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Domodossola: "Alessandro Poscio. Collezionista appassionato."

 
Curata da Michele Bonuomo, la mostra “Alessandro Poscio, collezionista appassionato” presenta un nucleo di 110 opere di maestri quali, John Constable, Franceso Hayez, Giovanni Fattori, Giovanni Segantini, Giuseppe De Nittis, Ottone Rosai, provenienti dalla raccolta dei coniugi domesi Alessandro e Paola Poscio.

ALESSANDRO POSCIO. Sognatore dagli occhi ben aperti, spirito libero e corsaro solitario di emozioni, Alessandro Poscio ha messo a punto un ricco e rigoroso catalogo di visioni d’arte che attraversano epoche, linguaggi e stili. Le opere raccolte da Alessandro formano il racconto appassionato di una vita per l’arte, scandito da incontri, innamoramenti, rivelazioni, ascolti attenti, sfide e occasioni fortunate.

LA MOSTRA si apre idealmente con l’autoritratto di Carlo Fornara e con uno dei suoi capolavori più conosciuti, “Chiara pace”. Del pittore divisionista vengono proposte altre tele, come “Temporale”, “Paesaggio”, “Ricordanze”, attorno alle quali ruoterà le sezione dedicata a quegli autori formatisi alla Scuola di Belle Arti della Valle Vigezzo, quali Enrico Cavalli, Giovanni Battista Ciolina, Lorenzo Peretti Junior, Gian Maria Rastellini.
 
Il percorso espositivo spazia poi dalla pittura di paesaggio, come l’intenso “Tramonto sulla Senna” di John Constable, le tormentate vedute romantiche di Antonio Fontanesi, o quelle di Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis, Pompeo Mariani, Daniele Ranzoni e Telemaco Signorini, alla straordinaria stagione ritrattistica, qui rappresentata da “Lo scugnizzo” di Antonio Mancini, da “La popolana veneta” di Giacomo Favretto e dalla “Orante” di Francesco Hayez.

Non manca una ricognizione sull’arte del Novecento con la “Coppia di fidanzatini abbracciati” di Ottone Rosai, o con l’olimpica retorica del “Cavallino bianco” di Giorgio de Chirico.

Due sezioni vengono poi riservate ad altrettanti capitoli della collezione Poscio; da un lato, la scultura, dove s’incontrano, tra le altre, le ballerine nelle interpretazioni di Francesco Messina e Paolo Trubetzkoy, i vigorosi bronzi di Leonardo Bistolfi, una sognante testa di ragazza di Silvestro Lega, fino alla classicità plastica di Wolfang Alexander Kossuth.

Dall’altro, viene presentata una selezione dell’imponente corpus della collezione dedicata al disegno, con opere, tra gli altri di Jacques-Louis David, Mosè Bianchi, Filippo De Pisis, Scipione e Domenico Induno.
 
INGRESSO LIBERO