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    Spettacolo dedicato a Padre Ottorino Marcolini Chel Mòtom che el va gné a inciodal...

I VOLTI DELLA BRESCIANITA’</br>Spettacolo dedicato a Padre Ottorino Marcolini <i>Chel Mòtom che el va gné a inciodal...</i>

L’iniziativa fa parte del progetto “Padre Marcolini: un Prete fuori serie”, nato dalla volontà di Ucid-Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti e Fondazione ASM, con la collaborazione di importanti istituzioni locali, di riflettere sull’attualità del pensiero di Padre Marcolini e di trasmettere i valori che ne hanno ispirato l’ opera alle giovani generazioni.

"Verso l'alto concordi" 

Amava ripetere “Ringrazio il Signore che mi ha dato 45 di piedi: così sono ben ancorato a terra”. La miglior sintesi della vita di Padre Marcolini (Brescia, 9 marzo 1897 – 23 novembre 1978) è forse in questa sua fulminante battuta, che ben compendia la consapevolezza dell’appartenenza a Dio insieme allo slancio nell’ideazione di progetti in favore dell’uomo, nella cifra della fattibilità. Alla fine di una guerra che lo aveva visto prigioniero in un lager tedesco, mentre gli si schiude una brillante carriera nell’ambito dell’imprenditoria, il Padre ha dalla sua la capacità di mobilitare forze culturali, sociali ed economiche per “una composizione di attività degne di lui – scrisse il Papa Paolo VI, che gli era amico, in un discorso del 15 settembre 1963 - non per nulla è architetto, e questa professione, si sa, raggiunge le migliori combinazioni”. A lui si deve il più alto numero di case popolari erette nel dopoguerra: degno figlio della terra bresciana, ragionava e agiva in termini di concretezza, ripensando la “casa di proprietà” come un sogno possibile tra gli anni Cinquanta e Settanta, negli anni della crescente tendenza inurbamento, in vista del boom industriale e dell'immigrazione dal Sud dell'Italia. Promuovere la solidarietà tra le famiglie operaie e nel contempo tutelare le tradizioni contadine del nostro territorio era l’idea di Marcolini e la mission della Cooperativa la Famiglia, fondata con tredici collaboratori e giovani lavoratori il 28 novembre 1953 e che alla sua morte (1978), a 25 anni dal primo alloggio, stava realizzando 473 appartamenti in 30 cantieri diversi. Oltre a 39 villaggi con 3799 alloggi in altre province italiane, dal 1953 al 1987 sono stati costruiti 6631 alloggi marcoliniani nel Comune di Brescia, 77 villaggi con 8122 alloggi in provincia: per circa 25mila bresciani, la casa di proprietà è divenuta realtà, nella salvaguardia di criteri edili quali sicurezza, rispetto delle norme statiche, igieniche, rispetto delle esigenze sociali in sostegno della dignità del vivere quotidiano, con la presenza di aree verdi, quali orti e giardini, come di educazione al bello e per un uso intelligente e proficuo del tempo libero; possibilità di ampliamento col crescere della famiglia. “L’ideale – diceva Padre Marcolini- sarebbe costruire piccole case con pochi alloggi», evitando le abitazioni-alveare ma preferendo case economiche bifamiliari o a schiera all'interno di piccoli villaggi periferici, pensati a misura d'uomo