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FAENZA

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Ore 10.15           visita MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche  

Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è stato fondato nel settembre del 1908 alla conclusione della grande Esposizione Internazionale dedicata ad Evangelista Torricelli che ospitò i prodotti di molte manifatture italiane ed europee. La donazione delle opere ceramiche da parte degli espositori costituì il nucleo originario del Museo che progressivamente si arricchì di altri esemplari. Chi svolse maggior opera per la sua costituzione fu Gaetano Ballardini, direttore del Museo fino al 1953. La crescita dell’istituto subì un brusco arresto nel maggio 1944, quando un bombardamento ne causò la quasi completa distruzione con gravi e insanibili perdite nelle collezioni e nel materiale archivistico. “Post fata Resurgo” fu il motto per la ricostruzione; con forte determinazione, l’aiuto dei collaboratori e della comunità faentina, grazie al sostegno di una fitta rete di contatti nazionali ed internazionali, lo stesso Ballardini riorganizzò le raccolte e diede nuovo impulso alla vita del museo. Le finalità originarie espresse nello statuto - acquisire, conservare e soprattutto promuovere la produzione ceramica – sono rimaste attuali fino ad oggi.

Ore 12.30  trasferimento ad Oriolo dei Fichi

Ore 13.00  pranzo alla Taverna di Oriolo dei Fichi

E' proprio nelle vicinanze della storica Rocca, nel verdeggiante paesaggio delle colline faentine, che sorge il ristorante.

Ore 15.00   visita alla Torre di Oriolo

Intorno alla meta' dell'XI secolo fu eretta sul colle di Oriolo, ad opera degli Arci vescovi ravennati, la prima Rocca: per la sua importanza strategica essa fu oggetto di frequenti contese tra Forlivesi, Faentini e Ravennati, finche', nel 1474 i Manfredi, signori di Faenza, l'acquistarono, e diedero il via ad importanti lavori di ristrutturazione. L'Inferno della Divina Commedia ci racconta inoltre che la Rocca ospito' l'esilio del frate Alberigo Manfredi, qui rinchiuso ad espiare la pena inflittagli per aver commesso l'avvelenamento dei suoi cari.Nel 1984 per gentile donazione della famiglia Caldesi, essa fu ceduta alla comunita' faentina e ancora oggi e' meta di pittori che la ritraggono nello splendido parco che la circonda, e da estimatori di antiche costruzioni.

Ore 15,30  ritorno a Faenza (in centro, piazza)

Ore 16.00 visita al palazzo Laderchi

.......... La famiglia Laderchi è una delle famiglie nobili faentine più antiche e blasonate: basti ricordare che annovera un tutore - Giacomo - dell'ultimo Signore di Faenza, Astorgio III Manfredi, ed un illustre "risorgimentale" (come attesta anche la grande lapide visibile a destra della porta d'accesso al palazzo): il conte Francesco. Quest'ultimo, nel 1847, ospitò nel palazzo avito la Guardia Civica e quando questa trovò sede in altro edificio rifiutò con sdegno il ventilato rimborso, ad opera della municipalità, dei danni arrecati dalla "soldataglia". L'attuale imponente e scenografica veste del palazzo, che segna il margine settentrionale della Piazza della Libertà antistante il Duomo di Faenza e precisamente l'angolo tra via XX Settembre e corso Garibaldi, è opera dell'architetto bolognese Francesco Tadolini, su committenza del conte Lodovico e del fratello minore Achille.  ………………….

A seguire la Pinacoteca Comunale

La Pinacoteca Comunale è il più antico istituto museale faentino e uno dei più antichi nella Regione Emilia-Romagna: nacque nel 1797, quando il Comune di Faenza acquistò la collezione di opere d'arte di Giuseppe Zauli. Nello stesso anno iniziò l'acquisizione di dipinti provenienti dai conventi e dalle chiese soppressi in forza delle leggi napoleoniche. A seguito del continuo incremento delle raccolte, la Pinacoteca venne regolarmente aperta al pubblico nel 1879, nell'ex convento dei Gesuiti. Da allora, e fino ai nostri giorni, il patrimonio artistico è stato notevolmente aumentato da ricche donazioni di privati, da depositi di Enti pubblici, dai reperti archeologici emersi a seguito delle attività edilizie.

Ore 17,30  fine visite.