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Bolzano: "Nanni Balestrini: Oltre la poesia"

(Nanni Balestrini , Presse – Magazine, 1992, Collezione MUSEION. Archivio di Nuova Scrittura. Foto: Gardaphoto s.r.l., Salò)
 
Poeta, artista, scrittore, Nanni Balestrini è tra le figure che più hanno contribuito allo sviluppo della letteratura e dell’arte italiana negli ultimi cinquant’anni. Attento osservatore della situazione politica e sociale, Nanni Balestrini ha pubblicato diversi romanzi sulle lotte degli anni ’60 e degli anni di piombo. A questa importante figura Museion dedica “Nanni Balestrini: Oltre la poesia”, nuovo appuntamento espositivo negli spazi della Collezione Studio.
 
La mostra, che offre una panoramica su alcune importanti tappe del percorso di Balestrini negli ultimi decenni, presenta più di cento lavori, concentrandosi sulle opere visuali. Un primo nucleo di circa 60 lavori comprende opere di poesia visiva dagli anni ’60 agli anni ’80 e proviene dalla Collezione Museion (Archivio di Nuova Scrittura). Un secondo gruppo, costituito da opere su carta, libri d’artista e film proviene invece direttamente dallo studio dell’artista.

Dai lavori emerge la radicalità del pensiero di Balestrini e l’apertura a tutte le forme di innovazione mediale – l’artista è stato tra i primi ad utilizzare il computer per opere di poesia negli anni ’60. La sua è una ricerca trasversale, come tipico delle avanguardie storiche del Novecento.

Punto di partenza della mostra sono le Pagine (1962) della Collezione di Museion. Ritagli di giornale di diverse dimensioni sono applicati su fondo nero: nuovi, inaspettati significati scaturiscono dagli accostamenti, che, se pur frammentati, rispecchiano un clima politico e culturale di un’epoca. Questa serie di opere, considerate come un esempio significativo di poesia visiva, mostra anche il principio centrale dell’opera di Balestrini: il collage, ovvero il lavoro con frammenti trovati. Altri aspetti dell’utilizzo della tecnica del collage emergono da serie come Combustioni, Journal: Barcelona, Berlin, Paris (2006) e molti ancora.
Dalla poesia all’arte, senza distinzioni rigide: nell’opera di Balestrini i generi artistici non sono separati nettamente. In questo senso, un ruolo particolare va attribuito a diverse serie create dall’artista intorno al 1990, raggruppate sotto il titolo Plis. Per l’autore i Plis non sono più esempi di poesia visiva, ma opere d’arte, in cui semplici sacchetti di plastica diventano ready-made.

Uno dei maggiori successi recenti di Balestrini è senza dubbio la presentazione del suo film infinito Tristanoil nel 2012 a documenta, Kassel. Con 2400 ore di durata, Tristanoil è il film più lungo di tutti i tempi. Il lavoro integra immagini provenienti da cinema e televisione con un filtro che ricorda una pellicola di petrolio. Una marea di materiale digitalizzato è ricomposto, in maniera casuale, in innumerevoli, nuove forme. Nel medium film Balestrini trasferisce così il concetto di ricomposizione casuale di un dato materiale, come nel collage. Ma non si tratta solo di un esperimento formale. La problematica ecologica a livello mondiale sposa la critica alla produzione infinita di immagini mediali e le degenerazioni attuali del sistema capitalistico.”… vorrei che, attraverso le emozioni mentali che suscita, esigesse una partecipazione, una risposta, un impegno”- così Nanni Balestrini a proposito del suo film.
 
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