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Caserta: Belvedere di San Leucio e Casertavecchia

Dove

Indirizzo evento: 
Complesso Monumentale Belvedere di S. Leucio, 81020 Caserta CE
Complesso Monumentale Belvedere di S. Leucio e Casertavecchia

Quando

Sabato 30 Settembre 2017
giornata intera

Ritrovo

Come arrivare: 

- ore 10.00: raduno dei partecipanti (mezzi propri) sull’affaccio antistante la Chiesa di San Ferdinando Re (parcheggio auto) San Leucio;

- ore 17.30: termine della manifestazione.

Ora di ritrovo: 
ore 10

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio “Terra di Lavoro”
Telefono di riferimento: 
333.9808553 (Antonio La Gamba)
Indirizzo mail: 
terradilavoro@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
(348.9253104) (Luciano Visconti)
Console accompagnatore: 
Luciano Visconti, socio attivo del Touring
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
locali

In esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano giornata dedicata ad una caratteristica ed interessante visita guidata al Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, esempio concreto della politica riformatrice dei Borbone che costruivano nuovi borghi per sperimentarvi impianti industriali sulla scia delle riforme e del “dispotismo illuminato” europeo della metà del ‘700. Il borgo è organizzato con al centro la piazza della seta e il portale settecentesco che dà accesso alla reggia-filanda e ai quartieri con le case operaie. Nel pomeriggio, dopo il pranzo, visita guidata a Casertavecchia, il cuore medievale dell’antica città di Caserta, attraverso le sue suggestive stradine con monumenti splendidamente conservati. Dal 1960 è tra i monumenti nazionali italiani.
Belvedere di San Leucio: la morte nel 1778 di Carlo Tito, figlio primogenito di Ferdinando IV e Maria Carolina, fu forse la causa del mutamento degli interessi de Re, fino ad allora rivolti a soddisfare le sue esigenze personali. Nacque così l’idea e la successiva realizzazione della Real Colonia di san Leucio dedita alla lavorazione della seta, il risultato più avanzato e socialmente rivoluzionario della collaborazione tra monarchia e i pensatori più illuminati del Regno. Essa divenne - con la lavorazione dei veli e delle calze di seta alla Vaccheria e la Real Fabbrica di Ricami, con scuola di ricamo, a Sala - il più vasto impianto per la lavorazione delle sete e la produzione dei manufatti in seta esistente in Italia alla fine del sec. XVIII. Fu di modello alle numerose filande e manifatture di tessuti che furono impiantate nel regno, nel quale così si attuava, promosso dai Borbone, uno sviluppo industriale moderno. La struttura Leuciana fu originale in quanto organica, dotata di abitazioni per le maestranze, una chiesa, coltivazioni e fabbriche e le condizioni di vita offerte agli operai e alle loro famiglie erano di gran lunga migliori di quella della nascente classe operaria.
Il Codice delle Leggi che doveva regolare la Real Colonia ebbe il titolo “Origine della Popolazione di San Leucio e i Suoi progressi fino al giorno d’oggi colle Leggi corrispondenti al Buon Governo di essa” (1816) e destò stupore ed ammirazione in tutta Europa, dove fu rapidamente divulgato con le traduzioni in latino, greco, francese e tedesco.
La visita della fabbrica serica costituisce un interessante percorso di archeologia industriale, con sale con strumenti per la produzione e lavorazione della seta, un’ampia sala con telai in legno perfettamente funzionanti, mostra di manufatti, la “cuculliera” per il deposito e a preparazione dei bozzoli di seta e la filanda.
Casertavecchia: Le origini sono ancora incerte, ma secondo alcune informazioni estrapolate da uno scritto del monaco benedettino Erchemperto, già nell'anno 861 d.C. esisteva un nucleo urbano denominato "Casahirta" (dal latino casa che significa villaggio e hirta che significa aspra). Il borgo ha subito nel corso della storia varie dominazioni. Originariamente appartenente ai Longobardi, fu ceduto nel 879 al Conte Pandulfo di Capua.
A seguito delle incursioni saracene e alle devastazioni di Capua, gli abitanti e il clero delle zone circostanti trovarono in Casertavecchia, protetta dalle montagne, un rifugio sicuro. In questo periodo la popolazione aumentò in modo così considerevole da determinare il trasferimento della sede vescovile all'interno del borgo.
Nel 1062 ebbe inizio la dominazione normanna che portò il paese al massimo livello di splendore con la costruzione dell'attuale cattedrale, consacrata al culto di San Michele Arcangelo. Con alterne vicende il borgo passò sotto la dominazione sveva con Riccardo di Lauro (1232-1266), il quale accrebbe l'importanza del borgo anche da punto di vista politico.
Nel 1442 il borgo passò sotto la dominazione aragonese, iniziando così la sua lunga e progressiva decadenza: a Casertavecchia restarono solo il vescovo e il seminario.
Con l'avvento dei Borboni e la costruzione della Reggia, Caserta diventa il nuovo centro di ogni attività a scapito di Casertavecchia, alla quale, nel 1842, viene tolto il vescovado, anch'esso trasferito a Caserta. Il borgo di Casertavecchia è meta di interesse turistico per via del Duomo, del campanile, dei resti del castello e delle strade dell'intero borgo che ricordano lo splendore di un tempo che fu.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 10.00: raduno dei partecipanti (mezzi propri) sull’affaccio antistante la Chiesa di San Ferdinando Re (parcheggio auto);
- ore 10.30: ingresso nel “Belvedere di San Leucio”, splendido sito, inserito nel “Patrimonio dell’ “UNESCO” ed inizio visita guidata (è previsto il pagamento di € 5: ingresso al museo, visita alla “casa del tessitore”, compenso guide autorizzate); a seguire, visita alla “Casa del tessitore” e possibilità di veloce “shopping” negli adiacenti negozi di manufatti in seta e ceramica;
- ore 12.30: trasferimento con mezzi propri al Borgo Medievale di Casertavecchia;
- ore 13.00: arrivo al parcheggio auto adiacente alla chiesetta di San Rocco e visita della stessa. N.B. Nel borgo non si può accedere con le auto essendo in vigore la ZTL; è previsto un versamento di 5 euro (comprensivo di servizio navetta, parcheggio e visita guidata) per coloro che non pranzeranno presso il ristorante convenzionato.
- ore 13,30: pranzo libero oppure convenzionato presso il ristorante “Osteria La Medioevale” - al costo di 25 euro a persona (comprensivo di pranzo, navetta, parcheggio e visita guidata) - prenotazione libera a cura dei singoli partecipanti entro il 27 settembre 2017 - per prenotare telefonare ai numeri 0823.371410 - 338.5605305 – 389.3196499 sig. Mimmo - con il seguente menù: Antipasto (prosciutto crudo, salsiccia secca, mozzarellina, ricottina miele e noci, melanzane grigliate, crocché, sformatino di polenta con broccoli e salsiccia), Primo (Pettola e ceci), Secondo (Costoletta di maialino al balsamico con patate contadine), Dolce della casa (Babbà), acqua minerale, vino locale, caffè, liquori.
- ore 16.00: visita guidata alla Cattedrale e passeggiata per le stradine del Borgo;
- ore 17.30: termine della manifestazione.
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Terra di Lavoro” inviando una email a: 
terradilavoro@volontaritouring.it
oppure telefonando a: 333.9808553 (Antonio La Gamba) 
Le prenotazioni sono aperte e si chiuderanno mercoledì 27 settembre 2017.
- Trasporti: mezzi propri
- Partecipanti: max 40 persone
Quote: La manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Touring Club Italiano.
Pranzo libero o presso il ristorante “Osteria La Medioevale” - via Federico II di Svevia - Casertavecchia - al costo di 25 euro a persona.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio “Terra di Lavoro” del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.