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Fortunato riemerge dagli archivi Tci

 Un inedito album giovanile fulcro della mostra sugli esordi del grande futurista.

 

È una mostra rivelatrice, quella che a Rovereto presenta Depero prima di Depero; ovvero gli esordi, fra il 1909 e il 1914, di colui che diventerà il celebre artista futurista, amico e sodale di Balla e protagonista del rivoluzionario movimento assieme a Boccioni e Marinetti. Il suo elemento di forza non risiede però solo nell’aspetto artistico, peraltro curioso, ma in una testimonianza di alto valore storico e documentario: un inedito album di fotografie, arricchito da decorazioni e didascalie autografe del giovane Depero, e custodito per un secolo negli archivi del Touring Club Italiano. Scoperto nel 2009 – o meglio riscoperto, perché le immagini erano state utilizzate in passato all’interno di pubblicazioni Tci – nel corso del generale riordino dell’archivio, da Elisabetta Porro e Luciana Senna, incaricate della gestione del prezioso fondo, dopo un restauro curato dalla Soprintendenza per i Beni storico-artistici di Trento, il Mart oggi lo pone al centro dell’esposizione: “La scintilla – come lo definisce la curatrice, Nicoletta Boschiero – che ha dato il via all’idea della mostra, fornendo lo stimolo per parlare del giovane artista attraverso questi disegni che contengono in nuce il suo futuro sperimentale”.

 

 MA L’ALBUM, CHE SEMPRE NELLE PAROLE della curatrice è stato per l’artista “una sorta di palestra, un passaggio, che dalla fine di un’epoca lo ha traghettato nel Novecento”. Con le sue immagini di boscaioli nelle foreste della val di Fiemme getta luce anche sugli “anni giovanili” del Touring, al quale nel 1912 il committente di Depero, il commerciante di legnami, e irredentista, Mario Rizzoli – amico di Cesare Battisti e ammiratore di Luigi Vittorio Bertarelli, fondatore del Tci – lo donò, in segno di gratitudine per l’opera dell’associazione in difesa del rimboschimento di un’area che era sotto il dominio austriaco ma italiana nel cuore di uomini come Rizzoli, Bertarelli e Battisti, all’epoca proprio dal Touring coinvolto come consulente per la toponomastica nella cartografia del Tci. A un secolo di distanza, un formidabile memento.

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