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Bormio: Valtellina Extreme Brevet

Sabato 18 e domenica 19 Bormio e l'alta Valtellina si trasformeranno nel paradiso del randonneur. Andrà infatti in scena il VEB 2016, il Valtellina Extreme Brevet, che si snoda tra salite e discese che hanno fatto la storia e la leggenda del ciclismo. 
 
VALTELLINA PARADISO DEL RANDONNEUR
I randonneur sono ciclisti che non mollano mai. Per poco che pedalino, non fanno mai meno di 200 chilometri a volta. Proprio come quei pionieri del pedale dei primi Tour de France o dei primi Giri d'Italia che si accollavano tappe da 300, 350 km e stavano in sella ore e ore, partivano prima dell'alba e arrivavano ben dopo il tramonto.
 
Da qualche tempo emulare gli antichi “forzati della strada”, come la letteratura ciclistica del tempo chiamavi quegli audaci – e Audax è il nome con cui questa disciplina di granfondismo ciclistico è nota nel mondo anglosassone – è diventato una pratica sempre più diffusa nel mondo delle due ruote.
 
Le randonée, detti anche brevetti, non sono competitive, non hanno classifiche, possono essere corse in solitaria o in gruppo, vengono validate da controlli intermedi, prevedono la totale autosufficienza meccanica o alimentare dei partecipanti lungo l'intero percorso e per poter dire di esserci riusciti – ottenendo quindi il brevetto – basta (si fa per dire) arrivare entro un orario prestabilito dall'organizzazione.
 
 
 
IL CAPRIOLO DELLE ALPI
Chi porterà a termine il primo brevetto, che da Bormio prevede l'ascesa al Mortirolo, dal versante valtellinese di Mazzo, e quindi la risalita della Valcamonica fino a Ponte di Legno da dove si comincia l'ascesa al Passo Gavia e, di qui, il ritorno in discesa a Bormio, potrà fregiarsi del titolo di “Capriolo delle Alpi” (118 km e 3225 metri di dislivello).
 
IL CERVO DELLE ALPI
A chi, da Bormio, riprenderà la strada per inerpicarsi sui tornanti del Passo dello Stelvio, ma prima di arrivare in vetta, scenderà, oltre il Passo dell'Umbrail, a Santa Maria in Munster, e da qui a Glorenza, per poi risalire, da Prato allo Stelvio, i celeberrimi e infiniti 48 tornanti dello Stelvio dal versante alto-atesino, per poi far ritorno a Bormio, si meriterà il brevetto “Cervo delle Alpi” (218 km, 6383 m di dislivello).
 
LO STAMBECCO DELLE ALPI
Per chi non ne avrà ancora abbastanza, è pronto il terzo brevetto, quello che consente di fregiarsi del titolo di “Stambecco delle Alpi” (345 km, 8998 m di dislivello): ripartendo da Bormio, si scende a Tirano e da qui si risale la valle di Poschiavo fino al Passo Bernina e quindi a Livigno e, attraverso il Passo Foscagno ancora di ritorno a Bormio.
 
IL CAMOSCIO DELLE ALPI
Infine, per gli insaziabili delle lunghissime distanze e delle prove estreme, il quarto e ultimo brevetto, il “Camoscio delle Alpi” (454 km per complessivi 12.118 m di dislivello), propone lo stesso itinerario del primo percorso, ma in senso invertito: da Bormio, ascesa al Gavia, poi Ponte di Legno e salita al Mortirolo dal versante bresciano, quindi ritorno a Bormio.
 
LA PROVA COMPLETA
Davvero solo i più audaci e temerari porteranno a termine la prova completa, entro le 21 della domenica 19. Ma anche a tutti gli altri – che si iscriveranno alla manifestazione entro il mercoledì 15 giugno e che beneficeranno del dormitorio allestito dall'organizzazione presso il campo sportivo comunale di Bormio – non mancherà la soddisfazione di aver pedalato sulle strade di campioni e in scenari alpini da incanto.