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Borca e San Vito di Cadore: tra sacro e profano

Tci Club di Territorio di Belluno

in collaborazione con Dolomiti Contemporanee e con Tiziana Menegus

 

Domenica 11 giugno 2017

 

Borca e San Vito di Cadore: tra sacro e profano

 

Prima d’Ampezzo, risalendo la valle del Boite s’incontrano i centri di Borca e San Vito, da sempre luoghi turistici del Cadore molto frequentati. Ma veramente conosciuti? Nostro obiettivo sarà quindi quello di svelare lantico difficilmente visibile e visitabile, il moderno che ha fatto storia nel panorama industriale e architettonico e il contemporaneo che quel moderno sta facendo rinascere.
 

 

Programma della giornata

 

9.30

  • Ritrovo a Corte di Borca di Cadore (p.le della Colonia dove lasciare le auto).

 

Ore 10.00

  • Visita guidata all'ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, incredibile esempio di villaggio vacanza voluto da Enrico Mattei negli anni Cinquanta (obiettivo: ospitare 6000 persone dipendenti dell'Eni, dai dirigenti ai semplici operai, senza alcuna distinzione gerarchica) e progettato dall’architetto Edoardo Gellner, con la collaborazione di Carlo Scarpa (Chiesa di Nostra Signora del Cadore).
  • Il suo valore culturale è elevatissimo, in virtù di una serie di elementi peculiari che lo rendono unico. Si tratta di un grande complesso (oltre 100.000 metri quadri), dotato di un impianto articolato su diverse strutture, ed edificato, secondo criteri innovativi, in un grande bosco ai piedi del Monte Antelao, che con i suoi 3.242 metri domina il Cadore e sovrasta l’abitato di Borca.
  • Tuttavia, questo generale e diffuso apprezzamento estetico delle qualità del Villaggio, non ha consentito fino ad oggi di immaginare una sua possibile riqualificazione. Progettoborca costituisce il tentativo di avviare una serie di pratiche funzionali alla riattivazione permanente del sito. Il Progetto è stato ideato, e viene sviluppato, da Dolomiti Contemporanee, che dal 2011 opera, attraverso un format culturale innovativo, alla valorizzazione di siti dall’elevato potenziale, parzialmente o totalmente inerti, all’interno della regione territoriale delle Dolomiti Unesco Patrimonio dell’Umanità.

 

Ore 13.30

  • Pranzo con piatti della tradizione.

 

ore 15.30

  • Visite guidate alle chiese di San Vito, con lo storico Mario Ferruccio Belli e l'operatrice di Turismo religioso Tiziana Menegus.
  • La chiesa pievanale è dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia. E' documentata dal 1203, venne riedificata dall'arch. Domenico Schiavi di Tolmezzo e consacrata nel 1764. Quale chiesa pievanale facevano riferimento a quella di San Vito altre chiese della Valle del Boite.
  • L'antico edificio religioso aveva origini molto precedenti alla fondazione della parrocchia. Sicuramente la chiesa fu ricostruita ed ampliata dal 1754 al 1764 quando venne consacrata. Conserva tra le altre opere una tela attribuita ad Andrea Celesti riportante Mosè che sfama gli Ebrei nel deserto e una pala con Madonna in trono col Bambino fra i Santi di Francesco Vecellio, fratello di Tiziano, e opere lignee dello scultore locale Tita De Lotto.
  • Possiede anche un'argenteria di pregio. Dell'antica chiesa rimane un affresco di San Cristoforo. Notevole anche una pala del Cinquecento rappresentante i Santi Ermagora e Fortunato. L'organo è di G. Bazzani (1848).
  • La chiesetta della Difesa (i cui lavori iniziarono nel 1490 e consacrata nel 1521) racchiude invece un'abside tardo-gotica che raffigura l'invasione asburgica. Nel complesso il piccolo edificio conserva notevoli produzioni artistiche: un dipinto di Francesco Vecellio, una scultura di Tita De Lotto e affreschi di incerta attribuzione, ma da qualcuno considerati di Pomponio Amalteo. La chiesetta un tempo era nota per il giuspatronato goduto dai regolieri di San Vito. Fu sede di mansioneria e ad essa la popolazione è molto legata. Probabilmente fu eretta in maniera votiva per scongiurare un'invasione nemica.

 

 

Altre informazioni utili: 

Informazioni e prenotazioni:

Quota di partecipazione:

  • € 30,00 (da riformulare se inferiore ai 40 partecipanti)

 

Accesso disabili: