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Foggia: Musica nomade

Dopo il grande successo ottenuto a Medimex 2015, dove ha ottenuto un ampio consenso da parte del pubblico, degli addetti ai lavori e degli artisti (in primis Erri De Luca), Musica Nomade si sposta al "Giordano in Jazz". Il Teatro Umberto Giordano di Foggia, infatti, ospita una selezione delle fotografie di Mariagrazia Giove a partire dal 30 novembre. La rassegna, che ha preso il via il 11 novembre, vedrà la partecipazione di Christian Scott Atunde Adjuah, Chihiro Yamanaka, Incognito, Sarah Jane Morris, Ensemble Denada, Susana Sawoff, Ron Carter (quest’ultimo proprio il 30 novembre) e di molti altri musicisti italiani e internazionali. Una cornice di alto livello, quindi, per il progetto di Mariagrazia Giove che si inserisce perfettamente nello spirito internazionale e di apertura che contraddistingue il Giordano.
Le opere fotografiche – stampate in grande formato su carta artistica di qualità museale – saranno esposte fino al 15 Dicembre.

IL PROGETTO
Musica Nomade nasce da un’idea della fotografa Mariagrazia Giove, che ha deciso di valorizzare e raccontare l’importanza della musica tramite l’arte della fotografia. Musica Nomade non è solo un progetto fotografico, è un concetto, un messaggio culturale, sociale e di vita. Un viaggio intorno al mondo attraverso diversi generi musicali, documentato dagli scatti e dalle storie degli oltre 130 musicisti che Mariagrazia è riuscita a coinvolgere in un anno. Le fotografie raccontano le storie e l’entusiasmo di questi artisti, capaci di mettersi in gioco suonando per le strade, nelle piazze, in luoghi inusuali per esprimere, senza limiti, l’importanza vitale della musica.
La Musica, per gli antichi greci, era "l’arte delle muse”, arte delle arti, perché dona all'uomo, da sempre, la possibilità di trasformare la semplice aria in qualcosa che trasporta gli animi ben oltre i sensi, influenzando il modo di sentire e di vivere di tutta l’umanità.
 
Mariagrazia Giove, con Musica Nomade, vuole esprimere e raccontare il valore assoluto e universale della musica -­‐ unica arte ad abbracciare un pubblico di qualsiasi estrazione sociale e culturale, colore, razza o religione – e la sua capacità di muoversi, arrivare ovunque, lasciandosi contaminare, per evolversi e ritornare poi alle origini. “Il nostro obiettivo – sostiene la Giove -­‐ è di fotografare la musica in giro per il mondo, in posti conosciuti e non. Scoprire luoghi, sonorità, strumenti, gente, che vive per e con la musica, per cogliere le sfumature, gli accenti che questo linguaggio universale assume nelle diverse zone. Al tempo stesso, raccogliere le molteplici esperienze che gli artisti vivono cercando di esprimersi e far conoscere la loro musica in giro per il mondo”. Una mostra itinerante, “nomade” appunto, che non sia solo un’esposizione di fotografie, ma un vero e proprio “viaggio sensoriale nella musica intorno al mondo”, attraverso immagini, suoni e parole, lo spettatore si troverà immerso nella Musica Nomade, fatta di luoghi, musiche e storie.