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Castello di Cordovado, Abbazia di Sesto al Reghena, Abbazia di Summaga - visita guidata Tci

Le iniziative del Corpo Consolare di Venezia

Visita guidata TCI n. 08/17

 

CASTELLO DI CORDOVADO, ABBAZIA DI SESTO AL REGHENA, ABBAZIA DI SUMMAGA

sabato 13 maggio 2017

 

(Scheda a cura del Console TCI di Venezia: Donatella Perruccio Chiari)

 

La giornata inizierà con la visita alla Villa Freschi Piccolomini, a seguire la chiesetta, il parco ed il nuovo labirinto delle rose accompagnati dalle padrone di casa. Quindi andremo a visitare, accompagnati da Carlo Piccolomini,  l’azienda bio “Se son rose”, che produce prodotti per la persona e per la casa, ricavati su antiche ricette all’essenza di rosa.

 

CORDOVADO: si trova agli estremi confini della Provincia di Pordenone e a diretto contatto con il portogruarese.

La Villa seicentesca Freschi Piccolomini, sorta sulle antiche rovine del castello di Cordovado subì, da parte della famiglia Freschi subentrata per eredità matrimoniale alla famiglia Attimis, agli inizi dell’Ottocento alcune modifiche operate da Carlo Sigismondo Freschi di Cuccanea.

Nel 1820 Carlo Sigismondo fece abbattere i tratti di mura prospicenti l’edificio per estendere verso la campagna il parco rimodellato secondo influenze romaniche; successivamente furono abbattuti o modificati gli edifici rustici circostanti, mentre il medesimo palazzo subì modifiche nelle ali sud-orientale, con la costruzione di corpi neo-rinascimentali e di gusto classicheggiante. Nel 1941 i beni passarono ai Piccolomini di Siena, tuttora gli attuali proprietari.

Il giardino e il parco: sono organizzati intorno alla villa seicentesca e occupano un’area interna al borgo (il giardino) ed una più vasta extra-moenia (il parco). L’area del giardino, anteriormente e posteriormente la villa, è pianeggiante, mentre il parco di impronta romantica ed impianto all’inglese si sviluppa su terreno morfologicamente caratterizzato da lievi dislivelli raccordati da sentieri in pendio. 
Il parco paesaggistico sapientemente realizzato nell’Ottocento da Carlo Sigismondo Freschi di Cuccanea, appassionato studioso di matematica, simbologia e botanica, ha riutilizzato come elementi suggestivi di paesaggio preesistente i resti delle fortificazioni castellane, e con grande inventiva è riuscito ad “ingannare” sulla reale dimensione del parco distribuendo sapientemente le specie vegetali, creando giochi di luce e ombra che assieme al tracciato sinuoso dei vialetti, amplificano l’esigua estensione del parco. Parte del fossato difensivo, oggi ormai secco e colonizzato da vegetazione, nella prima metà di questo secolo era ancora percorribile con piccole barche a remi.
Fanno parte della composizione del parco alcune colline, manufatti realizzati per l’assetto paesaggistico. Una di queste, adibita in passato a ghiacciaia, presenta opere in pietra, che sembrano riutilizzare i manufatti lapidei romani, provenienti da pavimentazione forense, peraltro reimpiegati anche in altri luoghi del giardino. Un’altra collinetta, ancora negli anni Sessanta del Novecento, presentava un assetto labirintico, con percorso contenuto da siepi proprie topiarie.
I viali delimitano e costituiscono i percorsi principali.

Le piante.

L’area prospiciente alla villa, chiamata “la Cavallerizza” è formata da un grande prato circolare a forma di cuore attorno al quale crescono dieci carpini (Carpinus betulus) che hanno sostituito gli originari platani. Le carrozze, percorrendo questo tracciato entravano dall’ingresso principale accompagnando l’ospite di fronte la scalinata della villa, per poi uscirne. Nei prati che circondano il grande prato si trovano tre magnolie (Magnolia grandiflora), un acero giapponese (Acer palmatum).

L’area posteriore della villa, accoglie un grande prato (un tempo in parte di ghiaia) circondato dalla vegetazione e dalle antiche mura. Da qui si può scorgere un vetusto esemplare di Platanus orientalis. A ridosso delle mura antiche troviamo una composizione topiaria di bosso e lungo i vialetti interni, che partizionano l’area, una serie di vasi di limoni (Citrus × limon).

Curiosità: sono presenti due esemplari centenari di Sophora japonica e Morus alba e una bella collezione di rose antiche.

 

Al termine della mattinata ci recheremo a Sesto al Reghena (circa 6,5 km) dove pranzeremo alla trattoria Vecchio Deposito, con menù e prezzo concordato.

Alle 14,30 incontreremo il prof. Trevisan, che ci accompagnerà alla visita dell’Abbazia di S. Maria in Sylvis.

 

SESTO AL REGHENA: considerata uno dei Borghi più belli d'Italia è  una cittadina di origini romane. Nacque come posto militare e stazione di rifornimento per i viaggiatori diretti verso nord. Il suo nome deriva, oltre che dal fiume Reghena, anche dalla sua dislocazione all'altezza della sesta pietra miliare lungo tale via di passaggio.

Verso il VII sec. sorse l'abbazia benedettina di Santa Maria in Sylvis resa prestigiosa fin dall'inizio dalle donazioni di Carlo Magno.

Oggi rimangono il robusto torrione d'ingresso, unico superstite delle sette torri di difesa erette nella seconda metà del X sec.; il campanile, già torre vedetta; la cancelleria, con ampia facciata dal sapore romanico; la residenza abbaziale e la casa canonica.

 

La giornata si conclude con la visita alla Abbazia di Summaga (circa 11 km), accompagnati ancora dal prof. Trevisan.

 

SUMMAGA:  Alle porte di Portogruaro sorge l’abbazia di Summaga, che si erge isolata nei pressi di estesi campi verdi, quasi anonima senza che possa ispirare alcunché di trascorso storico o  simbolico. Ma così non è perchè questo edificio nasconde in sé qualcosa di unico e incredibile.

L’abbazia è dell’XI secolo voluta dai monaci benedettini, ma la facciata è più tarda, neoclassica e l’antico monastero è purtroppo ad oggi scomparso. E’ l’interno a meritare grande importanza principalmente per gli affreschi romanici, che sono della prima metà del 1200.

Gli affreschi
La derivazione e’ bizantina ma con influenza della pittura veneziana, che tutto toccava attorno alla sua città.

La Madonna con le vergini stolte e sagge
L’abside riporta all’apice la Madonna con bambino nella mandorla sostenuta da 4 angeli con ai lati i quattro evangelisti e due santi. Nella parte inferiore abbiamo Cristo con gli Apostoli, le vergini stolte e quelle sagge (la rappresentazione è particolarmente femminile).

Non è un caso che in una chiesa di antica appartenenza all'ordine templare vi è rappresentata come figura principale la Madonna, da loro sempre particolarmente amata.

 

Profilo del prof. Gianpaolo Trevisan

 

  • Si laurea in Beni Culturali nel 1993 presso l'Università di Udine e nel 2000 consegue il Dottorato di Ricerca con 110 con lode encomio e pubblicazione della tesi. Dal 2001 insegna presso la stessa università prima come ricercatore e dal 2003 sino ad oggi e' professore aggregato. Sue materie di studio e insegnamento sono l'arte e l'architettura medioevale con particolare interesse per l'area veneta e friuli-giuliana, dal 2005 al 2011 e ' docente del Collegio di Dottorato di ricerca e dal 2012 coordina il programma Erasmus per l’Università di Udine; dal 2012 al 2013 è coordinatore del Consiglio Unificato dei corsi di laurea di primo e secondo livello in storia dell'arte presso Università di Udine. Negli stessi anni insegna storia dell’arte e dell’architettura come docente incaricato presso l’Università di Trieste e di Padova. Dal 1999 al 2013 partecipa a numerosi progetti di ricerca sempre nell’ambito delle sue specializzazioni. E’ un ricercato conferenziere ed ha partecipato con importanti contributi a vari convegni di studio e ricerca nell' ambito dell’arte tra il X e il XIV sec, a cui si aggiungono lavori monografici.

 

Altre informazioni utili: 

Console   TCI accompagnatore:

  • Donatella Perruccio Chiari
  • tel. 348 2660404

 

Visita condotta da:

  • sigg. Piccolomini (mattino)
  • prof. Gianpaolo Trevisan (pom.)

 

Prenotazioni solo telefoniche:

 

Tempi di prenotazione: non  prima di tre settimane dallo evento (fino esaurimento posti).

 

Quota individuale di partecipazione:

  • Soci :           € 13,00
  • Non soci :    € 16,00
  • Altri costi da pagare in loco:
  •    - Visita villa, chiesetta, parco e labirinto delle rose € 8,00;
  •    - Azienda “Se son rose” € 3,00;
  •    - radioguida € 2,50

 

Informazioni  utili:

 

luogo : Castello di Cordovado (PN)

 

ora dell’evento: 0re 10,00

 

durata della visita: la visita si svolge nell’arco della giornata

 

la partecipazione è riservata a: soci (con eventuale accompagnat.) e, salvo posti disponibili, anche non soci.

 

n° max partecipanti:  30

 

pranzo:

  • previsto alla Trattoria Vecchio Deposito, a Sesto (prezzo  € 25,00 e menù concordato; comunicare adesione alla prenotazione).

 

ora/luogo del ritrovo:

  • ore 09,45 davanti l’ingresso del Castello di Cordovado al cancello n.3 (quello con le statue)

 

recapito   tel. x emerg.:

  • fino  al  giorno prima dell’evento 327 5575292, poi 348 2660404
Accesso disabili: 

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club