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DA FONTANELLATO IN VIAGGIO VERSO GLI ALTRI 21 CASTELLI DEL DUCATO IN CERCA DI FANTASMI

Presenze evanescenti. La sensazione di non riuscire ad oltrepassare il ponte levatoio. La percezione di un lamento di fanciulla in lacrime in lontananza. Un’ombra inspiegabile, a guisa di cavaliere nella fotografia scattata al castello. L’auspicio ben augurale di una dama sulla torre, di bianco vestita, in una notte di stelle. Per chi ci crede sono spettri, spiriti di anime defunte che ci portano messaggi dall’aldilà rendendosi visibili ai mortali: si aggirano in luoghi carichi di energia, provenienti da altre dimensioni, continuano ad abitare i Castelli e le storiche Dimore dove, nella vita reale, vissero secoli fa. Per chi non ci crede sono leggende, dicerie – alimentate da fantasmagorie simboliche – affascinanti tuttavia da conoscere e ripercorrere perché svelano credenze popolari, antichi riti, storie intrise di magia.
 
Sono tuttavia parecchi i sensitivi, i veggenti, gli astrologi, gli studiosi, i ricercatori con tanto di laurea in fisica in tasca che hanno richiesto – in questi anni – di visitare i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, proprio alla ricerca di tracce che sostenessero o confutassero l’una o l’altra tesi. Al contempo, tanti turisti appassionati di fantasmi, in cerca di un brivido lungo la schiena o di una esperienza “paranormale” o “sovrannaturale”, hanno fatto tappa nei manieri per conoscerne gli aspetti più segreti. Anche i cultori del genere gotico ed horror, oltre ai fervidi lettori di saghe fantasy, scelgono il Castello quale meta di una gita fuori porta davvero unica. 
 
Tour dei Fantasmi. Il “tour dei fantasmi” tra rocche, fortezze, castelli è tornato recentemente molto in voga. Lo dicono le statistiche registrate dall’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza – Club di Prodotto. E’ un modo di vivere il viaggio dall’Appennino al Po che intreccia alla classica visita storico-artistica anche quel tocco in più: lasciarsi trasportare dalla curiosità, dall’immaginazione o, forse, essere disposti a credere a spiriti luminosi e fantasmi, liberando la parte più irrazionale e magica che fa parte di ciascuno di noi.

In cerca di spiriti: racconta la tua testimonianza e inviaci la tua foto. Se ci autorizzi la pubblicheremo sulla nostra Fan Page di Facebook! La novità del 2012 riguarda proprio la raccolta delle testimonianze che l’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza avvia coinvolgendo in prima battuta i turisti, protagonisti del viaggio: coloro che, visitando i Castelli, avvertiranno sensazioni particolari o vivranno strane esperienze sono invitati a raccontarle, scrivendo all’indirizzo info@castellidelducato.it. Idem, se, una volta rientrati a casa, troveranno immortalate sulla macchina fotografica immagini con accenni a spettri, figure evanescenti e tutto ciò che esce dall’ordinario. Le foto verranno valutate e, con il consenso preventivo del proprietario, potranno essere pubblicate e commentate sulla pagina Facebook dei Castelli del Ducato.

Tre sono le grandi categorie in cui racchiudere le storie dei fantasmi tra i Castelli: l’amore, i misteri irrisolti, i campi elettromagnetici.

L’amore non conosce confini.
Assenza, più acuta presenza: diceva il poeta. L’amore più puro che supera il tempo e lo spazio, la passione che vince la morte, il ricordo che si fa eterno presente. In parecchi Castelli i fantasmi e gli spiriti appaiono per portare messaggi ai vivi, segni d’amore, indicazioni.

Agata, il fantasma “eternamente” innamorato
Agata è la giovane protagonista di una vicenda tanto romantica quanto tragica avvenuta secoli fa al Castello di San Pietro in Cerro (Pc). Agata era una giovane ed affascinante fanciulla che prestava servizio presso la corte dei Conti Barattieri. La fanciulla si innamorò profondamente dello scudiero dal quale era profondamente e sinceramente corrisposta. I due giovani decisero di coronare il loro sogno d'amore convolando a nozze. Il conte Bartolomeo II Barattieri, da sempre affascinato dal leggiadro aspetto della giovane fanciulla, dopo aver appreso delle nozze venne colto da un impeto di cieca invidia che lo portò a voler esercitare il diritto feudale dello ius primae noctis: obbligò Agata a giacere con lui nel suo letto la prima notte di nozze. Il giovane scudiero, ferito nell’orgoglio decise di vendicare l’atto compiuto dal Conte; durante la notte raggiunse la sua camera da letto e nel sonno lo pugnalò a morte. Colto sul fatto, lo scudiero fu braccato ed arrestato; pochi giorni dopo, a fronte di un processo sommario, venne giustiziato con impiccagione pubblica in Piazza Cittadella a Piacenza (1514). La giovane Agata, depredata del suo amore e coperta di vergogna si tolse la vita gettandosi dalla torre del Castello. Il fantasma “eternamente innamorato” della giovane Agata dimora tutt’oggi tra le mura del quattrocentesco maniero come dimostrano alcuni video e testimonianze di sensitive; le sue rare apparizioni, sempre registrate in concomitanza di un evento nel quale si celebra l’amore puro, sono pacifiche. Non c’è rancore in lei, ma solo la grande tristezza di una giovane fanciulla che non ha avuto il diritto di vivere il suo puro, vero amore.

La Fata Bema appare ai fidanzati e ai promessi sposi.
Come un tempo leggeva la mano ed i tarocchi, così oggi legge nell’anima dei promessi sposi e dei fidanzati. In tanti cercano la carezza fatata della bella Fata Bema che appare, nel Castello di Montechiarugolo (Pr), alle giovani donne alla vigilia delle nozze, ai fidanzati, oppure si manifesta a chi è innamorato e soffre per amore per sostenere il suo cuore con presagi e incoraggiamenti. Nel 1593, narra la leggenda, Bema – sensitiva e lettrice dei tarocchi medievali e rinascimentali - arrivò per la prima volta a corte e propose a Ranuccio I Farnese, in visita ai Conti Torelli proprietari del maniero, di lasciarle leggere la propria mano. Ranuccio però, che aveva paura per tutto ciò che riguardava l’occulto, ordinò l’arresto della ragazza e la sua reclusione nel carcere della Rocchetta.

Il Cavalier Moroello e la bella Soleste proteggono gli Amori per Sempre.
Vaga accompagnato da un rullo di tamburi o da una musica malinconica, in base allo stato d’animo che prova. E’ il fantasma del cavalier Moroello che visse nel Castello di Bardi (Pr) sul finire del Quattrocento, innamorato ricambiato della castellana sedicenne Soleste. Diviso dalla sua amata per diversa classe sociale, inviso al padre della bella, partì per una spedizione di guerra cercando di conquistare l’onore e la mano dell’amata. Tornato vincitore, ma indossando come trofeo le insegne del nemico, fu avvistato da Soleste che lo credette morto in battaglia e si gettò dal mastio. Moroello, che invece stava giungendo vittorioso e felice, saputa la notizia della morte dell’amata, si suicidò a sua volta. E da allora vaga senza pace alla ricerca di Soleste tra gli spiriti dell’aldilà. L’aggirarsi inquieto del suo spirito è stato addirittura fotografato: Michel Dinicastro e Daniele Gullà, due parapsicologi bolognesi, armati di una Pentax e di una termocamera per la lettura e visualizzazione delle variazioni del gradiente termico dell'ambiente, sono riusciti a immortalarlo. Tanto che oggi viene considerato il più famoso caso di fantasma termico avvistato in Italia. C’è traccia anche della bella Soleste che torna a cercare l’amato. I due innamorati si ricongiungono alla Fortezza di Bardi, luogo in cui si amarono in vita.

La dama Bianca dagli occhi verdi: protegge le passioni più segrete degli amanti.
Occhi verdi magnetici e capelli neri, lunghi e splendenti come seta. Il Castello di Torrechiara (Pr) fu lo scenario in cui sbocciò l’idillio appassionato tra Bianca Pellegrini e Pier Maria Rossi. Durante le notti di luna piene rivive nelle stanze dell’edificio, in particolare nella stanza privata dei due amanti, luogo in cui il fascino della Duchessa dal profondo sguardo ammaliò l’amante. Tra tanti fantasmi tormentati, i due si amano ancora.

Il mistero dell’uomo con il caduceo e l’inquieta Rosania che vi chiede aiuto.
Tra le mura del Castello di Gropparello (Pc) nel duecento si tramanda che Pietrone da Cagnano feudatario del luogo murò viva la moglie Rosania Fulgosio per punirla di un tradimento con Lancillotto Anguissola, antico amore giovanile. Leggenda narra che Rosania – nelle notti di pioggia o nei giorni in cui la luce scarseggia – si manifesti in cerca di un contatto con i vivi per chiedere giustizia, raccontare la sua storia e ritrovare la pace. Le mura del Castello hanno attirato l’attenzione di studi paranormali di sensitivi come Umberto di Grazia che ha avvistato la presenza di un uomo con la barba e bastone caduceo.

Aloisa protettrice degli innamorati
Una medium, durante una seduta spiritica, ne fece il ritratto guidata dal fantasma di Aloisa che così si descrisse: formosa con le braccia conserte al seno. A Grazzano Visconti (Pc) si aggira il fantasma di Aloisa la cui effige scolpita sul basamento vicino alla piazza del Biscione occhieggia ai turisti dicendo: "Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti". La storia la vuole sposa di un capitano di milizia: morì di gelosia in seguito al tradimento del marito, e da allora vaga per il castello ed il parco. Si dice che di notte tiri i piedi agli ospiti del castello, l’unico modo per placarne la gelosia è quello di appendere alla sua statua collane e monili che infatti il simulacro sfoggia, esibendo i tanti doni ricevuti nel corso degli anni. Dopo una mostra e diversi articoli a lei dedicati, oggi Aloisa è diventata una specie di San Valentino al femminile, una protettrice degli innamorati.

Misteri irrisolti

Sangue sul camino.
La Rocca dei Rossi di San Secondo, coi suoi misteri, è sbarcata nel 2010 sul sito www.luoghimisteriosi.it. La storia è quella di una giovane fanciulla che da secoli si aggirerebbe a mezzanotte all’interno del maniero in guisa di fantasma. Non ancora ventenne fu trucidata a sangue freddo. Secondo la leggenda è ancora visibile la traccia di sangue sul camino della Sala di Latona, a testimoniare il punto in cui fu assassinata.

Clangori metallici.
E’ invece la presenza del Pier Maria Scotti, meglio conosciuto con l'appellativo de "Il Buso", ad infestare il Castello di Agazzano. Pugnalato a morte e poi gettato nel fossato nel 1514 da Astorri Visconte e Giovanni da Birago, che riuscirono ad impadronirsi del maniero, "Il Buso" si aggira tra le mura con fare serio e guardingo oppure corre facendo ruotare la spada e, dopo una serie di rumori metallici e di urla, scompare lasciandosi dietro solo i lamenti. E’ un fantasma pacifico, descritto come un uomo alto con una corazza scura, pantaloni di pelle, stivali, elmo con penna azzurra e spada in mano.

Fantasmi e campi elettromagnetici.

Il cubo sulla croce
Al Castello di Paderna il mistero avvolge la piccola Chiesa di Santa Maria: costruita prima dell’anno Mille, con pianta a croce greca, è un perfetto cubo costruito sul multiplo del numero 3. Al centro di essa è stato misurato un potente campo magnetico naturale. E non è tutto: tra le vetuste mura del Castello, infatti, vagherebbe ancora l’ombra del “Confalonieri”, che trasportato a Paderna dal Castello di Turro vi trovò morte violenta (la leggenda racconta che le sue urla si udivano “ad un tiro di balestra…”).

Il fantasma che presagisce un lutto
Celebre è Donna Cenerina, il fantasma della Rocca di Soragna: si tratta di Cassandra Marinoni, moglie del marchese Diofebo II Meli Lupi, che morì assassinata nel 1573 dal cognato Giulio Anguissola insieme alla sorella Lucrezia. Un omicidio rimasto impunito: la leggenda narra che quando Donna Cenerina (il nome deriva dai suoi lunghi capelli biondi) esce allo scoperto, indica tristi presagi per la famiglia Meli Lupi. 

Elettrodomestici in  moto senza corrente?
Si narra che nel Settecento nel pozzo della Rocca di Rivalta fu calato Giuseppe, il cuoco di corte, dalle capacità culinarie uniche. Fu probabilmente la sua eccellenza con le pietanze a causare un truce assassinio. Giuseppe fu pugnalato e strangolato da una mano ignota. Il corpo fu ritrovato dopo tanto tempo, ma il suo spirito non si spostò mai da quel luogo: a volte si sente ancora girare per i corridoi del castello o capita di udire il suono del suo batticarne ancora pestare nel mezzo della notte. Oppure si spengono improvvisamente le luci mentre gli elettrodomestici si mettono in moto senza corrente.

Spettri, ombre, spiriti di defunti o esseri immaginari? C’è chi ci crede, chi è molto scettico, chi coglie invece l’opportunità per fare una viaggio particolare alla scoperta dei segreti del Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Gli amanti dello shopping, poi, non si lasceranno sfuggire l’occasione di una tappa al vicino Fidenza Village Outlet Shopping (PR, vicino ai Luoghi Verdiani e alla Rocca Sanvitale di Fontanellato), con le sue grandi firme. Chi ha acquistato la Card del Ducato presentandola all’ufficio turistico del Fidenza Village Outlet Shopping potrà ritirare la One Day Card grazie alla quale lo shopping, nei negozi del villaggio aderenti all’iniziativa, sarà ancora più conveniente. La Card del Ducato è in vendita, a 2 euro, nelle biglietterie dei castelli ed è valida un anno a partire dalla data di emissione. Offre lo sconto di 1 Euro nei manieri (tranne al Castello di Torrechiara e al Castello Malaspina Dal Verme di Bobbio).

Per informazioni: Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza – Club di Prodotto
Tel. 0521.823221; 0521.823220 – fax 0521.822561
www.castellidelducato.it
e-mail: info@castellidelducato.it

Ufficio Stampa – Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza
Dott.ssa Francesca Maffini
ufficiostampamaffini@libero.it