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Civita Castellana: "Fiera nazionale delle sagre e dell’antiquariato"

Quarantadue sagre in un solo evento per tre giorni di puro delirio culinario: dal 10 al 12 ottobre Civita Castellana, splendido centro della Tuscia viterbese, apre le sue porte per la 4° edizione della “Fiera nazionale delle sagre e dell’antiquariato”. Dagli antipasti fino ai dolci, 42 sagre provenienti da ogni parte d’Italia sono pronte a deliziare i visitatori con le loro portate, tutte realizzate rigorosamente a mano secondo antiche ricette dei luoghi di provenienza. Dalla mattina alla sera, indossata “l’armatura di ordinanza” – un sacchetto di cotone, un bicchiere e un piatto di ceramica, perché Civita Castellana è nota in tutto il mondo anche per i suoi maestri del coccio – i visitatori si imbatteranno in un grande tour enogastronomico che va dal Lazio alla Puglia, da Napoli alla Sicilia. Civita Castellana giocherà in casa con il “frittellone”, una sfogliatina sottilissima condita con pecorino e pepe, mentre Sutri proporrà i suoi famosi fagioli; e se Narni presenterà il formaggio di pecora, Rignano Flaminio risponderà con latte di asina in crema. L’olio viterbese di Canino se la vedrà con quello pugliese, e anche sul vino si assisterà a una bella “sfida” tra Montefiascone,  Magliano Sabina e Vignanello.
 
A occuparsi del fritto saranno i grandi maestri napoletani, così come gli arancini saranno prerogativa dei siciliani; e ancora ci saranno i bigari di Monterosi, il pane casereccio di Selci in Sabina, le lumache di Tarano, i prodotti del Consorzio delle Sagre di Rieti e degli orti biologici della Coldiretti e molto altro ancora.  Sarà impossibile resistere a un simile richiamo di sapori, colori e profumi: e anche sul fronte dell’intrattenimento ci sarà da divertirsi con il raduno di 500 e vespe, le corse in mountain bike, il torneo di burraco, la tombola con Pippo Franco e la caratteristica corsa delle lumache. Per tre giorni, insomma, Civita Castellana tornerà ad essere “capitale”, anche se solo del gusto e del divertimento: pochi infatti sanno che questo è un paese dalle radici antichissime che risalgono addirittura alla civiltà falisca, di cui è stato per tanti anni il centro nevralgico.