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Ceal Floyer

Museion apre il programma espositivo 2014 con una personale di Ceal Floyer. L’artista britannica, berlinese d’adozione, classe 1968, dalla metà degli anni novanta ha esposto con continuità in musei, mostre e gallerie di tutto il mondo – tra le partecipazioni si ricorda la Biennale di Venezia (2009), laBiennale di Singapore nel 2011 e dOCUMENTA (13) nel 2012. Nel 2009 le è stato conferito il Nam June Paik Art Center Prize, mentre nel 2007 è stata insignita del Preis der Nationalgalerie für junge Kunst, Berlin.
 
LA MOSTRA. Con rigorosa semplicità, sottile ironia e consapevolezza dell’assurdo, i lavori di Floyer fanno vacillare la percezione di ciò che sembra familiare. Nelle sue opere oggetti della quotidianità, cose e situazioni semplici, capovolgono le aspettative iniziali dello spettatore e aprono logiche alternative al confine tra visione, realtà e linguaggio. L’artista, che aveva partecipato alla mostra “Light Lab” nella precedente sede di Museion, nel 2005, si confronta ora, in una mostra personale, con il vasto spazio del quarto piano nel nuovo edificio. Sono tredici i lavori esposti tra video, installazioni e fotografie provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui anche un’opera nata per l’occasione, “Blick”. Lo spazio di Museion Passage al piano terra è coinvolto nel progetto espositivo con l’installazione “Do Not Remove”, 2011.
Trasparenza, vastità, paesaggio mozzafiato: uno spazio espositivo cosi “presente” come quello di Museion indurrebbe a pensare a interventi artistici di forte impatto per essere bilanciato, come del resto hanno messo in atto, in passato, altri artisti. Nulla di tutto ciò in Floyer. Che all’imponenza dello spazio contrappone l’impercettibilità, la leggerezza e l’immancabile ironia che caratterizza la sua opera, per una mostra giocata sulla chiarezza e sull’ovvietà di ciò che si vede. (http://www.museion.it)
 
 

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