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I quadri del Re

Torino continua a lavorare per la cultura. La spinta al recupero e al rinnovamento delle sedi museali della città e lo sforzo per consentire il pubblico il godimento sempre più completo delle ingenti collezioni d’arte di cui la presenza in città di una famiglia reale ha permesso la creazione proseguono anche dopo la chiusura dell’anno delle celebrazioni risorgimentali con le sue estese opere di restauro: un altro passo avanti nel processo di affermazione della città come uno dei maggiori centri culturali d’Europa iniziato con le Olimpiadi del 2006. E la mostra I quadri del re ne è l’ultimo esempio. Divisa in due sedi, in un ideale legame fra le aree espositive del Polo Reale di Torino, la mostra presenta una scelta delle oltre 1.200 opere d’arte della Galleria Sabauda, la raccolta creata da Carlo Alberto nel 1832, oggi in via di trasloco dalla sede all’Accademia delle scienze – condivisa con il Museo egizio – per stabilirsi, entro il 2014, nella Manica Nuova di Palazzo Reale.

E proprio questa nuova sede, appena restaurata, apre le porte per la prima volta al pubblico in occasione di una delle sezioni della mostra, Torino, Europa. Le grandi opere d’arte della Galleria Sabauda alla Manica Nuova di Palazzo Reale, curata da Edith Gabrielli. Qui sono esposti 95 sculture e dipinti, dal XIV al XIX secolo, fra i quali capolavori di Jan van Dyck, Orazio Gentileschi, Beato Angelico, Roger van der Weyden, Hans Memling, il Pollaiolo, Filippino Lippi, il Bergognone, Guercino, Veronese, Rubens, Bellotto…

Alla Reggia della Venaria Reale la seconda sezione. Una quadreria alla reggia: le raccolte del Principe Eugenio: circa 130 dipinti, porcellane cinesi, arazzi, sculture, incisioni, libri e documenti dalle raccolte del principe di casa Savoia e sempre provenienti dalla Galleria Sabauda, sistemati negli ultimi spazi espositivi recuperati della Reggia, locali mai aperti al pubblico nel torrione di ponente del Gavone e messi a confronto con opere provenienti da altre collezioni europee.