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Bologna: "Brueghel. Capolavori dell'arte fiamminga" in mostra

Più che una mostra sull’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento un viaggio nella storia di una famiglia lungo un orizzonte temporale e pittorico di oltre 150 anni.
Una dinastia di talentuosi narratori quella dei Brueghel, attiva tra il XVI e il XVII secolo e legata ai nomi di Pieter Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Abraham Brueghel, Ambrosious Brueghel, cinque generazioni di artisti che rappresentano oltre un secolo di storia dell’arte. Tutto inizia con Pieter Brueghel il Vecchio, che indaga impietosamente la realtà quotidiana in tutti i suoi aspetti, anche quelli più crudi e realistici. Nelle sue tele, come in quelle di Brueghel il Giovane, emergono soprattutto l’allegria popolare sguaiata, le danze sull’aia, ma anche i vizi come la cupidigia, l’ipocrisia, l’avidità. Altro tema centrale la Natura, rappresentata con una minuziosa cura dei dettagli, vista come un elemento forte e vitale cui l’uomo spesso è sottomesso.
 
Ma la rassegna non si ferma ai soli Brueghel, prende in considerazione anche un’ampia selezione di artisti ­– da Frans de Momper a Hieronymus Bosch, a Joos de Momper, a molti altri – che hanno collaborato con la famiglia specializzandosi in modo particolare nella pittura di animali, fiori e oggetti.
Divisa in sette sezioni, la rassegna espone fra le altre opere fondamentali come la Resurrezione (1563) di Pieter Brueghel il Vecchio, il Riposo durante la fuga in Egitto (1602-1605 ca.) di Jan Brueghel il Vecchio detto dei Velluti, il Paesaggio boschivo con la Vergine, il Bambino, San Giovannino e l’angelo (1645-1650 circa) di Jan Brueghel il Giovane e, legata al tema della luce dell’inverno, la celeberrima Trappola per uccelli (1605) di Pieter Brueghel il Giovane, dove la caducità della vita è ben espressa nella tranquillità con la quale uomini e donne, incuranti del pericolo, pattinano sul fiume gelato mentre i cacciatori aspettano che gli animali cadano in trappola.
Non mancano i soggetti a carattere allegorico, come l’Allegoria dell’udito (1645-1650 circa) di Pieter Brueghel, le opere incentrate sui fiori, che nascondono il tema della vanitas, e le grandi nature morte come nel caso dei Fiori in un cesto e un vaso d’argilla del 1640 Jan Brueghel il Giovane o il Vaso di tulipani (1645-1650 circa) di Ambrosius Brueghel.