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Codroipo: Trame di cinema

La mostra ospita la straordinaria collezione di costumi disegnati da Danilo Donati, nel corso della sua carriera di scenografo e costumista, e realizzati dalla storica Sartoria Farani, oggi diretta dal friulano Luigi Piccolo.
Nelle diciotto stanze sono presenti centoundici abiti, perfettamente restaurati, commissionati da alcuni dei più importanti maestri del cinema italiano, da Federico Fellini a Pier Paolo Pasolini, da Franco Zeffirelli a Alberto Lattuada, da Sergio Citti a Roberto Faenza.
 
Le voci dei registi, le colonne sonore e una selezione di testi accompagnano il visitatore in un viaggio nei set ricostruiti con ingrandimenti fotografici e con la proiezione di sequenze dei film.
 
Il lavoro dell’officina Donati/Farani è inoltre documentato dai bozzetti preparatori del costumista e dalle immagini del lavoro quotidiano all’interno della sartoria di via Dandolo a Roma.
 
I film che costituiscono il fil rouge di questa avventura sono alcuni dei capolavori di Federico Fellini da Fellini-Satyricon (1969) a I Clowns (1970), da Amarcord (1973), con l’abito dell’indimenticabile Gradisca, a Intervista (1987), fino a Il Casanova di Federico Fellini (1976), con il costume del protagonista Donald Sutherland.

De La mandragola (1965) di Alberto Lattuada si potranno ammirare gli abiti indossati da Philippe Leroy, mentre per La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli ci saranno quelli indossati da Richard Burton. Di Storie scellerate (1973) diretto da Sergio Citti, allievo prediletto di Pier Paolo Pasolini, si potranno ammirare i costumi carnevaleschi, assieme a quelli di Marianna Ucrìa (1997) di Roberto Faenza.

Grande spazio è dedicato ai costumi realizzati nell’ambito del sodalizio di Danilo Donati con Pier Paolo Pasolini iniziato nel 1963 con La ricotta. Dalla giacchetta di lana indossata da Totò in Uccellacci e uccellini (1966), ai costumi dei sacerdoti, dei magi e degli apostoli de Il Vangelo secondo Matteo (1964), per i quali la fonte d’ispirazione fu la pittura di Piero Della Francesca, agli abiti dei soldati protagonisti del sogno del martirio in Porcile (1969), a quelli “di arcaica bellezza”, indossati da Silvana Mangano/Giocasta e dagli altri protagonisti di Edipo re (1967). Il salone centrale è dedicato alla Trilogia della vita: da Il Decameron (1971), ancora con il costume di Silvana Mangano che interpreta la Madonna, a I racconti di Canterbury (1972) con quello indossato dallo stesso Pasolini, al Il fiore delle mille e una notte (1974) dove gli elmi, le lance, le tuniche e i mantelli tessuti a mano rivelano la grande capacità inventiva di Danilo Donati. La mostra si chiude con i costumi di Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975).
 

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