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Caserta: i Giardini della Reggia in esclusiva Tci

La Reggia o Palazzo Reale di Caserta, uno degli edifici più imponenti ed estesi d’Italia, nacque dalla volontà del sovrano Carlo di Borbone di creare un complesso che emulasse l’insieme del palazzo e dei giardini di Versailles. Oltre al prestigio che la costruzione di una tale residenza avrebbe portato ai Borbone, innalzandoli al rango delle grandi case regnanti europee, l’edificazione di un nuovo palazzo era dovuta anche a esigenze di carattere militare.

Il Palazzo Reale di Napoli si era infatti dimostrato vulnerabile alle artiglierie navali a causa delle sua vicinanza alla costa e nel 1742 era stato minacciato seriamente dai cannoni di una squadra navale inglese.

Il Parco Reale, parte integrante del progetto presentato dall’architetto Luigi Vanvitelli ai sovrani, si ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte da André Le Nôtre a Versailles. I lavori, con la delimitazione dell'area e la messa a dimora delle prime piante, iniziarono nel 1753, contemporaneamente a quelli per la costruzione dell'Acquedotto Carolino, le cui acque, dalle falde del Monte Taburno avrebbero alimentato le fontane dei giardini reali.
Il giardino formale, così come oggi si vede, è solo in parte la realizzazione di quello che Luigi Vanvitelli aveva ideato: alla sua morte, infatti, nel 1773, l'acquedotto era stato terminato ma nessuna fontana era stata ancora realizzata. I lavori furono completati dal figlio Carlo (1740-1821), il quale, pur semplificando il progetto paterno, ne fu fedele realizzatore, conservando il ritmo compositivo dell'alternarsi di fontane, bacini d'acqua, prati e cascatelle.
Per chi esce dal palazzo i giardini si presentano divisi in due parti: la prima è costituita da vasti parterre, separati da un viale centrale che conduce fino alla Fontana Margherita, fiancheggiata da boschetti di lecci e carpini, disposti simmetricamente a formare una scena “teatrale” verde semicircolare.
A sinistra del palazzo, nel cosiddetto "Bosco vecchio", il cui nome ricorda l’esistenza di un precedente giardino rinascimentale, sorge la Castelluccia, una costruzione che simula un castello in miniatura, presso il quale il giovane Ferdinando IV si esercitava in finte battaglie terrestri.
Nella Peschiera Grande, un lago artificiale di forma ellittica con un isolotto al centro, venivano, invece, combattute le battaglie navali con una flottiglia costruita proprio per questo scopo.
La seconda parte del parco, realizzata interamente da Carlo Vanvitelli, inizia dalla fontana Margherita, dalla quale si dispiega la celebre via d'acqua, sulla quale da sud verso nord si incontrano la fontana dei delfini, così chiamata perché l'acqua fuoriesce dalle bocche di tre grossi mostri marini scolpiti in pietra e la Fontana di Eolo, costituita da un'ampia esedra nella quale si aprono numerose caverne che simulano la dimora dei venti, rappresentati da statue di "zefiri".
L'asse principale è strutturato su sette vasche digradanti che formano altrettante cascate concluse dalla fontana di Cerere che rappresenta la fecondità della Sicilia, con le statue della dea e i due fiumi dell'isola. L'ultima fontana è quella in cui è rappresentata la vicenda di Venere e Adone.
Infine, nel bacino, denominato Bagno di Diana, sottostante la cascata del monte Briano, due importanti gruppi marmorei raffigurano Atteone nel momento in cui, tramutato in cervo, sta per essere sbranato dai suoi stessi cani, e Diana, attorniata dalle ninfe, mentre esce dall’acqua.
Una grotta artificiale, costruita con grossi blocchi di tufo, il cosidetto Torrione, si erge sulla sommità della cascata, da cui si può godere la vista di un paesaggio davvero unico.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 9.30: raduno dei partecipanti (mezzi propri) presso la biglietteria della Reggia di Caserta; 
- ore 10.00: costituzione del gruppo dopo i tornelli. Ingresso, a piedi, nel parco ed inizio della visita accompagnati dal dirigente della Soprintendenza, geom. Leonardo Ancona, responsabile del Parco e dell’Acquedotto Carolino. Si percorre il corso centrale, poi a sinistra per il Bosco Vecchio. Visita alla “Castelluccia” (in esclusiva). Si prosegue per il convento dei Passionisti per ammirare la mostra a pannelli sull’Acquedotto Carolino (in esclusiva); 
- ore 12.00 circa: passaggio Peschiera Grande, Fontana Margherita. Bus navetta fino al Giardino Inglese ammirando la via d’acqua e le varie fontane monumentali; 
- ore 13.00: pausa per la colazione al sacco; 
- ore 14.15: visita al Giardino Inglese; 
- ore 16.00: termine della visita guidata. I partecipanti, con lo stesso biglietto, saranno poi liberi di visitare gli appartamenti reali rispettando gli orari di apertura del monumento.

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Terra di Lavoro” inviando una email a: 
terradilavoro@volontaritouring.it 
oppure telefonando a: 333.9808553 (Antonio La Gamba) 
- Partecipanti: max 30 persone 
Quote: 
La visita guidata, in esclusiva Touring, prevede l’acquisto, a carico dei singoli partecipanti, del biglietto di ingresso alla Reggia di Caserta (12 € a persona) e del ticket A/R della navetta interna al Parco (2,5 € a persona). 
Il costo del biglietto di ingresso è a carico dei singoli partecipanti per consentire, a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione, di poterne usufruire. 
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile. 
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione sarà annullata in caso di inagibilità del Parco per pioggia.
Il Club di Territorio “Terra di Lavoro” del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.