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Brescia, "Lo splendore di Venezia"

Palazzo Martinengo a Brescia allestisce una nuova esposizione dedicata agli incanti di Venezia, la città che nei secoli ha affascinato generazioni di artisti. Dal 23 gennaio al 12 giugno ospita infatti Lo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento.
Per la prima volta, l’analisi del filone iconografico passato alla storia col nome di Vedutismo non si considera concluso con Francesco Guardi, ma prosegue anche lungo i decenni del XIX secolo: la mostra ospita oltre 100 capolavori di Canaletto, Bellotto, Guardi e dei più importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo, provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali.
 
Il percorso espositivo, ordinato cronologicamente, è inaugurato dall’olandese Gaspar Van Wittel e dal friulano Luca Carlevarijs che apriranno la strada allo straordinario talento di Canaletto, cui sarà dedicata la seconda sezione. Qui, le sue vedute dialogheranno con quelle del padre Bernardo Canal e del nipote Bernardo Bellotto.
A seguire, i lavori dei maggiori autori della seconda metà del Settecento,con gli italiani Michele Marieschi, Francesco Albotto, Antonio Gnoli, Jacopo Fabris, affiancati dallo svedese Johan Richter e dall’inglese William James.
La seducente bellezza della Venezia di Canaletto diventa un luogo vago e remoto nelle opere che Francesco Guardi realizzò nella seconda metà del XVIII secolo. La parabola artistica del maestro, testimoniata in rassegna attraverso una decina di opere, si condensa nell’espressione pittorica di una città vista in dissolvenza tra bagliori luminosi e indistinti aloni di colore che preludono alla pittura moderna.

Il friulano Giuseppe Bernardino Bison (1762- 1844), interpretando in maniera originale e romantica la tradizione di Canaletto e di Guardi, assunse il ruolo di traghettatore del Vedutismo dal XVIII al XIX secolo. La figura di Bison, di cui saranno presentati diversi lavori inediti, verrà messa a confronto con quella di altri importanti artisti suoi contemporanei come Vincenzo Chilone, Giovanni Migliara, Giuseppe Borsato, Francesco Moja e Giuseppe Canella che rinnovarono l'immagine della Serenissima attualizzandola e arricchendola di dettagli che esprimono lo spirito del loro tempo.
Nell'ultima sezione s’incontreranno i dipinti realizzati nella seconda metà del XIX secolo da Luigi Querena, Francesco Zanin, Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e altri ancora, e sarà presentata anche una rarissima Venezia di grandi dimensioni del maestro bresciano Angelo Inganni, risalente al 1839, che immortala Piazza San Marco animata da spigliate macchiette in costumi d'epoca.
 
Nella sezione Venezia nello specchio di rame, si potrà ammirare raffinate incisioni di Canaletto, Michele Marieschi, Antonio Visentini, Antonio Sandi e Giambattista Brustolon, specialisti della tecnica dell'acquaforte e del bulino. A conclusione, Venezia teatro della vita proporrà dipinti con scene di vita quotidiana ambientate in campi e campielli, tra le calli e i canali della città.
La mostra è curata da Davide Dotti, col patrocinio della Provincia di Brescia e del Comune di Brescia.
Anche per Lo splendore di Venezia l’associazione Amici di Palazzo Martinengo proporrà per le scuole una ricca offerta didattica rivolta a tutte le classi di ogni ordine e grado: 7 laboratori e 6 percorsi tematici condotti da operatori specializzati.

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