fino all’Abbazia del Goleto - 4 km - percorso su stradine sterrate con prevalenza asfaltate;
- ore 17.15: visita guidata all’Abbazia del Goleto a cura di Angelo Verderosa.
Si consiglia di organizzare piccoli equipaggi per il recupero delle auto a fine giornata. Le auto potranno essere lasciate in uno dei 3 luoghi di sosta: 1) Mephite; 2) Santa Felicita; 3) Martinelli.

Partecipazione libera, senza prenotazione

Volontario Tci Accompagnatore: Angelo Verderosa, console del Tci, con la collaborazione del Club Alpino Italiano, sezione di Avellino

Visite guidate a cura del prof. Michele Sisto, arch. Alfonso Forgione e arch. Angelo Verderosa 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci. 
Pranzo al sacco o presso il ristorante - museo “La Ripa” - via Ospedale - Rocca San Felice -tel 0827.215023 - prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti.
La partecipazione è libera ed autonoma ed avviene sotto la propria personale responsabilità. Non sono previste coperture assicurative.
Per comunicazioni urgenti il giorno della manifestazione è possibile contattare il numero 348.6063901 (Angelo Verderosa). 
Eventuali avvisi, conferme, modifiche al programma saranno comunicati esclusivamente sulla pagina Facebook del Club di territorio “Paesi d’Irpinia”:
www.facebook.com/CDTirpinia 
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.