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Cuma (Na): Scavi archeologici

La zona di Cuma fu abitata già a partire dalla prima età del ferro, o addirittura nell'ultima fase dell'età del bronzo. La fondazione di Cuma, secondo la tradizione, avvenne intorno al 730 a.C. grazie alcuni coloni greci, provenienti da Calcide, i quali distrussero il piccolo villaggio e fondarono la nuova città su un promontorio caratterizzato da pareti ripidi e scoscese, ottimale per prevenire le incursioni dei nemici. Nel giro di pochi anni la colonia di Cuma si sviluppò rapidamente, e si espanse fino alla costa, tanto da avere il controllo su tutto il golfo di Napoli.

Dell’antica Cuma - la prima delle colonie di popolamento greche in Occidente, fondata ai danni delle locali popolazioni osco-sabelliche nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. da Euboici-Calcidesi precedentemente stanziatisi nell’emporion di Pithekoussai (poi Aenaria nell’isola di Ischia) sono attualmente visitabili l’acropoli con i Templi di Apollo e di Giove, il primo impianto di questi risale all’età greca, e il cosiddetto "Antro della Sibilla", riferito dalla tradizione al culto oracolare di Apollo ma sorto quasi certamente per scopi difensivi.
L’altra galleria, nota come Crypta Romana o "grotta di Cocceio", con la quale si collegò in età tardo-repubblicana il porto di Cuma col Portus Iulius sui laghi d’Averno e di Lucrino, al fine di potenziare militarmente la zona, è accessibile dal piazzale situato di fronte all'Antro della Sibilla e dal quale si imbocca la via Sacra, che conduce all'acropoli.
Visibili da quest'ultima sono anche i resti della "città bassa", con i Templi italici del Foro ed i grandiosi ruderi di un edificio termale detto "Masseria del Gigante", l’anfiteatro di recente riportato alla luce, nonché l’"Arco Felice", impiantato sul valico che fu aperto nel monte Grillo, confine orientale della città antica, per il passaggio della antica via Domitiana.
I resti di un santuario isiaco, emersi nel corso di nuove indagini archeologiche eseguite in prossimità dell’area portuale della città, attestano la diffusione del culto egiziano di Iside nell’area flegrea. Lungo la costa a nord della città, presso la collina di Torregaveta, sopravvivono, infine, i resti della sontuosa villa marittima ivi impiantata da Servilio Vatia nel I secolo d.C.

Altre informazioni utili: 

Numero max partecipanti: 40 persone

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a: 

napoli@volontaritouring.it 

Quote: la manifestazione prevede una libera contribuzione a partire da 2 € per i soci del Tci e da 4 € per i non soci, da corrispondere al momento della visita, per la copertura dei costi del Club di Territorio.

I costi del biglietto di ingresso sono a carico dei singoli partecipanti per consentire, a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione, di poterne usufruire.

I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.

Le prenotazioni sono aperte.

Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.

Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.

Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.

Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

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