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Bolzano: "Il ritorno degli Urban Sax"

 
Dopo più di due decenni di assenza dalle città italiane, Bolzano ospita il ritorno degli URBAN SAX, band di culto francese celebre in tutto il mondo per le sue performance musicali e visive concepite per interagire con l’architettura e lo spazio urbano. Un progetto unico, per più di cinquanta elementi, concepito appositamente per il cuore pulsante della città, che verrà ripreso dall’emittente televisiva ARTE e riproposto in 34 nazioni. Un evento inedito, prima assoluta italiana, dopo quasi vent’anni d’assenza della storica ensemble dall’Italia.
 
Venerdì 31 ottobre a partire dalle 19.00 l’ensemble di fiati capitanato da Gilbert Artman, suo storico fondatore, invaderà Piazza Walther per un concerto in onore del 200° anniversario dalla nascita di Adolphe Sax, l’inventore del sassofono. Per un’intera serata Bolzano tornerà a essere il centro pulsante della musica dal vivo, ospitando un evento unico nel suo genere che conoscerà eco internazionale.

Sospesi sul campanile del Duomo e sulle facciate dei palazzi storici che incorniciano Piazza Walther, più di cinquanta musicisti degli Urban Sax s’impadroniranno del centro storico suonando e danzando assieme al corpo di ballo costituito appositamente per la loro performance. 
 
Quattro i palchi su cui si esibiranno i performer: per lo spettacolo bolzanino Gilbert Artman non ha coinvolto solamente l’intera “famiglia” dei sassofonisti (soprani, contralti, tenori e basso baritono) ma anche molti altri musicisti come bassisti, cantanti, vibrafonisti, violoncellisti e chitarristi. Ad essi si aggiungono i ballerini scelti dalla band francese nel centro di danza bolzanino di Angela Alverà. Gli spettatori, situati al centro di Piazza Walther, saranno letteralmente circondati dal suono e immersi nelle suggestioni visive create dall’ensemble.
 
Coreografie e costumi surreali, videoproiezioni, musica minimalista e ritmica ipnotica: ogni concerto dell’ensemble francese diventa un happening artistico destinato a rimanere nella storia della città che lo ospita e nella memoria degli spettatori. Basti pensare alla performance alla Stazione Centrale di Milano negli anni Ottanta, ricordata ancora oggi come evento a dir poco sorprendente.