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CARNEVALE A GAVOI

La Barbagia è sempre stata la roccaforte delle tradizioni, è proprio qui che ancora oggi resiste un carnevale diverso da tutti. Il carnevale in Barbagia conserva la liturgia drammatica del sacrificio della vittima "Su Mortu de Harrasehàre" , il morto del carnevale, che a Gavoi viene rappresentato da “Zizzarrone”, un fantoccio che veniva fatto girare per il paese in groppa ad un asino o sulle spalle di una persona.

Il carnevale inizia con il Giovedì Grasso (jobia lardajola), il 4 febbraio, giorno in cui si tiene "Sa Sortilla ‘e Tumbarinos",  il raduno dei tamburini, in cui una  folla immensa di adulti e bambini sfila per le vie del paese con il tipico costume in velluto e con gli altri costumi tradizionali, suonando "Sos Tumbarinos",  strumento arcaico  costruito interamente a mano con pelli di capra e asino,  ed altri strumenti tradizionali quali zufoli di canna palustre e triangoli di ferro battuto che accompagnano il ballo gavoese.
Da quel giorno si scatenerà l’euforia delle comitive in maschera, creative e spontanee, che dilagheranno nel paese fino al mercoledì delle ceneri.
Per cinque giorni, feste di piazza con musica, balli, maschere, sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati fino alla conclusione dei festeggiamenti la sera del martedì grasso, con lo straordinario spettacolo del  rogo del Carnevale dove viene bruciato “Zizzarrone” insieme a sua moglie “Marianna Frigonza”.
Un lunghissimo corteo di maschere e folla urlante accompagna “Zizzarrone” e “Marianna Frigonza” nell’ultimo viaggio che si conclude  con il rogo.
Con il carbone che rimane dal rogo, il mercoledì mattina i giovani, “Sos Intinghidores”, faranno il segno della croce sul viso  alle persone che incontreranno per strada.

 

Il carnevale tradizionale più musicale e ritmato dell'isola imperverserà per le vie del paese al suono dei balli sardi eseguiti quasi all'unisono da orchestre improvvisate composte da tumbarinu, triangulu, pippiolu e sorgonitos. Maschere con pelli, abiti in velluto, costumi tradizionali e tutto ciò che appartiene alla storia pastorale e contadina, rigorosamente rivisitati e resi carnevaleschi, andranno per la maggiore. Sa Sortilla è fissata alle ore 15 in Piazza San Gavino per poi perdersi per le vie del suggestivo centro storico.
I festeggiamenti proseguono poi dal sabato 6 febbraio al martedì grasso con sas cambaradas de mascheras, i gruppi spontanei mascherati, di adulti e bambini, che tradizionalmente girano per le vie e le case del paese portando il carnevale ovunque e ricevendo in cambio ospitalità, vino e dolci. Gruppi con costumi sgargianti e irriverenti scherzano suonano e ballano nelle piazze, nei bar, invadono il paese in un caos catartico che coinvolge tutti.
Domenica 7, presso la discoteca Marabù il divertimento sarà dedicato ai più piccoli. Si parte alle ore 16 con l'animazione a cura di ''Il Regno delle Favole'' che incanterà i bambini con giochi, palloncini, animazione, clown e la magia del carnevale. L'evento, patrocinato dall'Amministrazione Comunale di Gavoi in collaborazione con la Pro Loco è organizzato dal gruppo spontaneo ''Le Giovani Marmotte'' che, sempre presso la discoteca Marabù, organizzerà serate danzanti per tutto il carnevale.
La giornata del lunedì 8 è dedicata alla consueta e ormai tradizionale sfilata dei Carri Allegorici e dei Gruppi Mascherati. Il corteo partirà alle ore 15 dal Largo Viale Repubblica per snodarsi verso la Via Roma e concludersi a fine serata con la premiazione dei tre carri più belli. Anche i gruppi non premiati però riceveranno un rimborso spese. È prevista la partecipazione di diversi carri provenienti oltre che da Gavoi anche da altri comuni del territorio. Le iscrizioni dei gruppi alla sfilata sono gratuite e scadono venerdì 5 febbraio.
Su carrasegare gavoesu si chiuderà il martedì grasso con gruppi di maschere per le vie del paese a chiudere le giornate di follia e divertimenti, feste e balli nei bar e per le strade e il rogo dei fantocci ''Zizzarrone e Maria Rosa'' simbolo della fine dei bagordi.
I visitatori potranno nei giorni del carnevale immergersi nel clima festoso, gustare i piatti tipici, i dolci e le prelibatezze legate alla festa proposte dai numerosi ristoranti del paese, dai laboratori pasticceri e dagli operatori commerciali.