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Degas, classico e innovatore

Grande sperimentatore, di temi e di tecniche, Edgar Degas, pur nell’ambito rivoluzionario dell’impressionismo. E un innovatore, nonostante il suo percorso artistico abbia mosso i primi passi in Italia, all’ombra – o alla luce – della civiltà prerinascimentale, per lui sempre fonte d’ispirazione classica. E, anche, acuto osservatore della realtà, della vita, dei corpi in movimento, che studia attentamente anche attraverso i propri occhi di fotografo con la passione per il cinema, di cui, a Parigi, fu tra i primi spettatori.

 

A Degas sperimentatore, innovatore e osservatore della realtà, all’artista profondo e completo, Torino dedica una mostra che, con circa 80 opere uscite dalle sale del Musée d’Orsay, costituisce uno fra i più corposi omaggi mai dedicati dall’Italia all’artista francese e, insieme, inaugura il programma di collaborazione fra i Musei di Torino e l’importante istituzione museale parigina. Proprio a mostrare l’ampiezza del respiro creativo di Degas sono esposti disegni, dipinti, lavori a pastello e sculture, che rappresentano cinquant’anni di attività: dai primi ritratti realizzati in Italia, dove l’artista soggiornò per tre anni, alle opere che ritraggono la Parigi sociale, artistica e letteraria di fine Ottocento; dal paesaggio, dove si rivela appieno il suo virtuosismo nella tecnica del pastello, ai quadri che raffigurano cavalli, corse e il pubblico di Longchamp, con la magnifica resa del movimento. Fino alle famosissime ballerine e ai nudi femminili, nei disegni e nei piccoli bronzi. Tutta la carriera di un artista che, come sottolinea Xavier Rey, conservatore della pittura francese al Musée d’Orsay e curatore della mostra, «ha contribuito a traghettare l’arte del suo tempo dal classicismo della metà del XIX secolo verso le forme più radicali e più moderne del secolo XX».

 

Elena Del Savio