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Chiesa di San Crisogono: i sotterranei

La visita ai sotterranei di San Crisogono è essenziale per conoscere i tesori della Roma sotterranea: la stratificazione archeologica e la pratica del riuso di monumenti antichi per scopi diversi da quelli originari trova qui uno dei migliori esempi. Vi sono conservate le vestigia di uno dei più antichi tituli sorti nel quartiere di Trastevere, insieme al titulus Callisti ed al titulus Ceaciliae. La Chiesa in origine non aveva facoltà giuridica di possesso e le riunioni dei primi cristiani si svolgevano in case private che venivano messe a disposizione dei fedeli da parte dei proprietari, cristiani anch’essi. Queste ecclesiae domesticae erano contrassegnate all’esterno da una tabella, il titulus, che riportava il nome del proprietario. Il titulus Crisogoni nacque sfruttando due (e forse tre) domus romane di II e III secolo, prima di assumere la pianta basilicale nel V secolo.
Crisogono viene identificato nel martire, originario di Aquileia, portato a Roma in catene sotto l’imperatore Diocleziano tra il 304 ed il 305.
San Crisogono si trova all'inizio del Viale di Trastevere. E’ una chiesa anteriore al 499, ricostruita nel 1129 per esser successivamente restaurata da Gian Battista Sorìa nel 1626 per conto del cardinale Scipione Caffarelli Borghese ed ancora nel 1866.
La semplice facciata a timpano è preceduta da un ampio portico d'ordine dorico con quattro colonne di granito tra due corpi laterali a lesene, sull'attico del quale vi è una sfilata di vasi, nonché aquile e draghi borghesiani. Il massiccio campanile romanico (1124) è coronato da un cuspide, al di là del quale si possono vedere il fianco della chiesa e l'abside del XII secolo. L'interno, basilicale, è diviso da tre navate da ventidue antiche colonne di granito con capitelli di stucco, aggiunti con il restauro apportatovi nel Seicento, e fu decorato da Pietro Cavallini. Alla sua scuola appartiene il mosaico absidale. Due colonne di porfido, le più grandi che siano a Roma, sorreggono l'arco trionfale. Il bel pavimento cosmatesco ricopre l'intera superficie della chiesa. Nel soffitto seicentesco a grandi lacunari intagliati e dorati con fondo azzurro è posta una copia del "Trionfo di San Crisogono", magnifica opera del Guercino.

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