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Fabriano: "Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento"

Fino al 18 gennaio Fabriano ospita la mostra "Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento" curata da Vittorio Sgarbi.
 
Un percorso nell'arte del Basso Medioevo che si snoda nei luoghi più noti della città marchigiana: la chiesa di Sant'Agostino con le sue Cappelle Giottesche, la chiesa di San Domenico con la cappella di Sant'Orsola e la sala Capitolare e la cattedrale di San Venanzio.  Più di 100 opere di artisti come Gentile da Fabriano, il maestro di Campodonico, Lorenzetti, Allegretto Nuzi e Giotto. Dipinti, pale d'altare, tavole, affreschi,  sculture, oreficerie rarissime, miniature, manoscritti, codici: opere delicate e preziose, concesse in prestito dai più prestigiosi musei italiani e stranieri.

LE RADICI DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE. Da Fabriano, sul finire del 1200, ha avuto inizio quel processo di trasformazione economica, sociale e religiosa che ha dato origine alla civiltà dell'Occidente cristiano: l' incontro fra il pauperismo francescano e l'operosità benedettina, testimoniato da eremi e monasteri urbani diffusi in tutto il territorio, la capacità manifatturiera legata alla produzione della carta, che da Fabriano si diffonde in tutta l'Europa  e la rivoluzione figurativa che, grazie all'attività di Giotto, dal cantiere assisiate si propaga rapidamente anche nel fabrianese, danno origine ad una congiuntura di eventi che fanno di Fabriano e del suo territorio  l'epicentro di un rinnovamento epocale. È questo spaccato che la mostra ci regala. Da qui l’inizio di una nuova  e più articolata visione delle vicende della pittura italiane del XIV secolo.

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