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Bolzano: L'avvenire non può che appartenere ai fantasmi.

Museion presenta la prima personale in un museo italiano di Rossella Biscotti.
"L'avvenire non può che appartenere ai fantasmi"  intende rileggere alcune tappe significative del percorso dell'artista, senza essere però una retrospettiva. All’invito dell’istituzione,Rossella Biscotti ha infatti risposto con la realizzazione di nuovi lavori e tracce di opere esistenti provenienti da collezioni private e dalla collezione Museion. 
Tra le opere in mostra i calchi del progetto “Le Teste in Oggetto” del 2009, le cinque teste di bronzo di Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini realizzate nel 1942 per l’Esposizione Universale di Roma, poi annullata, e “The Prison of Santo Stefano” (2011-13) i calchi in piombo di frammenti dalla prima prigione per gli ergastolani costruita nel 1793 sull’isola pontina di Santo Stefano. Tra i lavori realizzati per l’occasione anche un nuovo video per la facciata mediale di Museion e “Note su Zeret”, appunti di viaggio alla grotta di Zeret in Etiopia, rifugio di un gruppo di sostenitori della resistenza etiope massacrati dalle truppe coloniali italiane nel 1939.
La natura dei lavori esposti rivela molto sul modo di lavorare e sull’arte di Rossella Biscotti, la cui recente dedizione alla scultura conferma la sua predilezione per ricerche aperte, progressive. Che si tratti dell’indagine sugli effetti psicologici dell’isolamento nel carcere o della riflessione sul concetto di monumento, o ancora dello scavo intorno al concetto di identità e storia - tutte le opere esposte hanno una innegabile componente socio-politica. Ciò nonostante, dalla mostra emerge anche quanto questo aspetto del suo lavoro sia intriso di una forte volontà evocativa e immaginaria.
Il visitatore è chiamato quindi a ripercorrere le tracce fisiche delle opere di Biscotti con le proprie sensazioni ed emozioni: confrontarsi con i suoi lavori significa rendersi conto di quanto strutture di potere e griglie interpretative della storia possano plasmarci. Un confronto con la storia che non è semplice rievocazione, però. Come recita il titolo della mostra, citazione dal filosofo francese Derrida (L'avvenire non può che appartenere ai fantasmi) riconsiderare gli eventi passati vuol dire rappresentarli qui ed ora - e quindi mettere in atto una riflessione sul nostro presente.
Premio MAXXI nel 2010, Biscotti è una delle più interessanti della sua generazione. Ha esposto a dOCUMENTA (13), Kassel nel 2012, alla Biennale di Venezia (2013) e a Manifesta 9, Genk nel 2011. Per Museion l’artista ha realizzato un progetto sul lager di Bolzano (2008) e ha partecipato alla collettiva “The New Public” curata da Rein Wolfs nel 2012. Archeologa della memoria e del contemporaneo, nelle sue opere Rossella Biscotti apre a nuove prospettive il tempo storico e lo rende attuale nella rilettura del presente. 
 
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