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"Gli antichi frutti d'Italia s'incontrano a Pennabilli"

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Non poteva che avere luogo a Pennabilli, città in cui per più di vent’anni ha abitato e lavorato il Maestro Tonino Guerra, ideatore dell’Orto dei Frutti dimenticati, un appuntamento nazionale dedicato ai frutti antichi.

La poetica di Guerra è in stretta sintonia con la natura, in cui trova ispirazione e stimolo; i suoi versi, le sue sceneggiature, così come le creazioni di carattere architettonico, la sua arte pittorica esprimono questa profonda simbiosi con il mondo contadino e con i suoi frutti, in particolare quelli della storia e della memoria.

Grande la sua attenzione per tutto ciò che è riconducibile ai profumi, ai sapori, ai colori della terra e della memoria, che lo hanno affascinato e che, come sosteneva, possono essere una consolazione e una compagnia per coloro che hanno il desiderio di raccogliere queste suggestioni.

Ad essi il Maestro ha dedicato un Parco, il primo in Italia, L’Orto dei Frutti dimenticati che a Pennabilli ha visto la luce circa ventidue anni fa e si è arricchito nel tempo di arbusti, piante e installazioni dedicate ai frutti antichi e alla memoria di personaggi che di qui sono passati o hanno lasciato i loro segni.

Dalla collaborazione di alcuni enti territoriali con l’Associazione Tonino Guerra, è nato il progetto di rilievo nazionale che continua ad esplorare il mondo dei frutti “antichi”, per usare un aggettivo ben identificabile, poiché ormai, anche grazie all’opera di Guerra, “non sono più dimenticati”.

A seguito delle sue battaglie espresse attraverso articoli di stampa, racconti e incontri in ogni parte del mondo, sono nati infatti in Italia altri luoghi e manifestazioni che ne ricalcano il percorso prendendo spunto dalle sue suggestioni ed indicazioni.

All’organizzazione della manifestazione che si terrà il 29 e 30 settembre prossimi a Pennabilli,  partecipano  l’Associazione Culturale Tonino Guerra, il Comune di Pennabilli, l’Ente Parco del Sasso Simone e Simoncello e L’Associazione Civiltà Contadina, con il Patrocinio delle Regioni Marche ed Emilia-Romagna, delle Province di Pesaro e Urbino e di Rimini.

Esporranno i frutti più significativi gli operatori di alcune regioni che stanno lavorando su queste tematiche: Emilia Romagna, Marche, Toscana, Friuli, Umbria e Basilicata.

Nelle precedenti edizioni abbiamo potuto ammirare alcuni frutti di straordinario interesse come ad esempio:

-    I frutti del “Castagno dei 100 cavalli”: il più vecchio castagno del mondo che supera i 3.000 anni.

-   L’uva di Dioniso che i greci portarono in Italia al tempo della Magna Grecia, ritenuta estinta e che invece è stata ritrovata su un’ isola Siciliana. Si tratta di un’uva senza semi, di colore rosa e dai tralci erbacei e flessuosi che servivano per cingere il capo delle baccanti.

-   I pistacchi di Bronte, da piante di oltre 500 anni dalle dimensioni colossali che sembrano polipi con tentacoli che spuntano dalle lave  dell’Etna.

-   Le olive dell’olivo di Luras, il più vecchio d’Italia e forse del Mediterraneo, con i suoi 3.800 anni e il suo tronco di ben 13 metri di circonferenza.

-   I frutti del corbezzolo più grande d’Italia di ben 3,5 metri di circonferenza.

-   Varietà di uve, mais, grani, pere e mele antichi del Montefeltro.

Farà cornice all’evento nel centro storico il mercato delle piante dei frutti dimenticati e dell’artigianato qualificato. I visitatori avranno così modo di ammirare e acquistare le proposte di importanti vivai provenienti da più regioni. Anche il palato avrà soddisfatto curiosità diverse poiché i ristoranti del luogo proporranno menù di antiche ricette preparate per l’occasione e in più punti del mercato saranno proposti assaggi  e prelibatezze.

La festa  però non vuole essere soltanto spettacolo e mercato ma soprattutto un invito alla riflessione sull’importanza di preservare il tesoro che la natura da sempre ci dona. E’ per questo motivo che l’evento è ricco di momenti culturali come conferenze, convegni, presentazione di libri e laboratori.

Quest’anno saranno presenti ai nostri incontri  eminenti personalità della cultura tra i quali il Presidente di Slow Food, Carlin Petrini.

Nelle precedenti edizioni si è dibattuto sui problemi dell’agricoltura e sulla necessità di tutelare e riproporre antiche produzioni agricole. Anche sulla cucina tradizionale si è tenuto un incontro  di approfondimento. Sono state presentate ricerche e pubblicazioni. Abbiamo quindi ascoltato la testimonianza di politici, studiosi, agricoltori, rettori e docenti universitari.

Tonino Guerra ha commentato il senso della manifestazione  con un invito ed un monito:”Questo evento  non è soltanto un piccolo incontro con una mostra di frutti in un piccolo paese, ma è un consiglio, un segnale forte, un atto di grande devozione per la terra  ed un invito ad amarla. Se l’uomo non guarderà con più attenzione la terra , noi andremo a finire male.”

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