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Francolise (CE): il castello, la chiesa di S. Maria e le ville romane

Dove

Indirizzo evento: 
81050 Francolise CE
Francolise

Quando

Domenica 3 Dicembre 2017
giornata intera

Ritrovo

Come arrivare: 

- ore 9.00: raduno dei partecipanti (mezzi propri) nel piazzale di fronte al Municipio - via Vittorio Emanuele 7 - Francolise (CE); 
sia da Nord che da Sud: autostrada A1 Roma - Napoli, uscita Capua, direzione Sessa  Aurunca, proseguire sull’Appia, dopo il bivio per Sparanise, alla prima rotonda prima uscita a destra per Fracolise.

Ora di ritrovo: 
ore 9

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio “Terra di Lavoro”
Indirizzo mail: 
terradilavoro@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
331.7941395 (Silvana La Rocca)
Console accompagnatore: 
Silvana La Rocca, socio attivo del Touring
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
locali

In esclusiva per i soci e gli amici del Tci giornata dedicata ad una caratteristica ed interessante visita guidata a Francolise, piccolo centro sorto su un colle calcareo, dominato dall’imponente mole del Castello del XII secolo. Nella frazione di Sant’Andrea del Pizzone, la chiesa parrocchiale conserva una notevole scultura lignea trecentesca raffigurante una Madonna col Bambino. Ai piedi del colle sgorga la sorgente termale dell’Acqua Calena, fonte idrica apprezzata e ricordata già in epoca romana. Ad est dell’abitato, la villa romana di San Rocco costituisce un bell’esempio di dimora rurale, con mosaici ben conservati.
Francolise: è un centro di pianura di origini antiche, che trae sostentamento dalle attività rurali, dal terziario e, in misura minore, dal comparto industriale della lavorazione del tabacco. Gli abitanti, risiedono per la maggior parte nella località di Sant’Andrea del Pizzone; il resto della comunità si divide tra il capoluogo comunale, la località di Montanaro e un buon numero di case sparse sui fondi. L’abitato, in fase di sensibile espansione edilizia, sorge su un rilievo calcareo alla sinistra del torrente Savone ed è dominato da un maestoso castello medievale. Ubicata nella Terra di Lavoro, alla destra del fiume Volturno,occupa una posizione piuttosto favorevole nell’ambito del sistema provinciale delle comunicazioni: è servita, infatti, dalla strada statale n. 7 Appia, arteria di grande comunicazione che congiunge Roma a Brindisi, in Puglia, e dista 5 chilometri dallo scalo ferroviario di riferimento sulla linea Roma - Cassino - Caserta nonché 11 chilometri dal casello di Capua dell’autostrada A1 del Sole(Milano-Roma-Napoli).
La villa romana: gli scavi di due ville romane, una in località “S. Rocco”e l’altra in località “Posto” vennero effettuati negli anni 1962-64 sotto la direzione della Dr. M. A. Cotton, per conto della Scuola Britannica di Roma e finanziati dalla fondazione Batchelor e dall’Università di NewYork. Quella visitabile è in località “S.Rocco” ed è una tipica villa rustica del tardo periodo repubblicano, abitata dalla fine del II sec. a.C. al IIsec. d.C.. Ilsito è ubicato in un territorio che in epoca romana si trovava nell’Ager Calenus  e ai confini dell’Ager Falernus. La superficie iniziale era di circa 800mq. che venne successivamente ampliata a circa 4.400 mq. La villa comprendeva numerosissime stanze, divise tra la pars urbana e la pars rustica; l’approvvigionamento idrico era assicurato da tre grosse cisterne.La pars urbana si articolava intorno ad un ampio peristilio, circondato da quatto portici colonnati, la cui pavimentazione consisteva in un mosaico costituito da tessere bianche inframmezzate da piccoli frammenti di pietra colorata (lithostroton), con un bacino o fontana di marmo nel mezzo del giardino. Gli ambienti principali, anch’essi pavimentati con mosaici, comprendevano un tablinum ed un triclinium, che rappresentavano rispettivamente soggiorno e sala da pranzo. Vi erano inoltre una serie di cubicula, piccoli ambienti destinati a vari usi,un terrazzo con portico coperto e, nella fase dell’ampliamento, furono realizzati degli ambienti termali comprendenti un praefurnium, un frigidarium, un tepidarium con piscina e un calidarium; queste ultime due stanze furono pavimentate con grandi lastre di marmo cipollino. La pars rustica consisteva in una serie di ambienti articolati intorno a due cortili. Il primo cortile confinava con quello che deve essere stato l’ingresso principale alla villa, su di esso si affacciavano i locali occupati dal vilicus e la scuderia. Nel secondo cortile furono trasformate ad uso industriale tre stanze che fiancheggiavano il probabile ingresso principale, dove vennero realizzate altrettante vasche per la separazione dell’olio d’oliva, fu realizzata una pressa per l’olio e un forno per la cottura di  laterizi.
Il Castello Medievale, di forma irregolare, fu costruito nella seconda metà del IX secolo dai Normanni,su commissione del Cardinale Benedetto Caetani D’Anagni o di S.Tommaso D’Aquino secondo la testimonianza dell’ex Parroco di Francolise, Don Raimondo. Ospitò sotto gli Svevi alcuni nobili Baroni fedeli a Manfredi; durante il periodo Angioino divenne feudo del Conte di Avellino Simon di Montfort, e probabilmente fu anche dimora del Papa Bonifacio VIII fino a diventare, nel 1600, rifugio del brigante Domenico Colessi di Papone e dei suoi uomini. Successivamente fu visitato dal Re Carlo di Borbone e dalla sua consorte. A poca distanza dal Borgo esiste la famosa fonte Calena, in disuso, cantata dai romani, nota per le virtù delle sua acque acidule.
Chiesa di S. Maria a Castello: la facciata della chiesa, luogo di culto e di guarigione per i militari e gli abitanti di Francolise, è caratterizzata da un portale ed un rosone romanico ed un campanile gotico. All’interno domina l’altare settecentesco e la Madonna del Cardellino della scuola di Giotto. In seguito verso gli inizi del XIV secolo fu costruito fuori le mura un luogo di culto più grande per soddisfare le accresciute esigenze spirituali dei fedeli, ricevendo il titolo di S. Maria della Carità e delle Grazie e, più tardi, nel XVI secolo quello di S. Maria a Castello.
S. Andrea del Pizzone. Nell’ambito del territorio comunale di Francolise nella frazione più popolosa (circa 4000 abitanti) S. Andrea del Pizzone, da studi recentissimi risulta quasi certamente l’ubicazione della antica città romana di “Urbana”, sorta sull’Appia Antica. Alcuni storici la ritenevano fondata dai Pelagi …mentre Plinio il Vecchio la dichiarava prettamente di origine romana. Si doveva estendere dal Ponte Campano (sito presso l’attuale Masseria Porto di Carro), sino al Rio Persico,  tale sito era dodici miglia da Capua (Santa Maria Capua Vetere), sull’Appia Antica, nonché a tre miglia da Ponte Campano, probabilmente, in località Masseria “Sant’Aniello”. Pare che fosse una città molto conosciuta che Silla innalzò a colonia, fu anche molto trafficata per la vicinanza al campo Falerno, il quale si estendeva alla destra del Savone e fu famosa per la ricca produzione del vino Falerno, molto elogiato da Orazio, Cicerone, Virgilio, Mecenate. Questa colonia fu distrutta verso l’ottavo secolo nelle guerre tra Longobardi e Saraceni.
Recentissimi rinvenimenti archeologici hanno permesso di identificare Urbana, di fondazione tardo repubblicana, un centro rimasto autonomo fino all’età Augustea, quando fu aggregato alla più importante Capua (Santa Maria Capua Vetere), seguendo in ciò la sorte di Casilinum(l’attuale Capua). La Via Appia era, per quei tempi, quello che oggi è per noi l’Autostrada del Sole. A noi interessa particolarmente il tratto che collegava Sinuessa (Nuova Mondragone) a Capua, tratto che non solo è andato distrutto ma ha dato motivo a molti pareri contrastanti.Il suo percorso era ricco di ville e di graziose cittadine, oltre ad Urbana c’era Larissa, nei pressi di Falciano del Massico; Cedia, tra Falciano e Mondragone, infine Foro Popilio, verso Carinola. Una grande palude lago che si congiungeva con il mare, iniziava presso Porto di Carro: era un basso fondale che, se oggi si trova a quattro m. sul livello del mare, a quei secoli, doveva trovarsi al di sotto. Con il passare del tempo, ha subito un fenomeno d’innalzamento dovuto all’azione sinergica del mare con i suoi depositi arenili, delle vere e proprie dune, a quella delle acque piovane che vi si scaricavano abbondantemente e a quella di tre corsi, Rio di Roda, Fosso Riccio e Savone delle Ferriere che vi defluivano. Testimonianza di questa grande palude lago è che Ferdinando IV di Borbone la dichiarò “Riserva di caccia reale”, nel‘700, per la moltitudine di uccelli acquatici che vi stazionava. I re di Napoli vi cacciavano i germani reali (detti localmente maliardi) e le allodole (chiamate cucciardi), spostandosi con un’imbarcazione leggera. L’opera di risanamento del pantano fu completata tra il 1932 con la costruzione dell’idrovoro di Mazzafarro e gli anni 1945-50 con una nuova inalveazione del Savone, di poco a sud di Ciamprisco, fino al mare. Nel “CampoStellato”, territorio posto a destra dell’Appia al di là del fiumicello Saone (Savone delle Ferriere,denominato così perché in passato, lungo il suo corso,la forza dell’acqua era sfruttata per far funzionare le ferrerie dove si lavorava il ferro), si fermò Annibale che guidò l’esercito cartaginese contro quello romano, guidato da Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore, distruggendo tutte le colonie e le ville. Vi si rifugiarono anche gli schiavi di Spartaco che si ribellarono ai Romani e catturati furono impiccati, lungo l’Appia. Nel 59 a.C.,con la legge Giulia, Cesare divise l’intero Campo Stellato ai suoi legionari nonostante fosse infecondo ed acquitrinoso; il suo nome fu dovuto proprio al fatto che, negli acquitrini, si specchiavano le stelle. Con la caduta dell’Impero Romano, questo territorio subì le varie dominazioni: Vandali, Goti, Franchi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi. Fu un periodo difficile per gli abitanti della zona, perché alle disavventure sociali si aggiunsero calamità naturali: terremoti e pestilenze. Nel Medioevo questo “CampoStellato” fu denominato “Mazzone” delle Rose, perché vi crescevano soprattutto rose selvatiche ma anche fieno, cicorie e borràgini.
Ciamprisco: è situato nella zona pianeggiante a sud di Francolise, separato da Sant’Andrea del Pizzone dalla strada Provinciale. Lo sviluppo edilizio risale all’ultimo cinquantennio, anche se è possibile rinvenire alcuni fabbricati di oltre un secolo (vedi mulino). Le costruzioni più antiche hanno, generalmente, strutture portanti in tufo, solai di legno, copertura dei tetti con coppi di argilla e si sviluppano, nella maggior parte su un antico piano. Sul lato ovest della piazzetta del paese sorge la chiesa di S: Andrea risalente al XV secolo. Interessanti studi archeologici stanno dimostrando l’esistenza di una chiesa paleocristiana, sulle cui rovine sarebbe sorta la più recente chiesetta di Ciamprisco.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- ore 9.00: raduno dei partecipanti (mezzi propri) nel piazzale di fronte al Municipio - via Vittorio Emanuele 7 - Francolise (CE); sia da Nord che da Sud: autostrada A1 Roma - Napoli, uscita Capua, direzione Sessa  Aurunca, proseguire sull’Appia, dopo il bivio per Sparanise, alla prima rotonda prima uscita a destra per Fracolise.
- ore 9.30: visita guidata: Villa Romana, Castello, Chiesa di S. Maria al Castello;
- ore 13.00: pranzo libero oppure presso il ristorante convenzionato “Bellavista” - via Vittorio Emanuele - Francolise - al costo di 20 euro a persona - prenotazione libera a cura dei singoli partecipanti - per prenotare telefonare al numero 0823.877164 oppure 320.8640528 - con il seguente menù: Antipasto Bellavista (antipasto all’italiana), Primo (Paccheri melanzane e provola), Secondo (tris di carni al forno con contorno di verdure di stagione), Dessert (Macedonia con frutti di stagione, Dolce), acqua minerale, vino (eventuali bevande) e caffè;
- ore 15.00: raduno dei partecipanti sempre nel piazzale di fronte al Municipio - proseguimento della visita guidata: frazione di Ciamprisco (Chiesa di Sant’Andrea) e frazione di Sant’Andrea del Pizzone (Chiesa Madre (Chiesa Vecchia));
-ore 17.30: termine della manifestazione.
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Terradi Lavoro” inviando una email a:
terradilavoro@volontaritouring.it 
oppure telefonando a: 
333.9808553 (Antonio La Gamba) 
Le prenotazioni sono aperte.
.Trasporti: mezzi propri 
.Volontario Tci Accompagnatore: Silvana La Rocca, socio attivo del Touring 
.Guide: locali 
.Partecipanti: max 40 persone 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci.
Pranzo libero o presso il ristorante “Bellavista” - Francolise - al costo di 20 euro a persona - prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti - per prenotare telefonare al numero 0823.877164 oppure 320.8640528.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club diT erritorio “Terra diLavoro” delTci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.