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COLORI ODORI E SAPORI DEL NATALE

Luci, fiori e dolci di Natale. Immergersi per un giorno con tutti i sensi nel clima delle feste natalizie è possibile: destinazione Ruvo di Puglia. Domenica 9 dicembre, nel fine settimana della festa dell’Immacolata, il console regionale di Puglia del Touring Club italiano, Cleto Bucci, invita a godere dell’atmosfera calda e accogliente della città del Barese che fu polis della Magna Grecia, municipio e stazione romana sulla via Traiana, possedimento normanno, luogo caro a Federico II, centro vitale in età feudale.

 

Nella sua storia Ruvo fu rasa al suolo e ricostruita ben tre volte, nascondendo le tracce del tempo in chiese, monumenti, musei, grotte. Il viaggio inizia dal santuario della Madonna delle Grazie e prosegue tra le vie del centro storico con i suoi palazzi rinascimentali. Immancabile la visita alla Concattedrale, notevole esempio del romanico pugliese, e al Museo nazionale “Jatta” con la sua intatta collezione ottocentesca di reperti archeologici. La chiesa del Purgatorio è costruita sulla grotta di San Cleto ed è uno dei più antichi luoghi della fede ruvese.Da non perdere infine il percorso archeologico delle terme romane.

 

Il tema di Natale è al centro di una visita eccezionale alle serre della Florpagano, la più grande azienda florovivaistica del Sud Italia, con 60mila metri quadrati di strutture in ferro e vetro e una estensione coltivata di oltre 15 ettari. Principesse delle serre sono le orchidee insieme, naturalmente, alle Stelle di Natale. Tutte rigorosamente pugliesi. “Scegliere le produzioni locali significa rispettare l’ambiente, sostenere l’economia locale, investire sulla qualità" – lo affermano i florovivaisti Pagano, ai quali si affiancano un esercito di professionisti e agronomi. Concretamente, un’orchidea coltivata e acquista in Puglia riduce sino a 16 volte le emissioni di anidride carbonica per coltivazioni e trasporto”.

 

Antonio Pagano nel 1970 avviò l’azienda, oggi capitanata dai figli Alessandro e Gianluca, esportando piante tipiche locali come ulivi fichi e mandorli. Dalle piante ai frutti sino ai dolci, il passo è breve. Qui il “mandorlaccio” è il dolce tipico di Natale: mandorle uova e miele si uniscono alle credenze legate alla nascita e alla fecondità. Già nota in età preromana, l’antica ricetta della tradizione contadina pugliese rischiava di essere dimenticata per sempre. Il merito del suo recupero va certamente al pasticciere Giuseppe Berardi che ha riportato in tavola la fragranza di questo dolce, recuperando la ricetta dagli appunti della bisnonna e un sapore senza tempo e inteso.  

 

Per partecipare alla visita guidata è obbligatoria la prenotazione entro il 6 dicembre. I posti sono limitati. Il ritrovo per i partecipanti è alle ore 9.20 del 9 dicembre presso il santuario della Madonna delle Grazie.

 

[Giovanni Colonna]