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DA PORTA S. GENNARO ALLA NECROPOLI

 Napoli, alla scoperta della città

Da Porta San Gennaro allla Necropoli

Domenica 17 febbraio 2013 Solo mattinata

PROGRAMMA:

L’appuntamento è alle ore 10 precise innanzi all’ingresso del Museo Archeologico Nazionale. Da qui, percorrendo il corridoio archeologico con i pannelli espositivi, si raggiunge Porta San Gennaro.Dopo l’illustrazione della Porta e del relativo borgo, si prosegue per via Vergini con soste al Palazzo dello Spagnuolo e a Palazzo Sanfelice. Pausa caffè e quindi visita alla Necropoli con l’associazione culturale CELANAPOLI. 

La visita inizierà inderogabilmente cinque minuti dopo l’orario previsto in programma.

Al termine si raggiungerà la Metro di Piazza Cavour dove avrà termine la visita.

 

Museo Archeologico Nazionale (MANN):   cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/

L'edificio che attualmente ospita il museo è il palazzo del real museo,  fu costruito nel 1585 come "caserma di cavalleria" ed è uno dei primi esempi costituiti in Europa, situato subito al di fuori della cinta muraria di NapoliNel 1612 si decise  di trasferire nell'edificio incompiuto l'università di Napoli("palazzo dei Regi Studi") ed i lavori furono affidati a G. C. Fontana: dopo diversi anni di lavori, ed a seguito di cedimenti e terremoti che colpirono la città in quegli anni, con l’avvento dei borbone nel 1735 questi ultimi incaricarono  G. A. Medrano a riparare e completare il palazzo. Nel 1742 fu la volta di  F. San Felice con la costruzione dell’ala orientale del palazzo, fino a che nel 1777 non si decise di spostare definitivamente l'università dei Regi Studi nel loro ex convento del Salvatore (ex Collegio Massimo dei Gesuiti,  via Palladino sul lato orientale e via Mezzocannone) e si decideva quindi di trasferire nel liberato palazzo sia il "museo Hercolanese" dalla reggia di Portici che il "museo Farnesiano" dalla reggia di Capodimonte, oltre alla biblioteca ed allescuole di Belle Arti, i lavori di ristrutturazione furono affidati a F. Fuga. Dopo l'unità d'Italia, il museo diventava proprietà dello Stato ed assumeva il nome di "Museo Nazionale".

 

 

Porta S. Gennaro:  www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10833

E’ la più antica porta della città di Napoli,ed era l'unico punto di accesso per chi proveniva dalla parte settentrionale della città. Il nome di Porta San Gennaro deriva dal fatto che di qui partiva anche l'unica strada che portava alle catacombe dell'omonimo santo.In età ducale la porta fu ricostruita poco lontano dal luogo originale, tra Caponapoli e il vallone di Foria, detta anche del tufo perché da essa entravano i grandi blocchi di tufo delle cave del vallone della Sanità. Nel 1537 fu ancora spostata per volere di Don Pedro di Toledo occupando la collocazione che ancora oggi conserva su via ForiaL'affresco raffigura San Gennaro,Santa Rosalia e San Francesco Saverio. Nel 1659 fu aggiunto il busto di San Gaetano

 

Palazzo dello Spagnuolo:   www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10831

 

Il palazzo dello spagnolo venne eretto nel 1738 su commissione del marchese di Poppano Nicola Moscati, Il progetto, compresa la realizzazione della monumentale scala a doppia rampa, definita ad "ali di falco", che fu pensata come una sorta di luogo di incontro, in cui avveniva una vera e propria vita sociale, viene affidato  a Ferdinando Sanfelice. Il palazzo è forse il più pregevole esempio di architettura civile in stile barocco napoletano; tutto l'edificio è inoltre caratterizzato da decorazioni in stucco in stile rococò, le quali sono state realizzate intorno al 1740 dallo stuccatore Aniello Prezioso, su schizzo di Francesco Attanasio.

 

 

Palazzo San Felice:   www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10829

 

Tra il 1724 e il 1728, Ferdinando Sanfelice progetta la propria abitazione e per la sua famiglia in una zona fuori dalle mura, in un luogo più salubre rispetto all'affollatissimo centro. Il Sanfelice progetta il palazzo accanto ad un preesistente edificio acquistato dai Sanfelice, che quindi viene inglobato nel progetto della sua maestosa residenza. Nell'interno c'erano affreschi di Francesco Solimena e nella cappella privata sculture di Giuseppe Sammartino che oggi sono però scomparse.

 

 

 

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