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Conca della Campania e Roccamonfina (CE)

In esclusiva per i soci e gli amici del Tci la mattina, passeggiata naturalistica ai mulini e alle cascate di Conca della Campania, all’interno del Parco Regionale di Roccamonfina.
Nel pomeriggio, visita al Santuario della Madonna dei Lattani, con lo stupendo chiostro seicentesco.
Escursione in collaborazione con la sezione di Caserta del Club Alpino Italiano.
Dal borgo di Conca della Campania (420 mt) alla cascata (350 mt) - 1 km circa - 1h e 30 circa -100 metri di dislivello - difficoltà: facile. 
I mulini e le cascate, un binomio essenziale per l'utilizzo umano. Ecco perché in prossimità di essi spesso sorgevano piccoli insediamenti urbani che con il tempo si sono ingranditi dando vita a veri e propri paesi.
Conca della Campania è sicuramente uno di essi. Nato su uno sperone roccioso tufaceo lungo un pendio settentrionale di Roccamonfina, ebbe la sua forza nel vallone laterale dove la presenza di un grosso torrente apportava benefici immensi, a cominciare proprio dalla possibilità di costruite mulini per produrre energia. Ora ovviamente la vallata è completamente abbandonata ed anche quasi del tutto dimenticata perciò è ideale per passeggiate naturalistiche di riscoperta.
Raggiungiamo in auto il centro del borgo di Conca Campania e parcheggiamo nei pressi del castello in piazza Umberto I, da qui ci dirigiamo ora a piedi di fronte l'ex municipio ed imbocchiamo via Roma inoltrandoci negli stretti vicoli del caratteristico borgo.
Passiamo di fronte la facciata di una bella chiesa quindi raggiunto un cartello informativo in prossimità di uno spiazzo troviamo sulla sinistra il viottolo di discesa nel vallone. Passiamo sotto l’arco della casa del figlio del mugnaio, quindi iniziamo a scendere ripidamente nel sottostante fosso costeggiando le belle pareti tufacee; in circa 5 minuti raggiungiamo il fondo dove grazie ad un antico ponticello scavalchiamo il torrente e svolgendo verso destra su uno stretto sentiero proseguiamo la discesa iniziando a scorgere in basso la cascata ed il suo forte scroscio.
Ci teniamo a destra ad un bivio quindi nei pressi di alcuni tornanti visitiamo i ruderi degli antichi mulini in funzione fino agli anni 60; proseguendo la discesa eccoci di nuovo sul torrente che ora seguiamo risalendo la corrente. Oltrepassato nuovamente il corso d'acqua in breve raggiungiamo la base della cascata, imperiosa e imponente, ci sovrasta con tutta la propria forza lasciandoci senza parole.
Il ritorno lo svolgiamo sul lato opposto alla nostra discesa, quindi al primo bivio svoltiamo ora a destra risalendo il pendio tramite vari tornanti; oltrepassiamo una piccola sorgente raggiungendo un piccolo pianoro, punteggiato da verdi alberi, dove possiamo sostare con un bel pic-nic sulle comode panche. Completiamo il ritorno risalendo lungo il percorso dell’andata riprendendolo nei pressi del primo ponticello. Il percorso è consigliato nei periodi più piovosi così da visitare la cascata in piena.
Il Santuario della Madonna dei Lattani si trova sul monte dei Lattani, 850 metri s.l.m., uno dei tanti crateri del vasto comprensorio vulcanico di Roccamonfina, ora spento, ma attivissimo nei tempi antichi.
L'attribuzione "dei Lattani" alla Madonna e al Santuario nel suo complesso non è univocamente motivata. Vi è, infatti, chi sostiene che essa sia da riferire all’omonimo che ne indica la località di ubicazione e/o di riferimento della Sacra Icona, ma vi è anche chi fa riferimento ad una leggendaria capretta definita "lattifera" che fu la causa del suddetto rinvenimento "miracoloso". Altri ancora fanno riferimento a un luogo originariamente legato al culto delle fonti ed è proprio S. Maria delle Fonti che la chiama P. Francesco Gonzaga nel sec. XVI, nella sua opera De Origine Seraphicae Religionis Franciscanae de Observatia (Roma 1587 - 527). Il Papa Pio XII, con il suo Breve Pontificio Vitae Hujus Jactati del 12 maggio 1952, Le attribuisce, invece, il più ecumenico e maestoso titolo di Regina Mundi.
È da evidenziare anche che l’esistenza, nel XV secolo, di un edificio di culto dedicato alla Beata Vergine è documentato, in modo inoppugnabile, dall'epigrafe murata sul lato destro della facciata della chiesa, ove in caratteri gotici è scritto: "Chiunque visita questo edificio della Genitrice di Dio, nelle feste dedicate a Lei, a Cristo, e ai discepoli, i peccati gli saranno indulgenziati di cento giorni. Lo costruì Tommaso soprannominato De Peregrinis. Anno 1430".
L’architettura - Il complesso conventuale di Santa Maria dei Lattani a Roccamonfina è stato oggetto nel corso di oltre cinque secoli di numerosi interventi di ampliamento, ristrutturazione e restauro, sicché appare oggi riccamente stratificato, sottolineando le diverse fasi costruttive in relazione ai periodi di maggiore floridità economica del santuario. La presenza, in tutto il complesso, di un apparato decorativo particolarmente ricco, riconducibile in massima parte, soprattutto per quanto riguarda gli elementi scultorei, al periodo durazzesco e aragonese del Regno di Napoli, evidenzia il lavoro di una classe di lapicidi abili nel taglio e nella cesellatura della pietra. La provenienza dei materiali lapidei utilizzati nelle decorazioni è circoscrivibile all’areale limitrofo al cratere del vulcano spento di Roccamonfina, con varianti secondo le varie localizzazioni delle coltivazioni e delle cave. In particolare sono utilizzati i tufi giallo e grigio e le lave: i primi anche come parametri murari, le seconde in massima parte per gli apparati decorativi.
Il Chiostro del Convento - Il chiostro è costituito da un quadriportico con volte a crociera affrescate con archi a sesto acuto sostenuti da tozze colonne in tufo grigio con capitelli decorati. Le colonne, circolari, poligonali e tortili, poggiano su un basso parapetto che separa la zona coperta dal cortile centrale con il pozzo della cisterna. Di particolare pregio la colonna d'angolo d'ingresso, caratterizzata da un motivo floreale polilobato finemente cesellato riconducibile a tralci di vite. Una delle colonne è priva di base e poggia direttamente su una scultura leonina, chiaro riferimento ad un linguaggio romantico che trova, nella zona, la sua massima espressione nel duomo di Sessa Aurunca. Il livello superiore è caratterizzato dalla presenza di colonnine di differente fattura (cilindriche, prismatiche, tortili) con capitelli sormontati da mensole, a sorreggere il lungo architrave che snoda per il perimetro del portico. Tale sistema strutturale è stato messo in evidenza dopo gli interventi di restauro nel corso del Novecento.
Sul parapetto del cortile è provvisoriamente collocata una rosa cilindrica in pietra scolpita a bassorilievo con motivi geometrici e floreali, recuperata dopo un intervento di ristrutturazione e caratterizzata dalle buche per l'alloggiamento della raggiera del rosone.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 10.00: raduno dei partecipanti (mezzi propri) in Piazza Umberto I - Conca della Campania (CE);
- ore 10.30: partenza, a piedi, per l’escursione naturalistica della durata di circa 1 + ½ ora;
- ore 12.30: arrivo alla cascata e sosta in area pic nic per la pausa pranzo (colazione al sacco);
- ore 13.30: ritorno al punto di partenza e recupero delle auto;
- ore 15.00: trasferimento (mezzi propri) a Roccamonfina (km 7) e salita al Santuario della Madonna dei Lattani (850 m slm);
- ore 15.30: visita guidata al Santuario e all’annesso Convento Francescano;
- ore 16.30: termine della manifestazione.
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Terra di Lavoro” inviando una email a:
terradilavoro@volontaritouring.it 
oppure telefonando a: 
333.9808553 (Antonio La Gamba) 
Le prenotazioni sono aperte e si chiuderanno mercoledì 18 ottobre 2017. 
.Trasporti: mezzi propri 
.Partecipanti: max 30 persone 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci.
Pranzo previsto con colazione al sacco.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio “Terra di Lavoro” del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

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