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Città di Castello: Festival delle Nazioni

Il Festival delle Nazioni fin dalla sua nascita ha avuto come obiettivo quello di esplorare la cultura, in particolare quella musicale, di una Nazione.

L’edizione del 2015 sarà dedicata all’Austria. Nell’approfondire la conoscenza della cultura di questo Paese, ci concentreremo sul periodo a cavallo tra Otto e Novecento, caratterizzato da un fragile equilibrio pieno di tensioni che prelude al disfacimento dell’Europa ottocentesca. È l’ultimo afflato della “Belle Epoque” e in Europa la giovane borghesia cercava di allontanare da sé l’idea del disastro incombente, della guerra che preme alle porte.

In questo panorama, è Vienna in particolare – più delle altre grandi capitali – a caratterizzarsi come luogo della presa di coscienza del crollo delle certezze ereditate dall’Ottocento. Essa è un grande laboratorio culturale in cui forti ideali di progresso industriale e culturale coesistono con un sentimento di crisi, che si concretizzerà nel giro di pochi anni con la disintegrazione dell’Impero austro-ungarico.

Il programma del Festival seguirà un percorso articolato su tre filoni principali. Il primo riguarderà la musica scritta e ascoltata in questo periodo. Si distingueranno i diversi approcci, le differenti visioni del mondo che convivono in un unico contesto culturale: la radicale rottura stilistica dei compositori che daranno vita alla Scuola di Vienna, accanto alla “leggerezza” della musica della dinastia Strauss, e ancora ai compositori della continuità, legati alla tradizione del tardo romanticismo. Un confronto tra scelte artistiche, ma anche esistenziali e filosofiche, spesso in palese contrapposizione tra di loro.

I grandi autori della tradizione classica costituiranno il secondo filone: un ascolto necessario perché ai musicisti della Vienna di inizio Novecento il confronto con un passato così straordinario e così ingombrante non permetterà un semplice superamento, ma richiederà un passaggio sofferto, consumato fino in fondo dall’interno.

Il terzo filone sarà incentrato sulla memoria della prima guerra mondiale, cui sarà dedicata la nuova produzione multimediale “Immagini e suoni della Grande Guerra”.

Il Festival ha infine commissionato al coreografo Virgilio Sieni e al compositore Salvatore Sciarrino due nuove creazioni in omaggio ad Alberto Burri, nel centenario della nascita. I lavori di questi grandi artisti di oggi, ispirati alla ricerca del maestro tifernate, saranno eseguiti in uno degli spazi più suggestivi dell’arte contemporanea, quei locali degli Ex Essiccatoi del Tabacco, dagli anni Novanta divenuti Museo, allestiti dallo stesso Burri con i suoi grandi cicli pittorici.
 
Aldo Sisillo 
Direttore artistico